Le isole:
...che si tratti di atolli, isolotti, isole o isolette locali e casalinghe (cambiando di casa poi, scelta e varietà non mi sono certo mancate) oppure lontane ed esotiche, meta di sogni semi-proibiti (visto che solo le ali della fantasia sono i veri low-cost ) questi lembi di terra circondati dal mare mi hanno sempre affascinata, continuano a ammaliarmi e penso che non cesseranno di esercitare il loro potere infatuante su di me.
Dall’arcipelago toscano del mar Tirreno a quello delle Seychelles nell’oceano Indiano, la traversata è lunga, ma non per me, per il mio potere di reminescenza e la mia fantasia super- alata.
Da sette a centoquindici isole …
Scivolo con indifferenza dalla spiaggia delle Ghiaie (dove, bimbetta, rischiai di affogare) a quella di Praslin; da un tuffo dal gommone davanti a rocce di Capraia sotto l’occhio protettore di babbo a un’immersione naturista davanti la spiaggia deserta di Bird Island, sotto l’occhio perlustratore e inquisitore di CV che faceva la ronda, avvistando incauti perturbatori della quiete a tre miglia di distanza e fulminandoli, salificandoli con lo sguardo..
Ricordi lontani, lontanissimi…
Le prime: le isole della mia infanzia, delle mie crociere, delle gite scolastiche, mete adolescenziali e anche della prima maturità (in realtà mai raggiunta).
Sono sempre là davanti a casa, alcune visibilissime, altre un po’ più a sud immaginate, ma tutte là a farmi compagnia quando mi slungo sulla mia spiaggia ...
Ah le isole del mio arcipelago!
Gorgona, Capraia, l’Elba, Pianosa, Monte cristo, Giannutri e il Giglio.
Delle altre, le centoquindici, non conosco il nome di ognuna e mai lo conoscerò.
Anche di loro, ricordi lontani, lontanissimi del mio viaggio di nozze: Mahe, Praslin, La Digue Bird Island.
Ho ancora gli occhi ripieni della luce accecante dell’acqua cristallina, rivedo la semi-oscurità della Vallée de mai, la traversata tra le palme, i Coco de mer e una specie di spaccio nella foresta dove si potevano acquistare gallette e banane, piccolissime, deliziose che furono poi il nostro pic-nic su uno scoglio.
Ah gli scogli! Rocce da esplorare, alla ricerca del tesoro dell’isola che non c’è.
Le Seychelles non le ho più riviste, ma anche le mie isolette è da un po’ che non le frequento, calpestandone, là ove sia lecito l’amato suolo.
Qua in terra di Provenza mi contento dello Chateau d’IF (potenzialmente la mia isola per antonomasia) e mi consolo con le isole di Hyères, ameno arcipelago non meno familiare e domestico di quello toscano. Pure là ho lasciato pezzi della mia infanzia marinara sulla plage d’argent di Porquerolles a lucidare candelieri del due alberi, alla fonda nell’insenatura di port-Cros a cercar di gelare con lo sguardo un crème caramel che non freddava mai, in gommone intorno a Bagaud e… l’île du levant su cui non ho mai messo piede ma di cui annovero numerosi gustosi aneddoti familiari.
Ahimè! Tutto mi riporta alla realtà, da CV alla ricerca del cacciavite perduto, alla radio che diffonde notizie, in genere poco esilaranti…
Costa Allegra ha infine raggiunto il porto di Victoria nell’isola di Mahé…dopo aver vagato nell’Oceano Indiano prima alla deriva poi a rimorchio di un peschereccio.
Giornate in cui le ore si sono dilatate per i passeggeri a causa dei disagi provocati dalla panne elettrica.
Motori in avaria, e nulla che funziona.
Cibo freddo: salumi, formaggi, salatini, frutta e tanti succhi di frutta e acqua per combattere la disidratazione, perché a parte il cibo non c’è altro di freddo e il caldo è terribile.
Cabine disertate che senza aria condizionata diventano invivibili. E un problema maggiore diviene l’eliminazione di quel che vien mangiato. Gabinetti inservibili, sovraccaricati di materiale non facilmente evacuabile senza elettricità.
Ricordo con affetto e simpatia la nostra pompa di sentina, manuale, faticosa ma efficace.
