perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


lundi 4 juillet 2011

4 LUGLIO

Giornata di botti, mortaretti, fuochi d'artificio & affini, tutto in tricolore, stelle e strisce.
Dall'altra parte dell'oceano si festeggiano con l'INDIPENCE DAY i duecentotrentacinque anni della data fatidica.
Io apro la casellina compleanni nel mio rimasuglio di cervello e cerco i festeggiati del giorno, sperando di non dimenticare.
Trentacinque, per Federica, una delle famose "bimbe", nata per l’appunto nel bicentenario della festa dell’Indipendenza Americana.
 Sembra ieri che accompagnavo a letto lei e le sorelle, rimboccavo le coperte e raccontavo storie rocambolesche e never ending, specie di soap opera per l’infanzia che mi divertivo a sviluppare, allungare, intricare e ingarbugliare sera dopo sera. Storie che inventavo sul momento, intrighi che sviluppavo sull’ispirazione dell’istante, senza sapere mai, in anticipo come sarebbe andata a finire, certa solo che ci sarebbe stato un happy end, perché a me le storie senza lieto fine piacciono molto, ma molto poco.
Sono certa che Federica, la più fantasiosa e immaginifica delle ex-bimbe avrà preso il relais raccontando ai suoi, Lorenzo e alla piccolissima Benedetta, storie e storielle fantastiche.
E per rimanere nel campo del fantasioso, oltre alla figlia di un’amica, ho anche un’amica da ricordare e festeggiare in questa data.
Più anziana di Federica, più giovane di me, comunque una signora, ragion per cui ne ometto l’età,
Una insomma che può indossare diamanti,senza “apparire cafona”…memore di quanto affermava Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, mentre mangiando il suo sandwich ammirava la vetrina e si consolava dell’idea che i diamanti per lei, giovane ragazza, erano un sogno lontano e forse irraggiungibile.
Layla ha i diamanti e non è cafona! Ha pure un’immaginazione senza limiti che ha utilizzato per allevare, divertire e deliziare i suoi due maschietti, cresciuti nell’idea che avevano un ruolo di “palo” nella vita, per proteggere la madre.
Ogni qual volta lei andava al cash dispenser per prelevare denaro con la carta bancaria, esortava i bimbi a guardarle le spalle in caso arrivasse una macchina della volante, mentre lei faceva indisturbata il colpo…
Possedeva una gallina magica che deponeva ovetti Kinder, per la gioia dei due rampolli e l’invidia degli amichetti che gridavano "all’imbroglio" ma che nel dubbio e nella speranza di ottenerne uno pure loro erano pronti a fare atto di fede.
Cara vecchia gallina di peluche che per anni era stata nel mio pollaio casalingo prima di finire ad allietare i bimbi di Layla.
Da me non compieva simili prodezze, la mia fantasia ben viva, non aveva mai pensato di incrementare le vendite della Ferrero, cui già pagavo il tributo per la Nutella, con la quale tutti in famiglia“ci siamo sciagattati” ad eccezione di CV, cioccolataro, ma di ben altro livello.
Con l’animo streghesco ma molto meno happy end style di me, generosa e sempre pronta nel momento topico ha incrociato i miei destini.
 Prima sul mare nostrum, io a bordo del “Sara”, lei del “Nuvola rossa”.
Poi nel nord d’Italia dove è finita come me dopo le nozze, io a Cardano al Campo, lei più cittadina a Varese.
E’ venuta a scoprire il mio Canada e la mia Provenza e mi ha deliziato e confortato portandomi un tocco e un’aria di casa con i CD dei Gatti Mézzi.
Che dire d’altro, di questa donna che non è certo di “quelle che fan le finte stanche” o “che levano il grasso dal prosciutto…lei è veramente “cresciuta tra le bodde e i biacchi” e ha sempre saputo mantenere quel suo buon senso rupestre, capace di sdrammatizzare e apprezzare il sale della vita.
TANTI AUGURI!
Tanti auguri di cuore e a presto per festeggiare insieme, magari con una bella bouillabaisse, o anche con un “Cacciucco blues”

Aucun commentaire:

Enregistrer un commentaire