Il « benedetto » pezzo che mi gira e rigira
nella mente oramai da troppi dì, ha finito per vedere il giorno, pure la notte
e sarebbe anche pronto per il varo.
È già in stand by su Glob, pronto per il lancio, ma un
pensiero mi frena e mi trattiene.
No oggi no!
Magari domani lo spedirò in linea, o un altro giorno ma
oggi s’impone qualcosa di diverso, magari solo pochissime righe, un accenno breve,
ma non posso fare l’impasse su questa data.
25 anni che è caduto quel muro che, eretto un po’ prima
della mia nascita, mi ha accompagnato per decenni.
Il muro della vergogna, della divisione –lo si chiami
come si vuole - è soprattutto il muro della mia infanzia, una realtà che ho
sempre conosciuto condita da guerra fredda e sudori bollenti.
Quante emozioni legate a questa muraglia, fino all’ultima
quando è crollata, smantellata, sotto le sferzate liberatorie e riunificatrici.
Da non crederci! Per chi come me lo aveva sempre visto e
vissuto nella realtà oltre che scenario narrativo .
Il viaggio a Berlino che ho compiuto almeno quindici anni
dopo l’evento, è stato motivato anche da questo bisogno di toccare luoghi “storici”che
allora di storico non mi pareva avessero molto.
Il muro era un mio contemporaneo, e la storia si sa
diventa Storia quando il tempo trascorso la patina e ne offre una visione
distanziata.
Ma oggi un quarto d secolo più tardi e con il dovuto “recul” oramai quell’ex muro è veramente un pezzo di Storia,
come le sue pietre, pezzi da collezione.
Historia magistra vitae, ma quanto da insegnare…
Devoir de
memoire…e come dimenticare?
Frasi , modi di dire che mi vengono in mente insieme ai
ricordi di quella sera di novembre, io attonita, di fronte alla Storia che si
stava compiendo.
Ancora due giorni e la mia primogenita avrebbe compiuto
nove anni.
Ancora due mesi e il mio orizzonte sarebbe cambiato
aprendosi ai cieli canadesi.
Il mondo cambiava e il mio mondo pure.
Forse non me ne rendevo neppure conto, perché per me, nel
presente, questa non era ancora Storia, ma
solo e ancora un’altra storia.
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