perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


jeudi 22 septembre 2011

DOMENICA DI RIENTRO

Dura TRASUDANZA!
C’è poco da danzare!
Come ballare senza Gatti Mezzi in sottofondo?
Il cielo trasuda, poi rovescia senza ritegno, vuotando le sue riserve, aprendo le cateratte ed io ho trasudato, espulso le tossine che ancora m’inquinano l’organismo.
Il tutto in silenzio perché CV non è dotato di molta varietà in gusto musicale, eccezion fatta per radio classic e i generi che lei propina.
Le mie musiche, le aborrisce, il mio canticchiare sommesso, è men che mai gradito.
 Potrei anche dargli ragione: quanto a intonazione, io lascio molto a desiderare, ma com’è ben noto, appartengo alla scuola della Comunicazione a oltranza, e dover farlo in silenzio non è facile.
Finisco per comunicare tra me e me, in sordina senza musichette ispiratrici ma consolandomi perché in fondo in fondo, viaggiare in compagnia con il brutto tempo è più piacevole e rassicurante.
No stress…
tanto che, trapassata Carrara e, come vedo il cartello di fine Toscana/inizio Liguria, molto sciovinisticamente perdo interesse per la strada e mi decido a cedergli il volante, anche perché siamo in mezzo a un diluvio degno di Noé e della sua Arca.
Dovessi scegliere quali animaletti porre in salvo, non ho dubbi:i miei felini possono dormire con il capino tra due guanciali.
Ho fatto addio super silenziosi, canticchiando solo con la voce della mente “tra l’aeroporto e la stazione…”quando mi sono ritrovata all’altezza dello svincolo per l’aeroporto.
Confesso che mi è mancato il “superfischio impazzito” del gatto Tommaso
Lo so che parlo con un linguaggio per “iniziati” pieno di riferimenti e clin d’oeil ai due miagolanti, ma che ci posso fare, mi hanno veramente stregatta!
Sono stata in pellegrinaggio a Pisa: tra ricerca di radici che sprofondano in un passato remoto e di liane svolazzanti, aeree che si intrecciano e si innalzano , cui attaccarsi per volare nel presente.
Lungarni che fan concorrenza a Lungosenna, con baracchine che mi ricordano le guinguettes della Marne e gite in battello su bateau moustique, più appropriati alla città della Torre rispetto ai bateaux mouches…le zanzare che ho conosciuto a Pisa non le ho trovate da nessun’altra parte del mondo.
Insomma traverso Pisa e potrei credermi a Parigi!
Ho molta immaginazione lo riconosco e lo ammetto pure!
Qua non ci sono i macarons di Ladurée, in compenso c’è il cioccolato di De Bondt pluridecorato, nel cui negozio ho fatto una piccola sosta degustativa.
Ho ripercorso la mia vecchia Via la Tinta, con l’impressione che si fosse scolorita, nonostante il nuovo look e ristorantini al posto di vecchi fondi umidi e bui, oppure son io che ho la vista meno nitida tanto che non son riuscita a riconoscere il mio vecchio portone.
Niente più il mio bar pasticceria all’angolo con San Martino, dove inzuppavo il cornetto nel cappuccino melassoso, (all’epoca lo correggevo a cucchiaiate di zucchero).
Sparita pure la salumeria specializzata, piena di delicatessen….poche porte più in basso.
Unica certezza i nomi delle strade, rimasti immutati, ma chissà che a prossime elezioni non cambino pure loro.
I ponti sono sempre li stessi ne traverso solo due: quello di Mezzo per avvicinarmi al cioccolataio e quello alla Fortezza per ritornare dove un tempo abitavo.
Forse è proprio il caso che me ne riparta….
La frontiera si avvicina con CV e il silenzio musicale…. Pazienza! Ormai sono finiti i tempi della mia transumanza.
Ho lasciato le mie terre in sordina, ma nella borsa ho un libricino di un giovane pisano da leggermi, per consolarmi e continuare a respirare l’aria di casa.
Mici, micetti, gattini miei in pelle, ossa e tanta ciccia sto arrivando…fedeli mi accolgono, miagolano e trasudano la gioia di rivedermi.

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