perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 9 novembre 2014

9 NOVEMBRE


Il « benedetto » pezzo che mi gira e rigira nella mente oramai da troppi dì, ha finito per vedere il giorno, pure la notte e sarebbe anche pronto per il varo.
È già in stand by su Glob, pronto per il lancio, ma un pensiero mi frena e mi trattiene.
No oggi no!
Magari domani lo spedirò in linea, o un altro giorno ma oggi s’impone qualcosa di diverso, magari solo pochissime righe, un accenno breve, ma non posso fare l’impasse su questa data.
25 anni che è caduto quel muro che, eretto un po’ prima della mia nascita, mi ha accompagnato per decenni.
Il muro della vergogna, della divisione –lo si chiami come si vuole - è soprattutto il muro della mia infanzia, una realtà che ho sempre conosciuto condita da guerra fredda e sudori bollenti.
Quante emozioni legate a questa muraglia, fino all’ultima quando è crollata, smantellata, sotto le sferzate liberatorie e riunificatrici.
Da non crederci! Per chi come me lo aveva sempre visto e vissuto nella realtà oltre che scenario narrativo .
Il viaggio a Berlino che ho compiuto almeno quindici anni dopo l’evento, è stato motivato anche da questo bisogno di toccare luoghi “storici”che allora di storico non mi pareva avessero molto.
Il muro era un mio contemporaneo, e la storia si sa diventa Storia quando il tempo trascorso la patina e ne offre una visione distanziata.
Ma oggi un quarto d secolo più tardi e con il dovuto “recul” oramai quell’ex muro è veramente un pezzo di Storia, come le sue pietre, pezzi da collezione.
Historia magistra vitae, ma quanto da insegnare…
Devoir de memoire…e come dimenticare?
Frasi , modi di dire che mi vengono in mente insieme ai ricordi di quella sera di novembre, io attonita, di fronte alla Storia che si stava compiendo.
Ancora due giorni e la mia primogenita avrebbe compiuto nove anni.
Ancora due mesi e il mio orizzonte sarebbe cambiato aprendosi ai cieli canadesi.
Il mondo cambiava e il mio mondo pure.

Forse non me ne rendevo neppure conto, perché per me, nel presente, questa non era ancora  Storia, ma solo e ancora un’altra storia.

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