Giugno.... conseguenza di un settembre iperattivo...
Iperattivo é dir poco.... con tutti i compleanni di questo primo mese d'estate mi chiedo: CHI incolpare al settembre precedente, cioè nove mesi prima?.
L'uva i fichi o il relax post-feria augustea ?
Poco importa.
Mi ritrovo con tanti auguri da fare.
Alcuni li ho fatti in tempo, altri in corner, altri ancora in ritardo, non sono però arrivata a trovare per tutti i festeggiati uno spazio sul mio blog.
Cerco di rimediare perché non posso, né voglio fare l'impasse bloggoso sul compleanno di:
Francesco-8 giugno-
Francesco -diciassette anni- é il secondo dei miei figliocci.
Nato a Aix en Provence in un caldo giugno del 1994, molto più caldo del giugno attuale.
Il ricordo più vivo di lui piccolino é quello di qualche mese dopo la sua nascita, nell'ottobre dello stesso anno, quando fu battezzato nella chiesa di Saint Jean de Malte.
Lo rivedo immergere e risorgere dall'acqua del fonte battesimale in cui il père Jean-François lo aveva tuffato per tre volte; a ogni risalita sempre con un radioso sorriso sul tenero faccino, per niente turbato, irritato o sconcertato da questo bagno fuori stagione e fuori vaschetta casalinga..
Ora sorride meno; negli anni più ombrosi dell'adolescenza, il sorriso é diventato un cadeau molto speciale, di cui però ogni tanto ho il piacere di beneficiare.
Un augurio via sms il giorno fatidico, un nuovo augurio oggi via Glob e spero di poterlo festeggiare quanto prima in un incontro privilegiato....
TANTI AUGURI FRANCI, JOYEUX ANNIVERSAIRE !!!
9 giugno
Parto dalla data e non dal nome perché in tale giorno ho ben due compleanni da ricordare:
Inizio con la nipote Benedetta, una delle famose ragazze(di famiglia) dell’ottanta. Ricordo un telegramma del loro comune nonno, in occasione della nascita della mia primogenita,in cui inneggiava alle “nipotine ventenni nel 2000”.
I vent’anni son passati da un po’, i trenta da poco iniziati e un nuovo giro di boa quest’anno l’attende,non tanto per l’età quanto per la prossima nascita del suo primo bebè, che se non ci sono stati errori continuerà nella serie di uno dei miei film prediletti dal titolo ben auspicante ”Speriamo che sia femmina!”
Non so se questo fosse l’augurio che si faceva la mia amica Daniela, l’altra festeggiata di questo 9 giugno, quando un anno fa con il pancione attendeva di scoprire la sorpresa nel suo uovo non pasquale ma settembrino, che si sarebbe poi schiuso il 17.
Forse dopo due adorabili femminucce non le sarebbe dispiaciuta troppo una variazione di sesso.
E’ nata la terza femmina, un amore di bambina, delicata, deliziosa molto danielina e vista la riuscita, è certo che anche Dani abbia fatto suo... il titolo del film.
Il padre che,come tanti padri, sperava di avere un maschietto, si è rapidissimamente consolato pensando che in vecchiaia avrebbe avuto una possibilità in più... di tenerissime cure.
AUGURI TANTISSIMI all’amica e alla nipote che hanno ricevuto il mio auspicio via telefono, la prima mentre transumavo e l’altra arrivata a casa per poterle far giungere contemporaneamente insieme ai miei, gli auguri del suo legittimo zio.
Matteo -11 giugno-
Matteo è l’ultimo festeggiato della settimana, l’ennesimo gemello molto eclettico, secondo i canoni del segno zodiacale e soprattutto molto tenero e sensibile.
E’ il primo in assoluto dei nostri nipoti, non il primo che io ho conosciuto perché quando è nato, io non gravitavo nella sfera novarese, e all’epoca non ero ancora zia, lo sarei diventata tre mesi dopo con il mio primissimo nipote Michele.
(…ma per settembre c’è tempo e ovviamente questa è ancora un’altra storia…)
Matteo è il fratello primogenito di Benedetta e della dicembrina Cecilia.
Di lui ho due immagini ricordo.
Da piccolo: due guancette rosse e una testina bionda che si muoveva schizzando come la fusée di un razzo.
Più grande e più che adolescente: con una magnifica chioma lunga e ancora bionda.
Chioma che non faceva l’unanimità dei consensi familiari, e che a me piaceva perché bella, perché gli stava bene, e in armonia con il personaggio.
Tanti auguri caro Matteo, anche se ora porti i capelli corti corti, forse perché così è più facile pettinarli quando ti alzi al mattino per andare a lavorare oppure quando salti con il deceleratore aerodinamico e non rischi che ti si intrighino nei fili del tuo paracadute.
Io inizio a riavvolgere i fili del mio gomitolo srotolato, ne riannodo qualche pezzo rotto e salto come il nipote Matteo, in orizzontale però, attraverso i vetri della mia veranda per andare a occuparmi delle mie piantine di girasole che nella loro dimora all’esterno stanno crescendo a vista d’occhio, come il famosissimo dittamo…
E che la luminosità dei miei girasoli rischiari a tutti voi festeggiati il cammino ora e sempre!
perché...
... racconto spinta da una brezza leggera
... spiffero in tutto le accezioni del termine
... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum
... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi
... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente
e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me
... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!
... "if" Kipling
... "if" allora "dubito ergo sum"
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