perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mercredi 19 mars 2014

DATE DATE...



Cerco tracce di date, ricorrenze da festeggiare o dimenticare in questa densissima settimana di marzo.
Lunedì 17 trasmigro e travalico e la giornata corre veloce tra pulizie, chiusure di bombole e rubinetti, piumini sprimacciati e rinchiusi nell’armadio. 
Serro dietro di me la doppia porta a vetro e di legno e lo sguardo cade sulla piccola placca in peltro con inciso il cognome della famiglia.
Mi soffermo un attimo, correndo con il pensiero ai due nonni cui dobbiamo la pace di quest’ angolo di montagna con vista strepitosa.
Il Bianco splendeva di primo mattino, bagnato da una luminosità calda dorata e avviluppante. Mi è sembrato di trovarmi dinanzi a una vecchia foto scattata dal nonno probabilmente a questa stessa ora mattutina.
È con una certa nostalgia che chiudo le imposte, mentre recito il mio “addio ai monti”.
Mai accaduto prima. Inconsueta preghiera la mia, io, cui l’unica vetta di riferimento è la testa d’albero.
Eppure so di aver già percepito in mezzo al mare e in cima a una montagna la stessa sensazione di immensità, di spazio infinito e incontaminato, in cui il blu del cielo e quello dell’acqua si sono fusi, diventando un tutt’uno e io mi sono sentita minuscola come all’interno di una cattedrale gotica.
E ho capito che mare e monte potevano essere equivalenti.
Da allora il mio sguardo sulle montagne si è fatto meno malevolo e ho smesso di giurare solo sul mare nostrum, vostrum o loro.
Lunga strada dal traforo alla dolce Provenza, tutta inondata di sole e luce a non finire con l’aggiunta di un caldo assurdo e insolito per una metà marzo.
Finisco per assopirmi e risvegliarmi al suono di “bollettini di guerra”.
Il referendum in Crimea non lascia spazio a dubbi. Dall’Ucraina alla Russia.
Annessione? Ricongiungimento? Annullamento ?
L’indomani, il 18, Poutin firmerà il trattato di annessione e in questo caos che lascia interdetti, faccio l’impasse, dimentico la vecchia Crimea per la nuova, e scordo quindi completamente che il 17 si celebra l’unificazione italiana, la bandiera e l’inno.
Fardelli d’Italia….son io che son desta….
Ma dopo le trombe e le fanfare di tre anni fa, per il 150esimo, mi pare che questa ricorrenza odierna sia passata, in maniera generale, in sordina, non solo nella mia memoria storica densa di date, compleanni e affini, in cui ogni tanto si inceppa un ingranaggio.
La Crimea continua a perturbarmi mentre il rublo rotola in avanti e faccio un nuovo impasse, oggi, due giorni dopo.
19 marzo, San Giuseppe.
19 marzo, San Giuseppe frittellaio!
Come scordarlo!
Eppure l’ho dimenticato!
Lui, le sue frittelle, la festa del babbo…dei babbi…
Me lo ricorda uno whatsapp di Fidèle, che mi annuncia di aver fatto gli auguri(non visti, né letti) al suo babbo.
E la sola dei figli che ha memorizzato la data italiana, forse perché nel suo ufficio tra nevi, orologi e gruviera, la concentrazione tricolore verde, bianco, rosso è forte, o magari perché anche in Svizzera si onorano i babbi a questa stessa data.
Non in Francia, però, paese in cui il festeggiamento è rimandato a giugno, e per questa ragione Pamela, ha una scusante per aver ignorato.
Desaparecido invece non fa testo, lui ignora date e paesi, fedele al suo standard e al suo stato di “scomparso”… chissà se è festeggiato, ora è un babbo pure lui!
Ma il legittimo padre dei tre, rimane indifferente a queste celebrazioni di babbi, papà e di mamme…
lontani sono i tempi in cui ci lasciavamo festeggiare, in cui ci premuravamo che i bimbi arrivassero con il loro regalino.
Conservo ancora una bottiglia di profumo, che potrei descrivere nei minimi dettagli, dal colore del contenitore, alla fragranza dolce, (troppo per i miei gusti attuali)
Tutto ricordo, all’infuori del nome (che come spesso mi capita fugge alla mia memoria) di questo profumo, che era stato acquistato in una profumeria di Somma Lombardo e che Miss J mi aveva offerto con una rosa più di trent’anni fa.
Love time!
Ecco dal calderone è fuoruscito pure il nome…basta non pensarci.
Azzeccato! sempre Love time!



...e per le prossime date da scordare ci penserò domani.

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