EUROPA
EURO-PAS
EUR-au-pas
Quel pas ?
De marche, (des marchés), au trot au galop ?
Quelle allure ?
Beaucoup d’envergure…
le prix de Diane, de l’arc de Triomphe
di San Rossore per un po’ di colore…
J’hallucine !
Allo ciné !
C’est peut être mieux !
Allons enfants !
Allons ensemble !
Ça ira !
….non je n’y crois pas !
J’ai grandi avec « Europe »
sonorité du vieux
continent,
évocateur de mythe ancien,
inspirateur d’un
rêve.
Schuman
Schumann
ont été mes berceuses
Où sont-elles ?
« chi me l’ha
prese ?»
Seule une belle phénicienne
Sur un taureau
Vestige ultime sur deux euros !
Eu-rope, « bien irriguée »
Ou bien « au regard étendu » ?
Étymologie propice
mais résultat factice.
L’Europe c’est moi
Tout le reste c’est au de là !
Con emozione ho ricordato le orribili lunghe code alla sous prefecture
della rue St Sebastien a Marsiglia, quando mi chiedevo perché mi toccasse
campeggiare con orde di magrebini, senegalesi e di tutto un po’ per rinnovare il
mio permesso di soggiorno …IO che ero EUROPEA.
Correvano gli anni 90, correvano cosi veloci che in Italia le auto
illuminavano al chiarore di fari bianchi, ma in Francia rimanevano itterici e io
con la mia Suzuki canadese, una Sidekick come la chiamavano oltreoceano, una
Vitara a oriente, cercavo con grande fatica di europeizzarla.
Contrariamente alle più fosche previsioni che mi davano perdente riuscii
nell’impresa pur se mi costò una Vita(ra) o quasi, in ogni caso undici mesi della
mia.
Dovetti produrre tonnellate di scartoffie, attestazioni, antiparassiti, e
come non bastasse pure fare modifiche.
Se accettai di sostituire i retro laterali fissi con nuovi pieghevoli che
in fondo avevano una certa utilità nelle stradine smilze del centro città, mi
rifiutai di cambiare le cinture di sicurezza omologate USA e CA e non UE .
La sicurezza di quei paesi non era certo arretrata e così supportata dalla
mia fantasia mediterranea produssi un falso degno della più grande genialità
partenopea.
Ma ai fari gialli no, non ero pronta a cedere.
Mi piacevano, li volevo e li rivendicavo senza trucchi e senz'inganni.
Avere dei bei fari bianchi, sapere che ben presto anche in Francia
sarebbero arrivati e dover comprarne dei nuovi , itterici, malaticci, per
ottenere il permesso di circolare mi irritava non poco e se ci penso ancora
adesso mi sale come dicono qua "la
moutarde au nez” tanto per rimanere in tonalità cromatica.
La risposta del tecnico al centro des Mines che ispezionò l’auto e contro
cui a nulla valsero le mie rivendicazioni europeiste mi marcò con violenza.
A 22 anni di distanza riodo come fosse ora il suo verdetto lapidario che decretò
come io dovessi obbligatoriamente cambiare
i fari e che al mio .. “ma siamo in Europa e tra poco anche qui…” sentenziò “
L’Europa è come l’araba fenice….”con quel che segue e mi cloua le bec!
Era il 1992, correva e noi corriamo ancora.
Una Tosca partenopea, siamo freschi!!!!! Bax
RépondreSupprimer......ebbene si mia dotta Anonima, ti svelo le mie.discendenze dalla repubblica partenopea e dalla Eleonora Pimentel Fonseca, lettrice e fedele abbonata dell'enciclopedia di Diderot.
RépondreSupprimerOui bien sûr....
Ascendenze risorgimentali.....tirate un po' per i capelli e frutto di una fervida fantasia, ma una nonna napoletana ce l'avevo per davvero.
Antesignana radiotelegrafista nata nel 1887 a Cardito in provincia di Napoli.