perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mercredi 12 janvier 2011

QUOTA 1000

...si avvicina a passi da gigante grazie alla mia fidèle lectrice de sept heures, che ha fatto ritorno e ogni giorno (e anche più di una  volta al dì) si affaccia alla finestrella alla ricerca di un segno, di un messaggio, di un nuovo "ovetto" depositato e fa crescere, crescere.... crescere il numero dei passaggi sul mio blog.
Penso"ovetto" e ripenso così come ogni volta al pollaio della mia infanzia.
Il pollaio che campeggiava sotto la pianta di alloro, in giardino, dove vivevano allegramente tre o quattro galline, dono natalizio o pasquale al "dottore".
Gli animali che venivano regalati avevano il pregio di essere vivi, segno e garanzia di qualità e così finivano in pollaio dove potevano ingrassare ulteriormente grazie alle cure della mia Tata, che si auto eleggeva protettrice delle "razzolanti".
Le galline prosperavano, invecchiavano senza che si potesse toccarle e l'unica cosa che di loro Tata utilizzava erano le uova ....quelle ci erano permesse... con mia grandissima gioia.
Ecco che entravo di scena e ogni giorno mi avvicinavo alla loro dimora in cerca di un nuovo ovetto sulla paglia.
Che trepidazione … come mi batteva il cuore..!
Il ricordo dell'emozione che provavo mi fa ancora vibrare.
Mi rivedo intenta ad aprire la porticina, fatta di rete metallica, di questa specie di stanza a cielo e pareti aperte, tutta di rete, tranne un lato che si appoggiava contro un muro.
 Una stanza nel complesso non piccola, saranno stati almeno una decina di metri quadrati e con un’altezza a norma d’uomo, ( tipo mediterraneo magari e non vichingo) altro che le gabbie di oggigiorno! Anzi, altro che certi alloggi di oggigiorno … mio figlio nei suoi anni di classe PREPA a Marsiglia ha vissuto in un sottotetto, sicuramente non più ampio del nostro pollaio, con la differenza inoltre che lui prendeva più spazio di quattro pollastre.
Una volta varcata la porta di rete, mi avviavo verso il fondo, dove si trovava il muro e una nuova porticina che si apriva su uno stanzino, oggi riciclato in legnaia, e qui, il cuore iniziava a battere all’impazzata.
Spingevo la porticina in legno, memore di Alice del coniglio e dello specchio e scrutavo nel buiore sopra la paglia per vedere se un chiarore si manifestasse o seppure il giallume della lettiera regnasse sovrano.
Trepidazione, ansia, attesa.
La  porta si socchiudeva e ….
Di nuovo la riaccostavo piena di delusione, camminando a ritroso
oppure rimanevo in estasi ad ammirare la piccola sfera rosata, me ne impossessavo col timore di frantumarla e me ne tornavo vittoriosa in cucina, dove munita di matita imprimevo la data del giorno sul guscio.
Il pollaio non esiste più da lunga data, e neppure la mia Tata.
 Fu smantellato decenni orsono dopo la morte dell’ultima gallina che contraddicendo il detto “Gallina vecchia fa buon brodo”, benché anziana, non finì mai in pentola ma passò per raggiunti limiti di sopravvivenza ad altra dimensione. Non è il caso di dire che passò a miglior vita, perché meglio di così sfido qualunque gallina a trovare … di meglio!
 Lo sgabuzzino è diventato ricovero per la legna ed ha perduto tutto quel che di magico possedeva. Utile sì, ma incapace di accendere una minima scintilla, di smuovermi dentro il più minuscolo brivido, privo di quella carica di patos, svanita oramai nell’ultima frittata.
Quel lontano brivido l’ho risentito aprendo la mia casella di posta virtuale, quando ho visto lampeggiare una mail di qualche amico, da tempi immemori, silenzioso o la risposta inimmaginabile e oserei dire inattesa e inattendibile, improbabile di qualche “celebrità” che mi aveva invece risposto ….Gatti Mézzi docent, ma questa è ancora an other story….
Un nuovo guizzo,tremolio, trasalimento me lo ha creato Glob, ogni volta che aprendo il blog scoprivo che qualcuno aveva socchiuso l’uscio, aperto una finestrella e soprattutto lasciato un’orma, una traccia, un’impronta.
Oramai la vetta è quasi raggiunta, domani mattina sono certa che la cima, all’inizio tanto lontana e alta, sarà toccata e la vedrò allora con il giusto distanziamento come una collinetta….Vanitas vanitatum, omnia vanitas ….Sic transit gloria mundi !!!

2 commentaires:

  1. ti lascio un comm perche ho paura che tu pensi che non sono venuta sul tuo blog oggi :) Cosa vince in il millesimo spectateur?? hahaha

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  2. il diritto a tante altri piccoli ovetti, deposti da me,ben covati se ho avuto tempo, oppure sempre e comunque lasciati sul pagliericcio

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