Ventotto zero sei.
Cifre che trovo carine, facili da ricordare e che mi piacciono.
Chissà se avrei dovuto inserirle in una combinazione vincente?
Facili da tenere a mente non solo perché ho sempre avuto una certa facilità nel memorizzare i numeri, o perché quest’accoppiata ha fatto il giro del mondo, diventando tristemente e scabrosamente famosa, ma perché è la data, giorno e mese, di nascita della mia mamma e quest’anno anche l’occasione di un ennesimo giretto a Parigi.
Il 28 giugno è stata la mia ultima serata parigina, quella che mi aveva dato il “LA”per raggiungere la capitale. L’occasione un invito alla Maison de l’Europe per il premio:
“Prix de l’initiative Europeenne”- Les liens franco-italiens et la construction europeénne.
Nuova occasione per ascoltar ritracciare la storia dell'unificazione italiana con la collaborazione francese, per seguire ancora una volta, con piacere e interesse, il cugino Alberto parlarci del contenuto della sua ultima fatica pubblicata “W l’Italie”….quando i francesi si appassionavano per l’Unità.
Questa sera, ovviamente il libro è stato solo parzialmente presentato, non era questo lo scopo principale della serata e comunque non sono certo le presentazioni di quest’ opera
che mi sono mancate.
In pool position o quasi quando ci fu la “première”all’Istituto Italiano di Cultura a Parigi nello scorso ottobre 2010; evitai, per educazione, la prima fila, ma requisii metà della seconda ad usum familiae.
Replica a metà gennaio in occasione della presentazione a Aix en Provence, alla libreria Vent du Sud sotto l’egida di Bernadette e dell’AIAPA e dulcis in fundo, dato che non c’è due senza tre, a Roma al Centre Culturel Saint Louis de France un 11 febbraio, storica data della Conciliazione, in cui pure CV (il mio solito Compagno di Vita) si è conciliato con la Capitale e vi ha rimesso, dopo secoli, il piede.
Avremmo potuto presenziare anche in altre città, ma sarebbe stato difficile sceglierne una a scapito di un’altra. Così alla fine abbiamo optato per le due capitali e ovviamente per la nostra “capitale” provenzale, limitandoci infine solo a queste.
Questo 28 giugno serata di un caldo apocalittico, in cui ho rischiato di sciogliermi come un ghiacciolo al sole, pur stando seduta all’ombra ho avuto l’occasione di scoprire Catherine Lalumière, già deputato europeo, attualmente presidente della Maison de l’Europe, una signora non giovanissima, brillante, vivace, convinta europeista, che mi ha fatto pensare a mia madre e alla sua amica quando con l’entusiasmo e la fiducia di anni pur difficili, ma ben diversi da oggi, discutevano animatamente, guardando all’Europa come unica speranza per il futuro di VC ( non il mio CV, che allora non esisteva ancora nella mia realtà) questa volta mi riferisco al Vecchio Continente.
Avrei voluto buttare giù qualche nota l’indomani, durante il viaggio di ritorno a Aix, poi le poco piacevoli condizioni di viaggio non me ne hanno dato la possibilità…indi il ritorno a casa ha finito per distrarmi e assorbirmi completamente.
Stamani però internet e radio con i nuovi sviluppi dell’affare DSK , mi hanno fatto fare la connessione con le cifre fatidiche e mi sono detta che non poteva che essere un segno...positivo probabilmente per l’ex capo del FMI e per incitarmi a ricordare questa giornata piacevole e di memoria familiare.
Ventotto-zero-sei….la suite de l’histoire de famille. Pour nous des numéros de chance: la date de naissance de ma maman…
Dans toute histoire, il y a toujours plusieurs points de vue....
Aucun commentaire:
Enregistrer un commentaire