Il vento impazza, urla, fischia, sbatte imposte,
innervosisce e rende dura la fine di una giornata che mi ha non poco stancata.
Penso alla notte dell’arrivo di Sandy a N.Y.City mentre
qua impazzava un mistral selvaggio, sicuramente superiore a quello di stasera
che, di tutto rispetto, ha fatto scattare la alerte orange. Allerta arancione di maltempo!
Mi corico, spengo la luce dell’ abat-jour sul comodino, cercando di non farmi irritare ancor più,
chiedendomi cosa ci sarà da raccogliere domani mattina.
Il vento che ha mollato un po’ sta riprendendo a
soffiare: il giardino a prima vista non sembra aver troppo risentito del suo
passaggio, le chiome di alberi e cespugli non paiono troppo strapazzati e
scarruffati.
Il pino gigante, il nostro baobab con aghi e pigne è ancora
in piedi, non so per quanto ancora. In equilibrio precario e malandato dovrà
passare a miglior vita, quando il tagliaboschi riuscirà infine a trovare il
tempo per occuparsene.
Non so che aspetto possederanno poi la casa e il
giardino, il giorno che il vecchio tronco non li dominerà più dall’alto della
sua chioma più che spennacchiata. Mi mancherà, ne sono certa, la presenza di quest’albero
più che bicentenario alla cui ombra mi sono riparata il primo giorno che ci
siamo conosciuti, ma io, di sicuro, dormirò sonni più tranquilli.
Cerco tracce di danni sullo schermo.
Con sollievo non ne trovo tra i miei skipper ancora in
gara.
J-P Dick, preventivamente al riparo vicino alle coste
spagnole della Galizia per evitare la tempesta attesa nel golfo di Guascogna (che
intanto si è ben allontanata a est) riprende stamani la corsa o almeno cerca di
farlo anche se non proprio di corsa…in attesa del sorgere del sole e del
levarsi del vento: colmo dell’ironia è calma piatta!
Scopro che Alessandro ieri si è deliziato con beignets frits, non bignè ma frittelle
dolci che si è preparato nel pomeriggio. Segno che non era tempaccio dalle sue
parti se poteva confrontarsi con olio bollente .
Mi chiedo e chiedo se la ricetta esce da “Sei per gamella”
o da La scienza in Cambusa e l’arte
di mangiar bene” versione rivista e corretta da Alessandro…ma non ho risposte.
Tutto bene o quasi nell’universo marino, anche se Tanguy
ha problemi dopo uno scontro con l’ennesimo UFO, problemi grossi a pala del
timone, deriva e acqua in sentina.
Affaire à
suivre!
Il vento ha colpito invece nei cieli e un ATR 72 in
provenienza da Pisa e atterrato a Roma è finito fuori pista: bilancio 16
feriti, una sola con danni gravi.
In causa, il vento forte che sembra aver inciso sulla
delicata fase di atterraggio.
I gatti arruffatissimi grattano alla porta e cercano
riparo per il loro pelo intrigato e si scaldano al sole della veranda allungati
sui cuscini delle seggiole…segno manifesto della quiete dopo la tempesta.
Io ripenso alla mia coda ieri: 4 ore nel freddo, con il vento che si alzava
spazzando la piazza dell’arcivescovato e
a battermi con la sfrontatezza umana.
Ho ottenuto il mio bottino per il festival di luglio, ma
a che prezzo?
Cercavo giustizia, come sempre, e non privilegi.
Ma di fronte a
tanta sfacciataggine ho finito per usare io pure le mie “grands airs” e rinfoderando i miei delicati spifferi o estratto i
miei libecci e gonfiato le vele.
Biglietti in tasca ma sgonfiata come un soufflé, ho
finito per rinunciare alla celebrazione di questo 2 Febbraio…di candelora
secondo le vecchie e belle tradizioni.
Pas de crêpes à la Tour…un tour juste per verificare le crepe
e i danni del mistral !
Con il Vento a Candelora delle Crêpes siamo fora!!!
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