perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


jeudi 27 janvier 2011

BIANCO, ROSSO e AZZURRO

Vele al vento.
Vento in poppa.
Vedo il Nuvola Rossa avanzare e poi dare fondo in una caletta dell’isola d’Elba.
Un tuffo nel blu e poi rientro in porto.
Ormeggio sulla banchina di Porto Azzurro, a destra vicino all’attracco del Ferry.
Eravamo tutti là.
Le vele rosse del Pegaso: la barca del Professore e della Fria.
Il Nuvola Rossa con Giancarlo al timone e Matilde,timoniera in seconda e regina della Cambusa.
E noi sull’ammiraglia di questa piccola flotta del Tirreno il Sara.
Tempi lontani, estati lontanissime.
Raduni familiari o quasi.
Conoscenze antiche e quasi millenarie.
Il professore amico del liceo del mio babbo, ai tempi di Pisa; Matilde conosciuta e curata quando lei era bimbetta e babbo alla sua prima condotta a Casale.
Il mio primo ricordo di Matilde risale a un salone della nautica a Genova.
Lei emerse da un Arpège fece mille feste a babbo e mi parlò come se mi conoscesse da sempre e dietro di lei Giancarlo e i due rampolli Laila e Ulisse.
Forse sovrappongo le immagini e quel giorno i bimbi non c’erano, ma Giancarlo lo ricordo, sereno, pacifico accanto all'Atomica moglie.
I ragazzi c’erano e ci saranno  a lungo in quelle estati in cui ci incrociavamo. Laila magrolina e quieta , silenziosa dietro mamma ciclone,ben diversa da quella forza della natura che le tante difficili circostanze della vita l’hanno fatta diventare e il lentigginoso Ulisse indissociabile da retini e canne da pesca, contornato sempre da un olezzo di pesce marcio che ti prendeva e saliva su per le narici.
Matilde che nonostante l’esiguità dello spazio e dei fornelli  cucinava manicaretti e suscitava l’ammirazione del Professore e sirena incantatrice lo ammaliava invitandolo a mangiare la Zuppa di Verdure.
Conservo ancora tra i biglietti augurali l'affettuoso telegramma della ciurma del Nuvola Rossa, inviatomi l’estate del 1979.
Loro erano in crociera estiva, io partivo per il viaggio di nozze.
Tanti incontri ancora, su altri terreni di altra consistenza e poi notizie, notizie, sempre attraverso Laila.
Poi una partenza già velata da un distacco in atto e il Capitano è rimasto solo al timone e in cambusa.
Da ieri il Nuvola Rossa non ha più neppure il suo Primo Nocchiero e la barra passerà definitivamente in mano di Ulisse e della nuova generazione marinaia.
Se n’è andato in silenzio, tranquillo com’era nel suo carattere.
Vedo le Vele Bianche del Nuvola Rossa uscire da Porto Azzurro.
Rivedo questo tricolore sventolare nel mare dei miei ricordi e sparire nell’orizzonte della vita.

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