perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mardi 24 juillet 2012

GOD SAVE THE QUEEN...ma l'Inghilterra si salva da sola !

L’annata 2012, un' annata veramente speciale per l’Inghilterra, che la met à l'honneur con la Queen, le Olimpiadi.... e il Tour de France.

Tra i momenti clou dell’annata :  sesant'anni di regno di Elisabeth 2, i “primi” cinquant’ anni dei Rolling Stones, i prossimi Giochi Olimpici di Londra, i tappeti rossi di Cameron che, anche se virtuali e non srotolati, accolgono gli esiliati fiscali francesi…
Una sconfitta all’Euro, certo, ma contro l’Italia e in una partita storica per il fair play, la sportività e ora, ciliegina sulla torta, la vittoria di Bradley Wiggin al Tour de France.
La prima volta che i colori dell’Union Jack risplendono su les champs Elysées, il primo british a riportare la maglia gialla a Londra!
Un inglese “normale”( come leggo sulla stampa francese), un trionfatore “normale” per vincere il Tour di questo paese che anela alla normalità tanto da aver eletto un presidente “normale”.
Un tipo che non si monta la testa, non vuole fare la star, un tipo semplice che riconosce di avere un linguaggio colorito, dice parolacce, e ha una certa apprensione all’idea di tutta la tormenta mediatica che lo attende al suo ritorno.
Un ciclista proprio normale?
Forse pero', secondo l’ottica francese, sarà un po’ meno normale che il Tour di Francia sia vinto da un inglese!
…Originario della periferia di Londra, dove i ragazzini che ne provengono non sono certo dei “favoriti per il Tour”, come affermava lo stesso Bradley Wiggin, all’inizio di questa aventure.
Trascorsi e record di alcool, più che sportivi, ma poi ha finito per mettersi al lavoro, imparare a inerpicarsi e alla fine ce l’ha fatta.
Lui per primo, stenta a crederlo, ma evidentemente questa annata 2012 era proprio il suo anno e chissà che non lo sia anche alle olimpiadi, alle quali Wiggin, che é già triplo campione olimpico, parteciperà.

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