perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mardi 18 septembre 2012

14 Settembre ...la suite



Gare de Lyon in dissolvenza, lasciata alle spalle, con l’ultimo abbraccio di Fidèle davanti al gran tabellone del hall numero 1.Un treno puntuale che ci accoglie per riportarci in provincia e in Provenza. Un appostamento senza pari e senza tregua per impossessarmi di un bel posto a quattro, che sembra rimanere inoccupato, da cambiare con il mio molto più infelice ed angusto. Spazio, senso di marcia e tutto l’agio necessario per poter accingermi a fissare qualche pensiero.
Un week end regale che mi lascio alle spalle insieme alla reggia, ai giardini, alle fontane che zampillano, mescolando note argentine, di gocce che ricadono, al sottofondo di musiche settecentesche, al sontuoso Municipio di Versailles e alla villa Chevreloup con il suo manto erboso che ha accolto le corse di bambini, le nostre chiacchiere, i nostri brindisi.
Un bel week end, iniziato un venerdì 14 ventoso, senza sole e pure freddo. Persino qualche goccia di pioggerella, tanto per gradire, rovinarmi la chioma, preoccuparmi per l’indomani,in attesa dell’arrivo della futura sposa, reduce da un seminario di lavoro, salto dall’estetista, dalla futura suocera per un mini ritocco sartoriale, dalla manicure ….e in attesa degli altri arrivi.
Olga, giunta da Milano in tempo per cenare con la sposa, i genitori e Angelique, la testimone, mentre lo sposo si deliziava a un Mc D con Turista-fai-da te, appena sbarcato da Roma e in attesa di Fidèle, romana per lavoro, ma in arrivo con un altro volo e a due ore di distanza.
CV padre della sposa e per l’occasione Carnivoro Vorace voleva trascinarci a un ristorante di macellai, non so se per tenermi a dieta, farmi dispetto, o mostrare che era lui il genitore che contava, che decideva e che sceglieva… e finiva per cedere e venire a più miti consigli e alla proposta della figlia in serata ittica-pro madre, a causa dei 45 minuti di attesa per un tavolo là dove voleva sedersi.
La fame lo aveva fatto capitolare.
Cena di souvenir canadesi.
È in queste fredde terre che è avvenuto l’incontro con Olga, un nome da terra di vodka e di ghiaccioli ma in realtà di tutt’altra provenienza; antiche origini liguri dei nonni, ma di fatto lei è di seconda generazione uruguayana.
Amena e piacevole cena tra notizie di atterraggi, di attese, di discese da treni. Preoccupazione che Il nostro giovane originario di un paesino molto a sud di Stockfish si perdesse, non riuscisse a capacitarsi in quei meandri labirintici della gare de Lyon-metro-RER.
Timore per lui che in quei tunnel, dove finisco sempre per perdermi, non trovi nessuno che capisca la sua lingua-Ikea, facendo l’impasse che siamo a Parigi e se si esprime in inglese non avrà certo problemi.
Ma è sera, è buio, e nello scuro le angosce si amplificano.
Arrivano tutti: figli, appendici loro e ultima la famiglia mista di amici con due delle loro tre rampolle, manca solo Anita, la mia figlioccia dispensata di matrimonio, chateau e tour Eiffel, rimasta a Aix alle cure dei nonni paterni venuti appositamente per baliarla e festeggiarla nel suo secondo compleanno.
Tutti in tempo per un sonno ristoratore nei luoghi più disparati…manca però Mariebé, confinata oltreoceano alle prese con l’apertura del suo hotel. Mi spiace che non sia con noi, accanto al suo Turista-fai-da-te, sempre più meritevole di questo soprannome…le sabbie di Atacama a bordo di un pick-up gli hanno meritato galloni supplementari!
Mattinata in effervescenza e alle 14 e15, quasi tutti puntuali sotto le persiane della sposa, richiamata alla finestra e invitata a raggiungerci da un urlo di Chris, il rappresentante francese della coppia mista, che pareva molto più italiano di sua moglie Daniela, piena di vitalità ma con qualche oncia nordica.
La sposa-civile scortata da Carla e Margaux, damigelle per l’occasione, accompagnata dai genitori delle due bimbe, i suoi: CV e IF entrambi in blu, Olga stakanovista fino all’ultimo in camera a lavorare, le due testimoni Angelique e Mathilde che l’avevano preparata, Fidèle e il suo Blumen e raggiunta in processione da Turista-fai-da-te, che in meno di 10 minuti è salito a farsi la doccia, vestirsi e cravatta in mano si è accodato, ha traversato i due isolati che separano casa dal Municipio.
Municipio febbrile, fornace di matrimoni e come se non bastasse anche sabato dedicato all’incontro di genitori in cerca di baby-sitter con studenti disposti a occuparsi dei bebé…
Turbolenze sulle scale: entrate, uscite, foto, code, scambi. Hanno cercato di appiopparci fiori per Monique et Hubert fingendo di non capire che noi avevamo una Jen e un Ben…
Salle des mariages splendida, inondata di luce e di sole, cerimonia breve ma degna, rispettabile e sentita nonostante l’officiante non conoscesse gli sposi e si sia rivolta a loro in maniera neutra ma non per questo indifferente…molto professional e d’effetto.
E poi Chevreloup, la villa senza caprette, né lupi, ma tanto champagne, stuzzichini salati e dolci e bonbon, caramelle, bibite e zuccheri vari per la gioia dei bimbi.
E in mezzo una sposa sorridente, confusa, sottosopra e uno sposo dai riccioli scomposti e dal sorriso sotto i baffi che non ha….
…ma questo è stato solo il primo round !!!

Aucun commentaire:

Enregistrer un commentaire