Carica come sempre di cianfrusaglie e tante cose inutili, ho preso il largo in fin di mattinata.
Questa volta nel mio bagagliaio non ho dimenticato di stivare un po’ di Bastogne, i biscottini prediletti dal marito di mia nypote. Sarà, spero, più indulgente nei miei confronti se mi capiterà di telefonare in ore meno canoniche…
Il viaggio è come sempre lungo i soliti seicento chilometri che affronto abbastanza di buon umore, giacché è bel tempo e il traffico è contenuto.
Mi fanno compagnia le info. Come noto, riservo la musica alla seconda metà del viaggio, ai tre quarti dei chilometri italiani.
Mi fanno compagnia le info. Come noto, riservo la musica alla seconda metà del viaggio, ai tre quarti dei chilometri italiani.
Tre settimane fa mi ero sciroppata la K&W story, non-stop. Tutte le emittenti radio facevano l’unanimità con la radiocronaca della carrozza reale, del colore del capello di nonna Elizabeth, e via discorrendo. Una noia mostruosa, a parte qualche ilarità su RTL.
Oggi la Une de la presse, ha continuato a farla la DSK story.
A intervallo cadenzato, con qualche puntata al festival di Cannes, le news hanno continuato a parlare di DSK, le sue ultime ore di sonno in prigione, la cauzione fantasmagorica, la soddisfazione dei suoi avvocati per l’ottenimento della libertà con braccialetto alla caviglia, l’appartamento affittato dalla moglie, la sorveglianza di una guardia armata , le videocamere, tutte spese a carico dell’incriminato…e poi interviste a amici…
Cullata dalla ninnananna DSK, meno addormentante comunque della K&W parade, ho varcato la frontiera. Oramai il confine di stato non presenta più nulla di particolare. Una barriera come un’altra, dove prendere un biglietto, per cui avrei potuto fare l’impasse e ignorare il cambiamento di giurisdizione se non fosse stato per il notiziario radio.
Non è stato il cambiamento d’idioma a farmene prendere atto. Vivo così a cavallo del francese e dell’italiano, che spesso non mi accorgo neppure della differenza o di quale lingua io stia utilizzando. Solo lo sguardo interrogativo del mio interlocutore può farmene accorgere e a volte, neppure questo è sufficiente.
Oggi comunque, è stato in occasione del secondo radiogiornale nel giro di mezz’ora che ho inequivocabilmente compreso che ero entrata in Italia.
Al primo , quello delle 14, DSK era in quarta posizione, dopo la Siria, l’intervento di Napolitano alla Nato Defence College e i ballottaggi per le comunali.
Al secondo, alle 14e30, era sparito, volatilizzato,DeSKatolato, tolto dalle scatole…
E comunque il soggetto era trattato unicamente dal punto di vista monetario, in altre parole a quanto ammontavano le spese, e poi come conclusione l’affermazione che l’ex presidente del FMI avrebbe portato avanti la sua difesa insistendo su “rapporto consenziente”.
Paese che vai…notizie che trovi….
Buona giornata cara mutti
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