Ho la data in testa, penso al giorno della memoria – journée de la memorie, ricordo dell’apertura
dei cancelli di Auschwitz, ma in realtà sbaglio cifra non è il 26 ma domani 27,
ancora presto per parlarne.
Eppure so che la mia memoria, tutta di altro genere, ha
incamerato questa prima data.
Tanto azzurro, bianco e rosso mi vengono in mente.
Non si tratta della bandiera francese.
Neppure dei colori del sito del Vendée Globe.
Piuttosto di un mio VENTs DEs GLOBEs casalingo e
semi-privato.
Una mano che sventola dalla banchina di Porto Azzurro e
che augura bon vent siderale alla
famosa flottiglia legata a bocca d’Arno.
Vele bianche, mare azzurro, Nuvola rossa…un 26 gennaio di due anni fa.
Vele bianche, mare azzurro, Nuvola rossa…un 26 gennaio di due anni fa.
Il tempo passa, la memoria rimane e i ricordi fanno
compagnia…
Sono certa che tutti questi velisti legati da strani fili
diversi e intrecciati si divertono ad ascoltare i miei resoconti del vero
Vendée Globe pur se rivisto e corretto dai miei occhi che percepiscono dettagli
che a loro forse sarebbero sfuggiti.
A come Armel, B come Balenottera, C come Chiglia, D come
Dick a lei legato per l’attualità del momento.
E come… E’ ora di
zittirmi perché altrimenti spavento il vento che arriverà là a qualche metro
senza gonfiare le loro vele…e di questo me ne vorrebbero troppo.
Arrivederci Capitani!
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