Cerco tracce di date, ricorrenze da festeggiare o
dimenticare in questa densissima settimana di marzo.
Lunedì 17 trasmigro e travalico e la giornata corre
veloce tra pulizie, chiusure di bombole e rubinetti, piumini sprimacciati e
rinchiusi nell’armadio.
Serro dietro di me la doppia porta a vetro e di legno e
lo sguardo cade sulla piccola placca in peltro con inciso il cognome della
famiglia.
Mi soffermo un attimo, correndo con il pensiero ai due
nonni cui dobbiamo la pace di quest’ angolo di montagna con vista strepitosa.
Il Bianco splendeva di primo mattino, bagnato da una luminosità
calda dorata e avviluppante. Mi è sembrato di trovarmi dinanzi a una vecchia
foto scattata dal nonno probabilmente a questa stessa ora mattutina.
È con una certa nostalgia che chiudo le imposte, mentre
recito il mio “addio ai monti”.
Mai accaduto prima. Inconsueta preghiera la mia, io, cui l’unica
vetta di riferimento è la testa d’albero.
Eppure so di aver già percepito in mezzo al mare e in
cima a una montagna la stessa sensazione di immensità, di spazio infinito e
incontaminato, in cui il blu del cielo e quello dell’acqua si sono fusi,
diventando un tutt’uno e io mi sono sentita minuscola come all’interno di una
cattedrale gotica.
E ho capito che mare e monte potevano essere equivalenti.
Da allora il mio sguardo sulle montagne si è fatto meno
malevolo e ho smesso di giurare solo sul mare nostrum, vostrum o loro.
Lunga strada dal traforo alla dolce Provenza, tutta inondata
di sole e luce a non finire con l’aggiunta di un caldo assurdo e insolito per
una metà marzo.
Finisco per assopirmi e risvegliarmi al suono di “bollettini
di guerra”.
Il referendum in Crimea non lascia spazio a dubbi. Dall’Ucraina
alla Russia.
Annessione? Ricongiungimento? Annullamento ?
L’indomani, il 18, Poutin firmerà il trattato di
annessione e in questo caos che lascia interdetti, faccio l’impasse, dimentico
la vecchia Crimea per la nuova, e scordo quindi completamente che il 17 si
celebra l’unificazione italiana, la bandiera e l’inno.
Fardelli d’Italia….son
io che son desta….
Ma dopo le trombe e le fanfare di tre anni fa, per il
150esimo, mi pare che questa ricorrenza odierna sia passata, in maniera
generale, in sordina, non solo nella mia memoria storica densa di date,
compleanni e affini, in cui ogni tanto si inceppa un ingranaggio.
La Crimea continua a perturbarmi mentre il rublo rotola
in avanti e faccio un nuovo impasse, oggi, due giorni dopo.
19 marzo, San Giuseppe.
19 marzo, San Giuseppe frittellaio!
Come scordarlo!
Eppure l’ho dimenticato!
Lui, le sue frittelle, la festa del babbo…dei babbi…
Me lo ricorda uno whatsapp di Fidèle, che mi annuncia di aver fatto gli auguri(non visti, né
letti) al suo babbo.
E la sola dei figli che ha memorizzato la data italiana,
forse perché nel suo ufficio tra nevi, orologi e gruviera, la concentrazione
tricolore verde, bianco, rosso è forte, o magari perché anche in Svizzera si onorano
i babbi a questa stessa data.
Non in Francia, però, paese in cui il festeggiamento è rimandato
a giugno, e per questa ragione Pamela, ha
una scusante per aver ignorato.
Desaparecido invece
non fa testo, lui ignora date e paesi, fedele al suo standard e al suo stato di
“scomparso”… chissà se è festeggiato, ora è un babbo pure lui!
Ma il legittimo padre dei tre, rimane indifferente a queste
celebrazioni di babbi, papà e di mamme…
lontani sono i tempi in cui ci lasciavamo festeggiare, in
cui ci premuravamo che i bimbi arrivassero con il loro regalino.
Conservo ancora una bottiglia di profumo, che potrei
descrivere nei minimi dettagli, dal colore del contenitore, alla fragranza
dolce, (troppo per i miei gusti attuali)
Tutto ricordo, all’infuori del nome (che come spesso mi
capita fugge alla mia memoria) di questo profumo, che era stato acquistato in
una profumeria di Somma Lombardo e che Miss
J mi aveva offerto con una rosa più di trent’anni fa.
Love time!
Ecco dal calderone è fuoruscito pure il nome…basta non
pensarci.
Azzeccato! sempre Love time!
...e per le prossime date da scordare ci penserò domani.
Aucun commentaire:
Enregistrer un commentaire