perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


samedi 18 juin 2011

L'APPEL TOUJOURS L'APPEL...18 JUIN ...

Tutti questi testi di auguri, felicitazioni, festeggiamenti cosa sono alla fine?
Cosa vi si nasconde dietro?
A cosa sottendono?
Sicuramente a rammentare che io ricordo.
Ma di là dal loro uso primario, sono per me un esercizio, un allenamento, un entrainement non per correre i 42 e rotti, chilometri della Maratona, piuttosto per prendere il fiato e… soffiare sulle ventinove candeline di questo ennesimo compleanno.
Del compleanno dell’ultimo “gemello” ventinovenne di questo giugno per cui sono pronta a vocalizzare il fatidico Tanti Auguri.
Mi preparo a soffiare perché il soggetto in questione non apre troppo la bocca e non vorrei mai che nell’attesa si arrivasse a caramellatura della torta, a una sua ricopertura di glassatura cerosa più che zuccherosa, o a una miserevole liquefazione tra il caldo del clima e quello dei mini torciglioni in cera.
Bouche cousue, benché non ci fossero segreti da salvaguardare, poteva essere un titolo degno di lui, ovviamente per ben altri motivi.
Di poche parole.
Epigrafico forse, certamente poco loquace … da sempre.
Fin dalla sua prima infanzia si distinse per la sua laconicità.
Mentre tutti i bebè si lanciano in vocalizzi e composizioni sillabiche, lui se ne stava quieto, quieto seduto sul passeggino a guardarsi intorno con aria sonnacchiosa.
La sua prima parola non fu “mamma”, non la pronunciò guardandomi, ma facendo un esperimento, e non fu neppure una parola.
Seduto sulla spiaggia di Cecina mare prese un sassolino, lo serrò stretto, alzò la mano, dischiuse il pugno in cui lo teneva e lo fece ruzzolare, lasciando anche cadere il suo primo suono articolato di senso compiuto.
“sasso rosso”esclamò, all’alba dei suoi due anni, mostrando che l’attesa se pur lunga non era stata vana. Era capace di parlare e non solo, di fare anche collegamenti: la pietruzza scagliata era color mattone.
Saltando una tappa, aveva espresso un concetto.
Se il buongiorno si vede dal mattino, avrei dovuto capire subito cosa mi riservava il futuro.
Ma l’occhio materno è miope, astigmatico, presbite e ipermetrope tutto allo stesso tempo, o per essere concisi: cieco!

Tre anni fa, seduta su una poltrona di TGV, scrivevo:

18 giugno
……..Oramai  tra poco più di due ore sarò a Parigi e alla fine del viaggio. Arriverò quasi alla stessa ora in cui ventisei anni fa è arrivato al mondo Massimiliano, il mio secondogenito.
Mi piace l’idea di questo nuovo viaggio che ci riunisce nella città in cui ora abita, e il pensiero della nostra cena che ci attende stasera.
Un momento privilegiato, solo nostro, come lo fu nel lontano 1982 alle 13 circa. Solo che allora era l’ora di pranzo e non di cena e che per ovvie ragioni, il pranzo, lo saltai…..

Quella sera, invece, cenammo insieme in Saint Germain de Près da Lipp, la sua brasserie preferita e lui fedele ai suoi gusti scelse: Tartare de boeuf, patatine fritte e Profiteroles, mentre io faticavo a trovare qualcosa di mio gusto.
Oggi tutto diverso: niente cena da Lipp, intanto perché non vive più a Parigi, poi perché non siamo insieme e non lo invito là per un diner e in ultimo perché viste le proliferazioni di Escherichia coli non gli offrirei mai una tartare, anzi spero proprio che mi legga per attenersi a sane regole alimentari, e in questi periodi di avvelenamenti alimentari astenersi da cibi sospetti.
Una madre non può mai esimersi dal distillare consigli, suggerimenti, ammonimenti.
Un figlio….dal fare orecchi da mercanti, occhi da cieco (senza alcuna chance di incontri miracolosi), e attenersi all’immagine della scimmietta che non vede, non sente e chiaramente non parla.
Non trascorriamo la giornata insieme.
Peccato!
Cerco di immaginarmelo vicino.
Potrei attingere al pozzo dei souvenir, migliaia di ricordi ne salterebbero fuori. Li scelgo tutti allegri perché è così che mi piace pensarlo con le labbra dischiuse, con un grande sorriso in cui mostra i suoi dentini nella foto ricordo di Elmwood, ridente di ritorno da un halloween party con un sacco pieno di candies e gli occhi brillanti e un po’ spiritati, sogghignante nascosto dietro I dunno, la sua firma in un biglietto di auguri fatti a me….

Ecco « la boucle est bouclée », dai miei auguri per lui sono arrivata a vecchissimi auguri suoi per me e ora non mi resta che incollare questa pagina sul blog, certa che magari la leggerà una delle sorelle, ma non certo lui, che oltre che poco loquace, fa fatica pure a leggermi, nelle mail, negli sms…figuriamoci in un blog.
SedSPES, ULTIMA DEA e allora …

TANTI AUGURI, BUON COMPLEANNO, 
JOYEUX ANNIVERSAIRE, 
HAPPY BIRTHDAY…
mio caro  I Dunno, che parli poco, pochissimo e ancor meno scrivi.
Chissà mai che non accada un miracolo, tu mi legga e mi risponda pure, con un commentino su Glob…
meglio forse lasciare la fantascienza da parte, e l’immaginazione solo per creare i miei testi senza tirare in ballo sogni e desideri, anche perché è il suo compleanno e non il mio, dunque libero di fare quel che preferisce… tanto i miei auguri troverò’ il modo di farglieli giungere comunque.
Auguri ancora mio silenzioso figlio, nato incredibilmente in una data, ricorrenza di grande comunicazione, che pare averti tolta tutta la voglia di comunicare….oggi ricevi l’ennesimo  “Appel” non quello del Général , quello della tua
Mamma

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