perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 27 janvier 2013

François Ier incoronato al Vendée Globe



E mentre tutti lo aspettano, lungo il canale, sul pontone in una Sables d’Olonne che ha innalzato il gran pavese - non c’è più dubbi: la vittoria oramai è sua- il suo arrivo é di minuto in minuto rimandato. Il vento è calato, mentre la houle, onda lunga, maretta, imperversa e rallenta l’avanzata finale che marcia a rilento.

Qualche imbarcazione oltre le pochissime ammesse stamani, cui era stata permessa l’uscita dal porto, tenta ora di andargli incontro.
Tutta la famiglia Gabart aspetta sul pontone il ritorno del suo “petit prince” (vero, c’è una certa somiglianza tra il biondo François e il Piccolo Principe di Saint Exupery) insieme a una folla festosa che srotola banderuole, sbandiera striscioni, da “Welcome François”, “Siamo tutti con te”, “Grazie di averci fatto sognare” a “Le seigneur des bateaux” fino a “Sposami François”…
Poche chance però per l’aspirante compagna, Gabart ne ha già una, la norvegese Henriette e Hugo un bambino di dieci mesi.
 Una magnifica iscrizione gigante sulla sabbia della più lunga spiaggia di Les Sables d’Olonne, ripresa dall’alto, in cui si può leggere un colossale BRAVO FRANCOIS è il più visibile benvenuto.
E François Gabart sta realmente per diventare François Ier, primo di questa settima edizione del Vendée Globe.
Tra breve l’incoronazione di François primo, Petit Prince, Mozart de la voile…gli aggettivi e i paragoni si moltiplicano.
Torno a seguire in diretta gli ultimi minuti della regata con il vento che è un po’ rinforzato e l’andatura che dai 6 nodi è passata a 10. Gabart vira di mura, compie rapido le dernier empannage della sua corsa e punta diritto sulla linea d’arrivo.
Primo a 29 anni, primo, alla sua prima partecipazione, tutti i record battuti compreso quello del maggior numero di miglia percorse in una giornata, e quello di durata della regata
François Gabart traversa l’allineamento delle boe in 78 giorni, 2 ore 16 minuti e 40 secondi.(magari me li gioco questi numeri con il 29 dell’età e il 7 dell’attuale edizione)
Tutti sono là ad attenderlo: il suo team, la famiglia, la stampa, gli amici, i locali, i sostenitori, gli sportivi, i curiosi, anche la marea che è alta e gli permette di poter entrare nel canale, senza altri indugi.
Pronto per tornare nel mondo?
Pronto per il mal di terra?
Pronto per stappare il magnum di Mumm con cui benedice gli astanti prima di farsi colare lo champagne nelle viscere che devono essere abbastanza rovesciate, contorte e aggrovigliate.
Lo abbiamo visto commosso, fuso al suo albero di 30 metri, vero baobab, cui si teneva stretto, accendere poi i bengala che sfrigolavano nel grigiore di questo umido e poco luminoso pomeriggio.
Poi i giornalisti, le loro pertiche, le prime domande… la foto di gruppo con il suo team che lo solleva in segno di esultanza.
Bella vittoria François! Bella performance! non c’è che dire!
 E come tu stesso hai affermato resa ancora più eccitante, viva e possibile dal duello con Armel, l’inseguitore che a volte ti ha preceduto, più spesso ti ha tallonato e incalzato, che è oramai prossimo al traguardo e senza il quale, senza il cui confronto forse non avresti avuto i risultati che hai ottenuto.
Ben arrivato François…benvenuto Armel, duo di eccezione!

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