perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 24 juillet 2011

TRANSUMANZA FINALE

Ho l'impressione di aver compiuto ieri la mia ultima Transumanza.
Dopo tante discese dalla mia collina fino al mare per raggiungere babbo e la mia vecchia casa e poi a ritroso, ieri dal mare sono salita su un’altra Collina, per l’ultimo viaggio legato a Lui.
L’ho accompagnato come volevo, guidando, con i Gatti mezzi che miagolavano e fischiettavano come nei miei lunghi tragitti da sola, e questa volta l’auto era tutta rosa di bimbe. Connie e Jen alle mie spalle, ed Ester il mio copilota, al posto dove Lui sedeva nei nostri giretti.
Cerimonia semplice in famiglia e con pochi intimi.
Forse già più di quanti lui avrebbe voluto, ma sono certa che non se n’è dispiaciuto perché erano tutte persone care.
All’ingresso del paese, in basso, all’altezza della chiesa di Bibbona, in mattoni, famosa per il cambio che gli stolti paesani fecero, cambiando il piombo coi mattoni, ho sentito la presenza della cugina Daniela, lontana a Seattle, ma presente con il suo spirito vivo, anzi vivissimo.
È stata una sensazione strana, improvvisa, pensavo a tutt’altro ed è come se qualcuno mi avesse bussato sulla spalla ed ho subito capito che si trattava di lei
All’arrivo, la cappella Caramelli ci attendeva aperta, la porta spalancata ad augurarci il benvenuto, il bentornati. Gli operai si affannavano a smuovere qualcosa e nell’attesa ho dato un’occhiata dentro alla ricerca di una foto sull’altare che non c’era.
E poi cime che calavano…e ricordi che risalivano.
Turbini di emozioni.
 Emozioni che turbinavano…..
E oggi, ieri sembra già remoto
Domani, tornero’ a viaggiare avanti e indietro, ma  non sarà più TRANSUMANZA

2 commentaires:

  1. sulla collina di fianco, a guardistallo, il giovane farmacista dino sani da poco sposato portava a casa a metà febbraio del '55 dalla maternità di livorno una fantolina cicciottella e mangiona, che entro breve avrebbe fatto uscire pazzi suo padre, sua madre, i nonni e l'intero paese, incapaci di gestire i suoi capricci, ma anche i suoi sorrisi, e una serie infinita di produzioni passate alla storia familiare e paesana come "le cacche verdi", epopea che pochi affezionati sopravvissuti ricordano ancora, spero ormai con simpatia (ma senza alcuna nostalgia!). Qualche cliente disse a babbo disperato che in una delle condotte lì intorno c'era un buon pediatra, un certo dottor ricci, laureato a pisa proprio come lui...storie di colline, dove si lavorava molto, si viveva molto, e dove si dorme sereni, in un lungo meritato riposo. stanziali...gli affanni dei viaggi e delle migrazioni giustamente lasciati a chi veglia, e sempre torna.

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  2. Colline che ricordano le storie della Bassa,uscite dalla penna di Giovannino....dolci colline di un
    Dolce paese, onde portai conforme
    L'abito fiero e lo sdegnoso canto
    E il petto ov'odio e amor mai non s'addorme,
    Pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.
    Ben riconosco in te le usate forme
    Con gli occhi incerti tra 'l sorriso e il pianto,
    E in quelle seguo de' miei sogni l'orme
    Erranti dietro il giovenile incanto.
    Oh, quel che amai, quel che sognai, fu invano;
    E sempre corsi, e mai non giunsi il fine;
    E dimani cadrò. Ma di lontano
    Pace dicono al cuor le tue colline
    Con le nebbie sfumanti e il verde piano
    Ridente ne le pioggie mattutine

    ....e ci sento la stessa tenerezza

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