perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 16 janvier 2011

TOSCA...NO di NOME e DI FATTO.

Un po’ meno di tre anni fa’ mi accingevo a scrivere il mio primo pezzo, immaginando, chissà, di poter così lanciarmi pubblicamente.
Un articoletto compunto, educato, fatto per raccontare più o meno ufficialmente un avvenimento.
Nella fattispecie, l’incontro con lo scrittore di un libro, pubblicato circa un anno e mezzo prima e finalmente presentato in provincia al cospetto del suo autore.
Nasceva così il mio
Journal de province et de Provence- Diario di provincia e di Provenza, antesignano di quello che sarebbe poi diventato il mio blog. 

Descrivevo questo incontro/dibattito con l'autore prima all'Alcazar a Marsiglia e poi alla sala des États de Provence a Aix. Sala, quest'ultima che a un anno esatto di distanza mi ha visto partecipare a una Conferenza, nelle vesti di oratrice, abito adatto, no doubts, per una chiacchierofila pari mio
La conferenza in questione è quella del mio primo testo on line, quello con cui si è aperto il mio blog il 31 ottobre scorso. 
La boucle est, per così  dire, bouclée, o almeno ...  per il momento.

 
Io, toscana di fatto.
Lui, Toscano di nome, anzi di cognome.
Di nome fa invece Alberto.
Io, in Provenza ci vivo; lui ci è rimasto il tempo di due conferenze e di un brevissimo momento di svago, lontano dal caos cittadino e dalla frenesia di Parigi, senza però veramente beneficiare dello strapropagandato “ciel bleu de Provence” perché il clima, tipico piuttosto di un marzo per l’enorme variabilità, si è avvicinato quanto mai a quello di un mese di novembre, regalandoci cieli grigi e tristi degni solo di questo mese, mentre ovviamente, colmo dell’ironia Parigi era allietata dai caldi raggi del sole.
Alberto Toscano è stato presente a Marsiglia giovedì 15 maggio e ad Aix en Provence l’indomani per presentare il suo libro:
France-Italie: coups de tête coups de cœur”.
Libro in cui l’autore mette a confronto i due Paesi, raccontando con estremo humour differenze e somiglianze di queste “due sorelle latine”.
L’incontro di Marsiglia sotto forma di conferenza-dibattito organizzato dall’“Istituto Italiano di Cultura di Marsiglia “si è tenuto alla biblioteca dell’Alcazar, splendido edificio in pieno centro città.
L’Alcazar nasce nel 1857 come sala di spettacoli e dopo tante vicissitudini, ritrova una nuova e degna vita nel 2004, quando il 30 marzo riapre le sue porte come Biblioteca Municipale.
Questo 15 maggio l’Alcazar, ha una volta di più riaperto le sue porte, è proprio il caso di dirlo, giacché questo giovedì, giornata di sciopero nazionale della funzione pubblica, la Biblioteca municipale, della funzione pubblica, ne ha seguito il destino, rimanendo chiusa e riaprendo solo, grazie a solerti custodi, nel tardo pomeriggio per consentire l’accesso alla sala delle conferenze e permettere l’incontro con Alberto Toscano.
Dopo una breve introduzione, la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Maria Lella ha lasciato la parola al professor Georges Ulysse, eminente docente del dipartimento di Italiano dell’Università di Provenza, che ha presentato Alberto, il suo libro e animato il dibattito.
In sala, nonostante lo sciopero un buon pubblico, attento e curioso che ha dialogato con l’autore,in un clima disteso e di interesse per la realtà italiana.
In sala era presente anche il Console Generale Italiano di Marsiglia Bernardino Mancini.
L’indomani è stata la volta di Aix en Provence e del Municipio che ha aperto le porte per la nuova conferenza, organizzata  dall’A.I.A.P.A.(l'Association Italienne d'Aix e du Pais d'Aix) e dalla sua instancabile presidentessa Bernadette Russo Amoros. Luogo dell'incontro: la "salle des États des Provence", la sala del Consiglio Comunale, un salone dalle pareti completamente tappezzate da innumerevoli ritratti di celebri personalità del passato e da una foto, questa notevolmente piu' recente dell'attuale Capo dello Stato francese. Tra tutte troneggia e domina l'effige di Honoré Gabriel Riqueti, compte de Mirabeau più comunemente chiamato Mirabeau, conte, rivoluzionario, nonché scrittore, diplomatico , giornalista e politico francese, insomma una personalità non da poco per far compagnia al nostro scrittore e gettargli un occhio benevolo dall’alto.

Ancora una volta il dibattito è stato animato da Georges Ulysse, che, con la sua decennale esperienza di professore era preparatissimo in materia . “France-Italie…”sembrava lo avesse studiato nei minimi dettagli, tanto che pareva quasi conoscerne il contenuto, meglio dell’autore stesso.
Il pubblico ha seguito il dibattito con estrema attenzione e vivo interesse, intervenendo sia con piccole precisazioni,che con domande ben pertinenti, dialogando con il giornalista in un clima di amichevole scambio.
I temi trattati nei due incontri hanno spaziato dal rapporto degli uomini politici con i giornalisti, differenti a seconda che ci si trovi a Parigi o a Roma, al ruolo dello Stato potente e accentratore per tradizione storica in Francia, più debole e decentrato, per altre storiche motivazioni in Italia.
La reazione dei due popoli di fronte all’invasione della lingua inglese ha costituito un altro centro d’interesse, con gli italiani che anglicizzano tutto anche i termini che non lo richiedono e i francesi che per salvaguardare l’identità linguistica arrivano all’assurdità di coniare il termine “ordinateur” per designare il computer.
Certo però che ci sono occasioni in cui se la forma è diversa, la sostanza non cambia. I due popoli, che rispetto alle tasse alternativamente “le dichiarano”(in Francia) e “le denunciano” (in Italia), nei confronti del fisco sono animati dallo stesso sentimento: quello di frodarlo, con la differenza che mentre l’italiano se ne vanta, il francese invece, non lo racconta a nessuno e tantomeno alla moglie per paura che, in caso di divorzio, questa possa servirsene per denunciarlo alle autorità.
Si arriva così all’assurdo risultato di un divorzio che finisce per riunire, se non i due coniugi, almeno fisco francese e fisco italiano, accumunati appunto da una denuncia.
Se si parla di divorzio, non si può non parlare di matrimonio e non pensare a Carla Bruni e Consorte.
Carla appare nelle prime pagine di “France-Italie”; di lei dunque Alberto parlava già nel “lontano”2006, epoca non sospetta e non inflazionata, presentandocela come filosofa della solitudine, ma a quel tempo il Presidente non era ancora alla ricerca di compagnia.
La conclusione del libro è poi un “inno all’amore”, anzi al matrimonio, che Alberto auspica per i nostri due Paesi.
Forse il nostro Alberto ha una palla di cristallo in cui vede o sogna il futuro? Un futuro che lui si augura foriero di unione, per questi due Paesi, senza più guerre né sui campi di battaglia, né su quelli di calcio e noi ci uniamo a lui in questa speranza.
Due dibattiti interessanti e distensivi al tempo stesso, perché la vivacità intellettuale e l’humour di Alberto Toscano non possono non contagiare; due giornate quindi Illuminate, pur se il sole non ha brillato troppo.
       Un incontro a Marsiglia, un incontro ad Aix
         un incontro Toscano in Provenza.

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