perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mardi 25 décembre 2012

..TRA PRESEPE, PAGLIA e CAPANNUCCIA



… dal nostro Monastero de… “il nome (geneticamente modificato) della ginestra”raggiungiamo “ la bergerie”, ovile, porcile, pollaio domestico.
La notte nuvolosa ci ha fatto temere di non poter trovare il sentiero al lume della sola luna e delle rare stelle.
Senza bisogno di sassolini bianchi, né di filo di Arianna (che come idea da srotolare mi piacerebbe assai) né della variazione più moderna e attuale in formato GPS, abbiamo raggiunto il regno delle suore benedettine in auto, per arrivare in tempo,  evitare cadute rovinose, ridurre i tempi per il rientro.
Messa di Natale molto sobria con le abituali musiche medievali del convento composte da accordi tratti da strumenti antichi.
All’uscita non solo tisana ustionante, cioccolata calda e dolcetti ma anche una luna lattiginosa in tema con le bevande che ci rischiara il cammino fino al parcheggio.

Nel focolare del caminetto un cielo di stoffa brilla allegramente.
Sostituisce una stellata di carta, ridotta in brandelli dal tempo, dall’uso, dalle multiple piegature e senza bisogno dell’attivo intervento dei felini domestici.
Appeso contro la griglia parafuoco, si fonde nel verde-marrone delle montagne che abbracciano capannuccia e oasi dove, sotto una palma sostano i Magi, appena o ancora in viaggio in compagnia di un cammello.
Un angelo sovrasta e benignamente occhieggia il bue, l’asinello, Giuseppe e la cerulea Maria, tutti, accasciati o inginocchiati davanti a un pagliericcio ancora vuoto.
È un presepe in forma ridotta quest’anno, minimalista ma non per questo meno attraente pur se privo di pecorelle, pastori e figurine varie .
Lo sfondo del camino è uno scenario d’effetto.
La sera è stranamente tiepida, temperature da Natale in Terra Santa, più che da collina della Provenza.
 Nonostante l’abituale bel tempo, in genere la sera è più fresca e di gradi ce ne sono ben meno di quanti ce ne siano dispensati stasera.
Rientriamo con calma in casa, stupiti da tanto tepore e accompagnati dal suono festoso delle campane che rimbombano per l’aere.
Mezzanotte non è ancora scoccata, ma al Monastero il Bambin Gesù è nato già da un’ora e io pure mi appronto a farlo nascere nel nostro presepe.
Mi sintonizzo sull’ora della Palestina e decreto che anche se il dodicesimo rintocco non è ancora risuonato in queste terre, in quelle laggiù più lontane è già storia passata e, confortata da questa verità geografica, depongo il Bambinello sulla paglia che si illumina.
Ecco, ora il presepe è completo nell’essenziale.
Di fondamentale non manca più nessuno tra le statuine… tra gli umani è un’altra storia.
A casa risuonano le voci ridenti delle bimbe che si preparano ad andare a letto, come tutti i bambini bravi… per lasciar Babbo Natale scendere, indisturbato, per il camino.

Il pensiero corre intanto verso Turista-fai-da-te, lontano e che per la prima volta non sarà insieme a noi né la vigilia né l’indomani.
Laggiù sotto le sue palme….(ma in effetti non sono poi così certa che in quella terra del Sudamerica ve ne siano) è estate e deve fare ben caldo.
Che strano immaginarsi a Natale in costume da bagno…
Strano eppure déjà vu… vecchie memorie risalgono in superficie.
Tempi lontani in cui tutti insieme ci scaldavamo al sole per accumulare riserve e sopravvivere ai rigori canadesi.
 Ora solo lui si scalderà al sole e sicuramente.... anche il cuore accanto alla sua metà.
Buon Natale... Feliz Naavidad!

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