Leggo oggi della petizione contro la “tassa sugli animali
domestici”.
Non mi soffermerò a disquisire su questa idea: né di
tassa, né di petizione, preferendo il tertium
(in questo caso) datur,…. come sempre la strada dei miei ricordi.
Leggere di questa tassa e fare un salto nel passato, il
mio passato è stato immediato.
Fucini e i suoi sonetti recitati a tavola, in auto in
poltrona, in treno e chiaramente in barca nei momenti di calma del Capitano, in
cui ci si poteva distrarre un attimo dal vento, che non c’era ma che poteva
arrivare….
L’ultima volta risale a un duetto alle nozze della njypote,
in quella che è finita per essere una recita dello zio Carlo, avvocato del foro,
dotato di fine loquela di ars eloquendi
et recitandi.
Renato Fucini, scrittore della seconda metà dell’800.
I suoi racconti trovavano spazio nella mia antologia
delle scuole medie.
Sorrido ancora pensando a “La fatta”, amena, simpatica,
leggera.
Ve ne erano altri più toccanti: uno che parlava del
padre, medico di campagna, che piaceva molto alla mia mamma, che me lo
ricordava con sottili allusioni ai miei dissoluti anni universitari.
Come sempre strade che s’incrociano, passi che s’intrecciano,
ricordi e idee che si ammatassano.
Dei sonetti non ho memoria che trovassero spazio nell’antologia.
Troppo caustici? Troppo dialettali?? Eppure c’era posto
per il Belli!
Toscano fino in fondo e dotato di spirito caustico,
dissacrante, Fucini forse non può essere capito e apprezzato che da noi toscani.
Toscano forse un membro del governo Monti, che vi si è ispirato?
Chissà…??
Il titolo di uno dei suoi sonetti è sicuramente eloquente
LA TASSA 'N SU 'ANI
Oggi 'r Culsore m'ha poltat' un foglio;
Ma se ci ho 'ntes' un'acca, sarmisia!
E sai! nun sèlve mia di': nun lo voglio!
Te lo stiaffan sur banco, e vanno via.
Ma io, pel nun cascare in quarche 'mbroglio,
Son cólso a fallo legge' a 'na mi' amìa!
Ma anco lei m'ha 'nciampato 'n d'uno scoglio,
E 'un m'ha saputo di' cosa ci dìa:
Mi gualdi 'n po' po' te, mi fai 'r piacere?
Che voglian questi figli di trusiane?…
È la tassa 'n su 'ani? o sta' a vedere:
Nove di vino… dua fra cacio e pane…
Questi, sol Frisco, li volémo bere…
Cor foglio mi ci netto, e affogo 'r cane.
Firenze, 1870
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Speriamo che gli animalisti, ora, dopo averlo letto non
mi vogliano incriminare per istigazione al crimine…e mi vogliano fare la pelle!
Non mi preoccupo…i miei felini selvaggi mi proteggeranno, loro lo sanno come la penso, e quanto alla tassa non la rischiano certo...mica sono domestici!
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