Il pollaio si anima, l'arca si riempie ed io non posso che sorridere serena e beata come quando sprofondo nelle mie letture preferite.
Quasi un anno fa parlavo della saga « animalistica » di Katerine Pankol.
I suoi libri mi avevano troppo divertito e fatto compagnia nei miei trasferimenti parigini in TGV tanto che mi era venuta l’idea di scrivere un articoletto da destinare magari al giornale della LEAL (lega antivivisezionista) cui partecipo.
Animali assai poco reali, come pure i miei Gatti mézzi, il cui miagolio ha poco del felino e troppo dell’umano, cosicché quanto ho scritto si è colorato di personale e ha costituito uno dei miei abituali cocktail per la mia pagina blog.
Come prevedevo con un buon semestre d’anticipo (ma a esser sinceri non ci vuol molta lungimiranza) il terzo tomo è uscito con il titolo italiano, tradotto pari pari dal francese e dal maggio di quest’anno si trova nelle librerie italiane.
La mise en route è sempre un po’ lunga e se il primo libro “Gli occhi gialli dei coccodrilli” ci ha messo un bel po’ a essere tradotto, gli altri invece hanno seguito a scadenza annuale e dal 2009 allo spuntare della primavera coccodrilli, tartarughe e scoiattoli sono usciti dal letargo per scrutarci, danzare, e perdere un po’ della loro tristezza per farci sorridere e divertire.
Sempre edito da Baldini e Castoldi/ Dalai
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