11 settembre -September 11th
........per una maniaca, quale son io, di anniversari, compleanni e affini, come non pensare che domani saranno i dieci anni della distruzione delle torri gemelle, a new York, definendo così l'evento per sintetizzarlo.
Ci ho pensato tanto, tantissimo, poi ho fatto l'impasse, anzi ho rischiato di farlo, finché stasera, rientrando a casa, una bandiera americana, balzatami davanti gli occhi, mi ha fatto far TILT.
Domani dieci anni da quel fatidico pomeriggio.
C'era il sole, faceva caldo.
Erano le 14 e 45, entravo a Aix, parcheggiavo l'auto, spengevo la radio e varcavo la soglia dell'agenzia di assicurazione.
Ne riuscivo un'abbondante ora più tardi, verificati minuziosamente i miei contratti e totalmente ignara, di quanto si era nel frattempo prodotto.
Attraversato Cours Mirabeau, entravo nell'agenzia di viaggi per prenotare il pullman per mia figlia che sarebbe partita, a Firenze in Erasmus.
Agenzia deserta...clima da the day after.
Scoprivo poi che gli impiegati erano tutti appostati davanti a uno schermo al piano superiore.
Pian piano le notizie, confuse, imprecise...Incredulità, incapacità di comprendere...
Son balzata fuori dall'ufficio per chiamare CV, in viaggio...già imbarcato su un volo europeo.
Impossibile tornare indietro. Tutto bloccato.
Sarebbe poi arrivato a destinazione, ma con ore e ore di ritardo.
Ricordo tutto con una precisione perfetta...anche la sosta dall'Ottico, scambio di nuove informazioni....
Potenza della memoria ancorata a un evento indelebile!
Mi sono rifiutata di vedere le immagini.
Credo di essere stata una delle poche persone che, benché dotata di televisione, si sia allontanata dallo schermo. Ho visto il crollo delle torri solo anni dopo.
Reagisco cosi in occasioni similari, davanti incidenti anche se di minima portata .
Sono sempre dibattuta tra la mia natura di ex-girl-scout, con necessità di portare aiuto e soccorso e terrore di essere invadente e curiosa.
Quest'anno ricorrono i trent'anni della storia di Alfredino Rampi, il bambino caduto in un pozzo nell’estate dell’ottantuno.
I vari tentativi di salvataggio furono filmati e trasmessi in diretta.
Tanta speranza di salvarlo e di un colpo giornalistico, e una terribile fine, invece, sotto gli occhi di milioni di spettatori, ma non i miei.
Rifuggo con orrore da questa specie di voyeurismo, ed é ben per questo che privilegio la radio per tenermi informata senza farmi contaminare da immagini perturbanti ma che finiscono talora per diventare anche morbose.
11 Settembre
Terminato il Grand Premio di Formula Uno sulle note dell’Inno Tedesco per la vittoria di Vettel a Monza, la televisione rimane accesa e finisco così per ascoltare ancora sempre distrattamente.
Da Ground Zero, stanno commemorando le vittime dell’attentato terroristico alla presenza dei loro familiari.
Memorie, reminescenze e audio delle voci registrate all’epoca…voci di vittime imminenti che, ignare della loro sorte, mandavano saluti, si chiedevano cosa sarebbe loro accaduto o cercavano di rassicurare i propri cari.
Devoir de memoire!
Io però, spengo la televisione avvolgendo nel silenzio il ricordo di oltre tremila civili, morti. Preferisco ricordarli con il suono della non voce e con un pensiero di rispettosa silenziosità.
perché...
... racconto spinta da una brezza leggera
... spiffero in tutto le accezioni del termine
... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum
... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi
... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente
e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me
... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!
... "if" Kipling
... "if" allora "dubito ergo sum"
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