Grazie a questo mirabile diario, molto sui generis perché racconta di tutto, non solo di me e parla à tort et à travers di avvenimenti dei più disparati, ho fatto un tuffo nel passato, un salto indietro di un anno, rivivendo un 1settembre, crogiolata al sole, cullata dalle onde intenta a ricordare amici presenti, passati, ma sempre con me fintanto che il ricordo avrà il sopravvento e riuscirà a veleggiare, di lasco, di bolina, tendendo le scotte, scuotendo la polvere, precedendo la sua scia che solca questo mio Mare nostrum.
Fintanto che riuscirà a girare gli arganelli che iniziano ad arrugginirsi in compagnia di neuroni ossidati.
Questo 1 settembre attuale ha in comune solo l’acqua, non salata ma dolce del lago di Zug che vedo dalla finestra e quella della pioggia che mi ha lavata..
Giornata plumbea che non ha nulla per richiamare alla memoria un bagno di fine estate, un bagno settembrino.
Sembra essere in autunno avanzato e la giornata è più consona a un calendario di novembre con il cielo basso, triste che rode l’anima, corrode i ricordi riempie di saudade.
Giornata plumbea che non ha nulla per richiamare alla memoria un bagno di fine estate, un bagno settembrino.
Sembra essere in autunno avanzato e la giornata è più consona a un calendario di novembre con il cielo basso, triste che rode l’anima, corrode i ricordi riempie di saudade.
Sperimento in compenso, al posto del dolce far niente, un’opportunità di lavoro come aiuto elettricista di CV che è ben deciso a rendere luminoso l’appartamento di Fidèle & Co, alloggio che attualmente vede illuminata una stanza su due.
Una giornata di : PINZE! Cacciavite a stella. NO quello piccolo. Trapano; Punta piccola. Quella del 6. Tassello! VITE ! e risparmio le Holy Mary e un repertorio di imprecazioni quando LUX NON FUIT !
L’esperienza mi ha preventivamente permesso di scoprire la perfida fiscalità svizzera quotidiana, quella di tutti i giorni, della tassa nascosta, mascherata, occultata, velata...la tassa dei parcheggi.
Parcheggiare in città a pagamento è un dato oramai accettato e subito come una quasi normalità, ma pagare nei parcheggi di luoghi spersi in mezzo al famoso middle of nowhere e solo per poter accedere al centro commerciale mi è sembrato un sopruso bello e buono.
In nessuna parte del mondo poi, ho mai trovato un magazzino Ikea il cui parcheggio fosse munito di sbarre dove prendere il biglietto per potervi accedere e per poter uscire dover pagare ben due franchi svizzeri onde validare l’ignobile cartoncino.
Mi ero illusa che facendo acquisti, alla cassa pagando, avrei ottenuto la validazione del biglietto.
Ma in una comunicazione tra sordi con la cassiera che mi parlava in tedesco che ignoro (a parte il famoso blumen…famous other story…)ho ben capito che se non volevo ammuffire nel legoland del legno svedese dovevo ben sottostare al balzello e sborsare i due franchi richiesti.
Il mio commento a CV nel nostro idioma materno(senza contare le ben dovute differenze che ci distinguono in quanto il mio è un italiano colto e raffinato, ricco di vocaboli, aggettivi, avverbi pur se con qualche variazione locale, il suo un italiano tecnico, corretto ma molto basic e qualche svarione…basti pensare ai famosi polipi che lui mangerebbe facendomi inorridire) ha suscitato la reazione della cassiera che a quanto pare nella tri-cantonale Svizzera ben parlava l’italiano o come minimo lo capiva.
Alla mia esclamazione “l’unico posto al mondo dove in un parcheggio Ikea si paga il posteggio”…la molto “svizzera”impiegata mi ha risposto “No anche alla Ikea di Zurigo!”
Per lei il mondo iniziava e terminava nel suo Cantone!
“Due franchi senza limiti di tempo”ha confermato Fidèle…per questo quando va con Pär a ricercare un po’ di profumo di Svezia ci passano la giornata.
Ho dimenticato di chiedere se vi hanno mai trascorso un week end?
Il centro commerciale con Migros alimentare e fai-da-te ( Senza Turista, che si sta riadattando al lavoro dopo le tre settimane abbondanti sudamericane) e con tutti negozietti che lo circndano invece va a tempo e lì ce la siamo cavata con 50 centesimi di franco.
Oggi 2 settembre una parvenza di sole ha dissolto le nubi più basse, scoprendo oltre al lago la cima delle montagne prestamente innevate.
Vista superba dalla vetrata del salone che mi riconcilia un po’ con il paese e mi mette di spirito migliore per i primi auguri settembrini: gli auguri di ieri alla “Cugina” di oggi al Nipote(l' unico e legittimo che possiedo) e alla mia prof bienaimée.
Un caldo augurio in attesa di andare a scaldarmi le ossa sulla sabbia del mio Mare Nostrum.
Non ti dimenticare che la Svizzera è un paese protestante!!!! E' un dovere morale fare soldi!!!! Bacioni dalla tua prof...protestante ma... senza una lira... o quasi!!!
RépondreSupprimerAh la mia prof bienaimée!!!
RépondreSupprimerChe piacere leggerti, mia Prof!