Quella che attracca nel porto di Victoria è un lontano ricordo di una festosa nave da crociera; di gaio le resta solo il suo identificante personale.
Allegra, sicuramente di nome (che le rimarrà perché alle barche non lo si cambia). di fatto non penso, o al limite l’allegria scaturisce solo dal prenderne le distanze.
Prostrati ma alleggeriti i vacanzieri finalmente possono lasciarla.
Più che una nave me la immagino come una immensa latrina, una specie la cloaca maxima che sta appestando la capitale delle Seychelles.
Più che una nave me la immagino come una immensa latrina, una specie la cloaca maxima che sta appestando la capitale delle Seychelles.
Povera la mia isola, legata a quanto mai ameni e sensuali ricordi, orribilmente cancellati da questa visione apocalittica.
Inquinata e contagiata da tanta miseria e residui umani.
Alle mie isole tirreniche non è andata molto meglio.
Marcate dal passaggio di un’altra Costa, molto più devastatrice, la Concordia, che poco fedele al nome non ha certo lasciato segni di grande amicizia tra lei e l’isola del Giglio, prossimamente destinata a cambiar nome ed essere declassata, se le va bene a Tulipano nero….
Marcate dal passaggio di un’altra Costa, molto più devastatrice, la Concordia, che poco fedele al nome non ha certo lasciato segni di grande amicizia tra lei e l’isola del Giglio, prossimamente destinata a cambiar nome ed essere declassata, se le va bene a Tulipano nero….
Sarà mica il caso che io prenda le distanze dalle isole di Hyères, le rinneghi, le tolga dalla lista delle mie TOP TEN ?
E che mi assicuri soprattutto che la Costa Crociera prenda le sue distanze da Tolone, dalla penisola di Giens e dall’arcipelago sopracitato?
Mi sento in un certo senso bersagliata…nei miei affetti marini.
Mai forse come la signora inglese che aveva un figlio ballerino a bordo della Concordia e una figlia ballerina a bordo dell’Allegra.
France info raccontava come il figlio avessa già messo una certa distanza tra sé e il mare, della figlia ancora sull’oceano non si sapeva che progetti avesse.
Certo ho appreso con una curiosa sorpresa che la ragazza rispondeva a un nome identico al mio, che sicuramente è abbastanza comune in Inghilterra, ma dalle mie parti e soprattutto quando mi è stato attribuito alla nascita, era così poco usuale al punto da identificarmici, cosicché quando France Info lo ha esplicitato ho sobbalzato al volante di guida, per un nanosecondo pensando che parlassero di me.
Non ho ancora perso l’abitudine di sentirmi direttamente colpita al suono delle mie tre sillabe, un po’ come quando sento chiamare mam-ma e alzo la testa e drizzo gli orecchi chiedendomi chi dei miei tre figli mi stia chiamando.
Dato il pollaio disertato ( variante domestica del nido con la sindrome e tutto il resto) sicuramente nessuno, oppure tutti e tre per consigliarmi di smetterla di raccontare scempiaggini e incoraggiarm invece a distrarmi con una bella vacanzina in crociera con il biglietto che con i loro risparmi mi hanno comprato.
Sola andata ovviamente…il ritorno Costa!
Dato il pollaio disertato ( variante domestica del nido con la sindrome e tutto il resto) sicuramente nessuno, oppure tutti e tre per consigliarmi di smetterla di raccontare scempiaggini e incoraggiarm invece a distrarmi con una bella vacanzina in crociera con il biglietto che con i loro risparmi mi hanno comprato.
Sola andata ovviamente…il ritorno Costa!
la boucle est bouclée dalla Ricci, simile a una gatta che ricade sempre sulle sue zampine che ci siano gli scogli o l'arena.... Che bell'isola testuale che m'ha isolata del/dal mondo per qualche minuto. Ho sentito l'aria marina, l'iodio, gli spruzzi, la schiuma e la risacca. Mi sono rivista sulle isole croate nel non cosi lontano 2005 prima dell'arrivo delle fiere....Fra un po' saro' sulle tue isoline toscane e ti pensero'. il CV custode del pudore muliebre è stato riavvicinato (volutamente??) al CacciaVite nella tua bella transizione dalla fantasticheria alla realtà....!!!! Baxxx
RépondreSupprimerlapsus freudiano?
RépondreSupprimerno...outils à la main, termine les travaux à la cuisine!!!