Toscano come me, lui della provincia di Pisa, io di quella di Livorno, poco lontani, eppure non è nel patrio suolo che ci siamo incontrati.
È in Francia, qua a Aix, che ho fatto la sua conoscenza grazie alla Prof dalla chioma fiammeggiante, un misto di colori di autunno canadese, di lingue di fuoco del drago di San Giorgio e della passione con cui questa Insegnante (con la I maiuscola) mi ha fatto avvicinare, scoprire, amare questo autore, di cui lei è una grande appassionata e specialista.
Non posso pensare a Tabucchi senza avere un pensiero per la mia Prof, che immagino profondamente toccata da questa perdita, attristata …e come non esserlo!
Tabucchi è morto oggi, una luminosa domenica di fine marzo in una Lisbona che sicuramente “sfavillava”in questo inizio di primavera….
Penso che tanti, e meglio di me, saranno capaci di parlare di questo autore, tracciarne un ritratto, ricamare un panegirico.
Lascio loro volentieri la parola.
Il mio è, e vuole essere, solo un piccolo, minuscolo omaggio a questo scrittore che ha incrociato il mio cammino, scompigliandomi capelli e idee con la leggerezza di una piuma di un angelo nero, in una sequenza di piccoli equivoci senza importanza, ma tutti uniti da un filo invisibile, quel filo che annoda i pensieri, li inanella con i ricordi e si perde nell’orizzonte sfumato ….
grazie. Un A Dio, anche se lui non ci credeva, diceva. Il filo non sarà mai spezzato e l'orizzonte, anche se un po' meno luminoso, ci tirerà sempre avanti, in cerca di....
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