perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 30 septembre 2012

DIARIO DI BORDO -suite




2 giorno
Avrei proprio dovuto fare un détour da Parigi!
Non vi avrei trovato Garou a cantarmi “Belle” ma in compenso Leonard Cohen, il vero, l’originale in base ai miei riferimenti storici, quello di Suzanne per intenderci (come ho rischiato di chiamarmi), che inequivocabilmente rimanda il pensiero all’amato De André.
Cohen il poeta canadese, 78 anni e tre serate all’Olympia,  non quello del blog su Repubblica, con la “o” finale al suo nome, che mi ha irritato con la sua “mozzarella parigina”.
Non che la mozzarella a Parigi sia cattiva, tutt’altro!
Quella che compro al Cisternino, cooperativa che vende prodotti italiani, di qualità e a prezzi competitivi, nei suoi vari negozietti della capitale (il mio è quello del V ° il cinquième, con il riccioluto Severino, condivisore di bresaola, gorgonzola davanti ai match di calcio) è veramente buona.
Treccia, fior di latte burrata o bufala… quelle del Cisternino sono tutte notevoli…
Prima facevo riferimento a un altro prodotto, un altro tipo di bufala che non si mangia, che, se si inghiotte, va di traverso e resta sullo stomaco fin tanto che non si riesce a ricollocarla dove deve stare…
Meno male che non l’ho inghiottita in barca, avrei dovuto dare prova di equilibrio e piè fermo per collocarmi sottovento e qui rimanervi il tempo necessario per sbatterla fuori …
Non si sputa sopravento! Massima imparata da piccola!
Anche i miei riferimenti musicali sono un po’ datati e rimasti in arretrato, fermi ai tempi scolastici, liceali e universitari, in cui il tempo era tutto mio e vivevo con la radio in permanenza accesa su radio montecarlo con qualche incursione su canali rai o locali.
Poi le mie orecchie sono state sollecitate da altri suoni, mugolii, vagiti.
I radiosi-bui anni della loro prima età, nella casa sopra la banca, con il lunghissimo corridoio dove si allenavano per il tour di triciclo su veicoli riciclati, compreso il famoso big wheel, il triciclo rosa e azzurro, con una gigantesca ruota davanti, comprato a un garage sale, impacchettato e traslocato dagli States.
No, varcare di nuovo l’oceano, non mi interessava affatto!
Il Canada non mi attirava. Non vedevo nessun interesse a mollare la mia precarissima tranquillità e equilibrio, e quella specie di guscio-nido costruito per andare oltreoceano in quella terra insipida e grigia.
Il Canada non è mai stato, per me, nulla più di una chiazza grigia nel nord del continente americano, una specie di magma sopra a tante stelle e strisce sventolanti e colorate.
Cui prodest? A me no di certo! e anche se lì in quel nord che abitavo, mi sentivo all’estero, avevo infine fatto due o tre conoscenze e potevo più o meno infine contare su qualche altra mamma, disposta a recuperare il mio secondo o a portarlo a scuola se Fidèle, allora piccolina, magari malata non mi permetteva di uscire.
Una conquista dopo periodi in cui solo l'uscita per andare a comprare il latte in farmacia davanti a casa, e lasciarli soli in attesa del mio ritorno, assenza infinitesima, mi creava scompensi.
Gli anni della reclusione, tra un pannolino, un ginocchio sbucciato, i compiti da seguire, la casa e le odiate uscite per portarli al parco a prendere una boccata d’aria.
Cresciuta in un giardino dove spaziavo a mio piacimento non dovevo aspettare i comodi o le disponibilità di nessuno per andare a giocare tra il verde e ora con i due e poi tre figli ero insofferente a queste uscite forzate che detestavo in un parchetto miserevole pensando a tutto quello che avevo lasciato in sospeso a casa.
Avessi avuto un giardinetto avrei potuto continuare attività varie sorvegliandoli dalla finestra, come la mamma dell’amica della mia primogenita...
“Ho trovato una casa con giardino! ”
Mancava solo che firmassero il contratto di distacco e saremmo andati anche noi a raggiungerlo dopo due mesi di separazione e Fidèle che tutto a un tratto non dormiva più e aveva iniziato a mangiarsi le unghie.
È sempre stata la coccola paterna!
Gli altri due più grandi, eccecitatissimi dalla promessa che, varcato l’oceano , prima o poi avrebbero avuto diritto a Disney-world in Florida, raccontavano a tutti che sarebbero andati in Canada, e si allenavano a contare fino a “ten” e a precisare che “I love chicken”.
Loro beninteso! io pollami e varie li detesto abbastanza.
Valigie riempite del loro guardaroba, del mio e la Gaggia fiammante, regalo del precedente Natale, per il mio equilibrio mattutino: dieci colli più un passeggino per Canadian Airlines che accolse questa banda di desperados, con Turista–fai-da-te che, dopato da non so più quante coca cola, servite a ripetizione (secondo me con la speranza che gli andassero di traverso) non dormì neppure cinque minuti e fece diventare sceme le hostess, che rincretiniva e abbagliava con i suoi sorrisi. 
Erano i tempi che amava fare il dandy e si pavoneggiava con giacche, cravattini o nodi papillon dall'alto dei suoi sette anni e mezzo appena compiuti!
Incerto sul suo futuro ruppe le scatole anche al comandante e… fu troppo fiero della visita nel cockpit .
Deve essere questo ricordo seppellito sotto i miei famosi strati di madri pie, dure e ragniformi che mi ha trattenuto dal prendere un aereo e convinto a solcare i mari…più tempo per riflettere, niente jet lag, e in caso di incontri irritanti si può sempre spedire l’incauto fuoribordo a prender aria, non come sull’aereo dove non si possono aprire gli oblo’, a quanto mi ha fortunatamente spiegato Mitt Romney!

Aucun commentaire:

Enregistrer un commentaire