perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


samedi 1 mars 2014

Cara Europa ti scrivo....



EUROPA
EURO-PAS
EUR-au-pas
Quel pas ?
De marche, (des marchés), au trot au galop ?
Quelle allure ?
Beaucoup d’envergure…
le prix de Diane, de l’arc de Triomphe
di San Rossore per un po’ di colore…
J’hallucine !
Allo ciné !
C’est peut être mieux !
Allons enfants !
Allons ensemble !
Ça ira !
….non je n’y crois pas !

 J’ai grandi avec « Europe »
  sonorité du vieux continent,
  évocateur de mythe ancien,
  inspirateur d’un rêve.
Schuman
Schumann
ont été mes berceuses
Où sont-elles ?
« chi me l’ha prese ?»
Seule une belle phénicienne
Sur un taureau
Vestige ultime sur deux euros !

Eu-rope, « bien irriguée »
Ou bien «  au regard étendu » ?
Étymologie propice
mais résultat factice.
L’Europe c’est moi
Tout le reste c’est au de là !



Con emozione ho ricordato le orribili lunghe code alla sous prefecture della rue St Sebastien a Marsiglia, quando mi chiedevo perché mi toccasse campeggiare con orde di magrebini, senegalesi e di tutto un po’ per rinnovare il mio permesso di soggiorno …IO che ero EUROPEA.
Correvano gli anni 90, correvano cosi veloci che in Italia le auto illuminavano al chiarore di fari bianchi, ma in Francia rimanevano itterici e io con la mia Suzuki canadese, una Sidekick come la chiamavano oltreoceano, una Vitara a oriente, cercavo con grande fatica di europeizzarla.
Contrariamente alle più fosche previsioni che mi davano perdente riuscii nell’impresa pur se mi costò una Vita(ra) o quasi, in ogni caso undici mesi della mia.
Dovetti produrre tonnellate di scartoffie, attestazioni, antiparassiti, e come non bastasse pure fare modifiche.
Se accettai di sostituire i retro laterali fissi con nuovi pieghevoli che in fondo avevano una certa utilità nelle stradine smilze del centro città, mi rifiutai di cambiare le cinture di sicurezza omologate USA e CA e non UE .
La sicurezza di quei paesi non era certo arretrata e così supportata dalla mia fantasia mediterranea produssi un falso degno della più grande genialità partenopea.
Ma ai fari gialli no, non ero pronta a cedere.
Mi piacevano, li volevo e li rivendicavo senza trucchi e senz'inganni.
Avere dei bei fari bianchi, sapere che ben presto anche in Francia sarebbero arrivati e dover comprarne dei nuovi , itterici, malaticci, per ottenere il permesso di circolare mi irritava non poco e se ci penso ancora adesso mi sale come dicono qua "la moutarde au nez” tanto per rimanere in tonalità cromatica.
La risposta del tecnico al centro des Mines che ispezionò l’auto e contro cui a nulla valsero le mie rivendicazioni europeiste mi marcò con violenza.
A 22 anni di distanza riodo come fosse ora il suo verdetto lapidario che decretò come io dovessi  obbligatoriamente cambiare i fari e che al mio .. “ma siamo in Europa e tra poco anche qui…” sentenziò “ L’Europa è come l’araba fenice….”con quel che segue e mi cloua le bec!
Era il 1992, correva e noi corriamo ancora.

2 commentaires:

  1. Una Tosca partenopea, siamo freschi!!!!! Bax

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  2. ......ebbene si mia dotta Anonima, ti svelo le mie.discendenze dalla repubblica partenopea e dalla Eleonora Pimentel Fonseca, lettrice e fedele abbonata dell'enciclopedia di Diderot.
    Oui bien sûr....
    Ascendenze risorgimentali.....tirate un po' per i capelli e frutto di una fervida fantasia, ma una nonna napoletana ce l'avevo per davvero.
    Antesignana radiotelegrafista nata nel 1887 a Cardito in provincia di Napoli.

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