Mi torna all’orecchio lo sciacquettio dell’acqua, a
Callelongue, una nitida giornata di gennaio ancora calda, prima dell’arrivo di questa
nuova perturbazione e il ritorno del freddo anche se stamani, onestamente le
temperature non sono più glaciali, almeno qui in Provenza, dove il mistral ha
sferzato e punto allegramente mentre una buona metà della Francia, invece, è
sepolta sotto la neve.
Estatica, di fronte a minimi movimenti di ondine
chiacchierine, petulanti che mi richiamavano all’ordine, cercavano di parlarmi
mentre io impassibile e incurante seguivo il pensier mio che non annegava, e
non facendo naufragio veleggiava
lontano.
L’orecchio
distratto e lo sguardo vagante tra orizzonti imperscrutabili offrivano un
minuscolo spazio e ancor minore attenzione al loro brusio che risuonava sotto
la solita schiera di madri, pie, dure e ragnatelose.
Insistenti, instancabili, impertinenti continuavano a
cercar di attirare la mia attenzione con i loro movimenti cadenzati, il loro
chiacchiericcio.
Avessero potuto
saltare, mi avrebbero afferrato per una manica, spruzzata spuma salmastra sul
viso, le mani, schizzato gli occhiali, ma il vento leggero impediva loro
movimenti impetuosi, irriverenti e le teneva a freno.
Le ho ignorate inerpicandomi sul sentiero che conduce a
Marseilleveyre, seguendo il mare da scogli aguzzi ma praticabili, lo sguardo
più che mai sperso in un mare laguna dove si specchiano isole e isolette tutte
appartenenti all’arcipelago di Riou.
I colori nitidi, l’aria dolce e frizzantina al tempo
stesso, la meraviglia della natura che attira sguardo e pensiero in un melange,
cocktail esplosivo che stordisce.
Avrei dovuto capire, captare, ma ero troppo lontana,
miglia e miglia….
In realtà chi era lontano erano loro i miei ex venti del
mio VENnts DEs GLOBEs, lontani nello spazio e nel tempo….messi da parte e
dimenticati, dopo aver incrociato le nostre rotte, averli seguiti con il mio
veliero.
Dimenticati loro e il mio viaggio.
Lui messo in stand-by, pur se una sospensione non modifica il corso degli eventi, loro seguiti con un orecchio e un occhio alternati, quel tanto da non perderne le tracce, ma fuori dalle mie pagine a parte i doverosi auguri di buon anno che hanno sortito il loro effetto.
Dimenticati loro e il mio viaggio.
Lui messo in stand-by, pur se una sospensione non modifica il corso degli eventi, loro seguiti con un orecchio e un occhio alternati, quel tanto da non perderne le tracce, ma fuori dalle mie pagine a parte i doverosi auguri di buon anno che hanno sortito il loro effetto.
Gabart ha ben di
che brindare all’anno nuovo con tanta allegria: varca infatti la soglia
incantata e tumultuosa del Cap Horn il 1 gennaio alle 19 e 20, tallonato dal
solito Armel che non tarda a raggiungere l’ambita meta. Le Cleac’h doppia,
infatti, il capo per eccellenza, poco oltre un’ora dopo.
Tombola per i due skipper in testa alla gara, ma non per
tutti la giornata si conclude festosamente.
Certo non è il caso di Bernard Stamm, per il quale il
verdetto della giuria cade inesorabile.
Nel comunicato delle ore 18 dell’1 gennaio 2013, la
squalifica dell’elvetico Stamm è ufficiale. L’aiuto, benché non richiesto, ma
ricevuto da un membro dell’equipaggio di una nave scientifica russa, il Professeur Khoromov, gli è fatale per il proseguimento
della gara.
I venti che hanno in pratica fatto la corsa in 13 sono
oramai ridotti a 12.
Si vede che con l’avvento del nuovo anno 2013, questa cifra vuole l’esclusiva e di 13 ne basta uno!
Si vede che con l’avvento del nuovo anno 2013, questa cifra vuole l’esclusiva e di 13 ne basta uno!
Movimento nelle retrovie;…gli ultimi non saranno forse “i
primi”, ma hanno un loro fascino tutto speciale.
Tanguy Delamotte, skipper di Initiatives-Coeur
, fiero del suo primo passaggio al capo e superfiero di annunciare che un nuovo
bambino potrà essere operato grazie all’operazione"
1 clic sur J'aime = 1 euro " www.initiatives-coeur.fr. il 15 gennaio sorride beato.
Cap Horn infine anche per Alessandro di Benedetto, che da “bravo
capricorno” ha da poco festeggiato il compleanno in solitudine il 5 gennaio.
Sedici giorni dopo Gabart anche l’italo-francese doppia
il capo dopo 68 giorni, 5 ore e 29 minuti di circumnavigazione.
Per la seconda volta il mitico capo della Terra del Fuoco
scalda l’anima e il sangue nelle vene di questo navigante per sua stessa
ammissione, non con il classico profilo del regatante.
Qualche ora dopo nella notte da giovedì a venerdì, un UFO
per Tanguy che cozza contro la chiglia senza peraltro causare danni alla
struttura e gennaker lacerato per Alessandro, due drizze fuori uso e una passeggiatina
in previsione in testa d’albero.
Le drizze saranno riparate e l’italo-francese delizierà il lettore con il suo racconto che appare sul sito ufficiale del Vendée Globe sabato 19 gennaio verso le 21e 30.
Le drizze saranno riparate e l’italo-francese delizierà il lettore con il suo racconto che appare sul sito ufficiale del Vendée Globe sabato 19 gennaio verso le 21e 30.
Non si può non apprezzare la sua calma olimpica, la sua
pazienza, la sua delicatezza.
Mentre il termometro annunciava 4° saliva in testa
d’albero, munito di tè e uvetta secca per rinfrancarsi, e il materiale
necessario per le riparazioni.
Mentre, intento a lavorare, è caduta un po’ di neve,
Alessandro si è soffermato ad ammirarla e a condividere poi la magnificenza
dello spettacolo dominato dall’alto.
Ora di nuovo tutti nell’oceano atlantico, chi più a sud,
chi più a nord.
Gabart sempre primo, ha distanziato Le Cleac’h di oltre centoquaranta miglia e veleggia a ovest delle isole di Capo Verde.
Gabart sempre primo, ha distanziato Le Cleac’h di oltre centoquaranta miglia e veleggia a ovest delle isole di Capo Verde.
Les Sables d’Olonne sono sempre meno distanti e l’arrivo
prevedibile qualche giorno prima di fine gennaio.
Tour du monde en
80 jours, anzi anche sotto quota ottanta per il giovane
ventinovenne….meno di dieci giorni sembrano separarlo dal traguardo.
E io quando tornerò a prendere il mare, il largo, o
meglio quando mi deciderò a prendere terra?
A tirare i fili, riavvolgere la matassa?
A chiudere il mio diario di bordo, tribordo, babordo,
balordo???
Chissà che non mi decida a togliere la palma d’oro a François…..
sempre che non vi riesca prima Armel….
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