perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


samedi 19 janvier 2013

VENTs DEs GLOBEs un riassuntino



Mi torna all’orecchio lo sciacquettio dell’acqua, a Callelongue, una nitida giornata di gennaio ancora calda, prima dell’arrivo di questa nuova perturbazione e il ritorno del freddo anche se stamani, onestamente le temperature non sono più glaciali, almeno qui in Provenza, dove il mistral ha sferzato e punto allegramente mentre una buona metà della Francia, invece, è sepolta sotto la neve.
Estatica, di fronte a minimi movimenti di ondine chiacchierine, petulanti che mi richiamavano all’ordine, cercavano di parlarmi mentre io impassibile e incurante seguivo il pensier mio che non annegava, e non facendo naufragio  veleggiava lontano.
 L’orecchio distratto e lo sguardo vagante tra orizzonti imperscrutabili offrivano un minuscolo spazio e ancor minore attenzione al loro brusio che risuonava sotto la solita schiera di madri, pie, dure e ragnatelose.
Insistenti, instancabili, impertinenti continuavano a cercar di attirare la mia attenzione con i loro movimenti cadenzati, il loro chiacchiericcio.
 Avessero potuto saltare, mi avrebbero afferrato per una manica, spruzzata spuma salmastra sul viso, le mani, schizzato gli occhiali, ma il vento leggero impediva loro movimenti impetuosi, irriverenti e le teneva a freno.
Le ho ignorate inerpicandomi sul sentiero che conduce a Marseilleveyre, seguendo il mare da scogli aguzzi ma praticabili, lo sguardo più che mai sperso in un mare laguna dove si specchiano isole e isolette tutte appartenenti all’arcipelago di Riou.
I colori nitidi, l’aria dolce e frizzantina al tempo stesso, la meraviglia della natura che attira sguardo e pensiero in un melange, cocktail esplosivo che stordisce.
Avrei dovuto capire, captare, ma ero troppo lontana, miglia e miglia….
In realtà chi era lontano erano loro i miei ex venti del mio VENnts DEs GLOBEs, lontani nello spazio e nel tempo….messi da parte e dimenticati, dopo aver incrociato le nostre rotte, averli seguiti con il mio veliero.
Dimenticati loro e il mio viaggio.
Lui messo in stand-by, pur se una sospensione non modifica il corso degli eventi, loro seguiti con un orecchio e un occhio alternati, quel tanto da non perderne le tracce, ma fuori dalle mie pagine a parte i doverosi auguri di buon anno che hanno sortito il loro effetto.
Gabart  ha ben di che brindare all’anno nuovo con tanta allegria: varca infatti la soglia incantata e tumultuosa del Cap Horn il 1 gennaio alle 19 e 20, tallonato dal solito Armel che non tarda a raggiungere l’ambita meta. Le Cleac’h doppia, infatti, il capo per eccellenza, poco oltre un’ora dopo.
Tombola per i due skipper in testa alla gara, ma non per tutti la giornata si conclude festosamente.
Certo non è il caso di Bernard Stamm, per il quale il verdetto della giuria cade inesorabile.
Nel comunicato delle ore 18 dell’1 gennaio 2013, la squalifica dell’elvetico Stamm è ufficiale. L’aiuto, benché non richiesto, ma ricevuto da un membro dell’equipaggio di una nave scientifica russa, il Professeur Khoromov,  gli è fatale per il proseguimento della gara.
I venti che hanno in pratica fatto la corsa in 13 sono oramai ridotti a 12.
Si vede che con l’avvento del nuovo anno 2013, questa cifra vuole l’esclusiva e di 13 ne basta uno!
Movimento nelle retrovie;…gli ultimi non saranno forse “i primi”, ma hanno un loro fascino tutto speciale.
Tanguy Delamotte, skipper di Initiatives-Coeur , fiero del suo primo passaggio al capo e superfiero di annunciare che un nuovo bambino potrà essere operato grazie all’operazione" 1 clic sur J'aime = 1 euro "  www.initiatives-coeur.fril 15 gennaio sorride beato.


Cap Horn infine anche per Alessandro di Benedetto, che da “bravo capricorno” ha da poco festeggiato il compleanno in solitudine il 5 gennaio.
Sedici giorni dopo Gabart anche l’italo-francese doppia il capo dopo 68 giorni, 5 ore e 29 minuti di circumnavigazione.
Per la seconda volta il mitico capo della Terra del Fuoco scalda l’anima e il sangue nelle vene di questo navigante per sua stessa ammissione, non con il classico profilo del regatante.
Qualche ora dopo nella notte da giovedì a venerdì, un UFO per Tanguy che cozza contro la chiglia senza peraltro causare danni alla struttura e gennaker lacerato per Alessandro, due drizze fuori uso e una passeggiatina in previsione in testa d’albero.

Le drizze saranno riparate e l’italo-francese delizierà il lettore con il suo racconto che appare sul sito ufficiale del Vendée Globe sabato 19 gennaio verso le 21e 30.
Non si può non apprezzare la sua calma olimpica, la sua pazienza, la sua delicatezza.
Mentre il termometro annunciava 4° saliva in testa d’albero, munito di tè e uvetta secca per rinfrancarsi, e il materiale necessario per le riparazioni.
Mentre, intento a lavorare, è caduta un po’ di neve, Alessandro si è soffermato ad ammirarla e a condividere poi la magnificenza dello spettacolo dominato dall’alto.
Ora di nuovo tutti nell’oceano atlantico, chi più a sud, chi più a nord.
Gabart sempre primo, ha distanziato Le Cleac’h di oltre centoquaranta miglia e veleggia a ovest delle isole di Capo Verde.
Les Sables d’Olonne sono sempre meno distanti e l’arrivo prevedibile qualche giorno prima di fine gennaio.
Tour du monde en 80 jours, anzi anche sotto quota ottanta per il giovane ventinovenne….meno di dieci giorni sembrano separarlo dal traguardo.
E io quando tornerò a prendere il mare, il largo, o meglio quando mi deciderò a prendere terra?
A tirare i fili, riavvolgere la matassa?
A chiudere il mio diario di bordo, tribordo, babordo, balordo???
Chissà che non mi decida a togliere la palma d’oro a François….. sempre che non vi riesca prima Armel….

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