E mentre tutti lo aspettano, lungo il canale, sul pontone in una Sables d’Olonne che ha innalzato il gran pavese - non c’è più dubbi: la vittoria oramai è sua- il suo arrivo é di minuto in minuto rimandato. Il vento è calato, mentre la houle, onda lunga, maretta, imperversa e rallenta l’avanzata finale che marcia a rilento.
Qualche imbarcazione oltre le pochissime ammesse stamani,
cui era stata permessa l’uscita dal porto, tenta ora di andargli incontro.
Tutta la famiglia Gabart aspetta sul pontone il ritorno
del suo “petit prince” (vero, c’è una
certa somiglianza tra il biondo François e il Piccolo Principe di Saint
Exupery) insieme a una folla festosa che srotola banderuole, sbandiera striscioni,
da “Welcome François”, “Siamo tutti con te”, “Grazie di averci fatto sognare” a
“Le seigneur des bateaux” fino a
“Sposami François”…
Poche chance però per l’aspirante compagna, Gabart ne ha
già una, la norvegese Henriette e Hugo un bambino di dieci mesi.
Una magnifica
iscrizione gigante sulla sabbia della più lunga spiaggia di Les Sables d’Olonne,
ripresa dall’alto, in cui si può leggere un colossale BRAVO FRANCOIS è il più
visibile benvenuto.
E François Gabart sta realmente per diventare François Ier,
primo di questa settima edizione del Vendée Globe.
Tra breve l’incoronazione di François primo, Petit Prince, Mozart de la voile…gli
aggettivi e i paragoni si moltiplicano.
Torno a seguire in diretta gli ultimi minuti della regata
con il vento che è un po’ rinforzato e l’andatura che dai 6 nodi è passata a 10.
Gabart vira di mura, compie rapido le
dernier empannage della sua corsa e punta diritto sulla linea d’arrivo.
Primo a 29 anni, primo, alla sua prima partecipazione,
tutti i record battuti compreso quello del maggior numero di miglia percorse in
una giornata, e quello di durata della regata
François Gabart traversa l’allineamento delle boe in 78
giorni, 2 ore 16 minuti e 40 secondi.(magari me li gioco questi numeri con il
29 dell’età e il 7 dell’attuale edizione)
Tutti sono là ad attenderlo: il suo team, la famiglia, la
stampa, gli amici, i locali, i sostenitori, gli sportivi, i curiosi, anche la
marea che è alta e gli permette di poter entrare nel canale, senza altri indugi.
Pronto per tornare nel mondo?
Pronto per il mal di terra?
Pronto per stappare il magnum di Mumm con cui benedice
gli astanti prima di farsi colare lo champagne nelle viscere che devono essere
abbastanza rovesciate, contorte e aggrovigliate.
Lo abbiamo visto commosso, fuso al suo albero di 30
metri, vero baobab, cui si teneva stretto, accendere poi i bengala che
sfrigolavano nel grigiore di questo umido e poco luminoso pomeriggio.
Poi i giornalisti, le loro pertiche, le prime domande… la foto di gruppo con il suo team che lo solleva in segno di esultanza.
Poi i giornalisti, le loro pertiche, le prime domande… la foto di gruppo con il suo team che lo solleva in segno di esultanza.
Bella vittoria François! Bella performance! non c’è che
dire!
E come tu stesso
hai affermato resa ancora più eccitante, viva e possibile dal duello con Armel,
l’inseguitore che a volte ti ha preceduto, più spesso ti ha tallonato e incalzato,
che è oramai prossimo al traguardo e senza il quale, senza il cui confronto
forse non avresti avuto i risultati che hai ottenuto.
Ben arrivato François…benvenuto Armel, duo di eccezione!
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