La chiavetta magica sembra aver perso tutti i poteri, ed io ogni speranza di accedere ai miei contatti con il mondo, il mio mondo: quello virtuale ma anche quello reale attraverso i cosiddetti social network e tutto l’apparato informativo.
Sopravvive un’ipotesi di magia, un luccichio di lucetta verde e la connessione appare, ma è tutta un’illusione.
Si apre la pagina di benvenuto ma è come uno scenario di carta pesta.
Dietro non c’è nulla: solo pagine che non si affiggono e quella irriverente dicitura che vorrebbe spingermi, incitarmi…
a tentare di nuovo.
RIPROVA!
E meno male che non aggiungono il “sarai fortunato!”
Nessun apparecchio radiofonico qui in montagna!
In compenso una televisione di quelle moderne che nonostante mi incuta una specie di terrore reverenziale, mi fa nascere il desiderio di pigiare sui tasti del telecomando.
Fare click, un doppio click temendo esplosioni che grazie al cielo non si produrranno.
Non si producono MAI.
A essere onesta fino in fondo devo ammettere che oltre non accadere nulla, non prodursi nessun scoppio, non si produce nessun suono, neppure un gracchio, un gracidio, un brusio, un borbottio, un brontolio, un ronzio, un fruscio.
Sono anni oramai che contro questi terribili ordigni combatto una battaglia perduta in partenza, così persa che non combatto neppure più.
Sono lustri che il mio rapporto con la televisione si è intaccato, interrotto, causa un’incapacità totale di dialogare.
Le parlo, lei non risponde; la blandisco, lei mi ignora; le propongo un incontro ravvicinato, ma lei irremovibile mi boicotta.
Il mio ordigno casalingo, nello specifico, dotato di non so più quanti telecomandi, almeno tre sicuramente, è più irraggiungibile di una cassaforte a sestupla combinazione.
Il massimo risultato che una volta sono riuscita ad ottenere con lei, è stata una lucetta rossa, accesa in un angolo dello schermo, un occhietto malefico che mi rimirava, beffardo, ma per il resto il silenzio più totale.
Da tempi immemorabili, per porre un freno alla mia frustrazione ho smesso di cimentarmi in queste prove che mi lasciano spossata, innervosita, esausta e hanno il potere di farmi sentire un’idiota.
Forse lo sarò anche, ma, a un marchingegno di tal genere non riconosco il diritto della pretesa di dimostrarlo.
Questo televisore, che mi sta di fronte, benché di ultimissima generazione e dotato di ben due telecomandi mostra un’aria meno sprezzante, meno arrogante, piuttosto un'aria blandamente amichevole oserei quasi aggiungere.
La tentazione è forte, senza internet, senza radio….
Ho voglia di notizie, tanto da sentirmi quasi temeraria, ragion per cui do un taglio alle mie ritrosie, ai miei tentennamenti, alle mie reticenze e rischiando il tutto per tutto, quasi scommettessi ogni mia risorsa puntandola su di un numero unico della roulette… oso.
Schiaccio a fondo il tasto rosso in alto a destra di uno dei due telecomandi e…..
ET LUX FUIT!
Mi estasio di fronte a tanto miracolo, ma senza darmi il tempo di crogiolarmi in una auto-ovazione, auto-celebrazione, auto-affermazione, mi esalto e prendo ancor più rischi.
Cerco il modo di giocare interattivamente con la scatoletta che mi sta davanti e tento di far sfilare tutti i canali finché non trovo quello delle informazioni no-stop….
E ci riesco.
L’emozione è veramente troppa e la scarica di adrenalina che mi scorre nelle vene, rischia di mandarmi in corto-circuito.
Eventualità che non mi pare assolutamente inaccettabile.
Se qualcuno o qualcosa deve cortocircuitarsi, questa non sono io…ma neppure questa amena televisioncina che è stata così carina con me, casomai la perfida che è a casa.
La nave incagliata vicino alla mia costa, angosciosamente adagiata su un fianco, mi rattrista.
Penso al mio Mare Nostrum che vorrei incontaminato da tanta mestizia presente e futura.
Chissà se l’isola del Giglio tornerà al suo candore?
Mi ricompongo, mi riassetto.
Spengo tutto, senza più prestare attenzione alle notizie.
Preferisco dare spazio alla voce del silenzio, quella della giornalista la ricercherò, magari, più tardi.
Mi seggo sul gradino della porta-finestra, le gambe allungate sul balcone, lo sguardo in direzione del Bianco che si staglia davanti a me, illuminato da una luce dorata, una lucetta gialla, oserei definirla, una luce naturale che lo avvolge, lo irradia, lo anima.
Vorrei che ogni cosa che mi circonda, da vicino e da lontano, ritrovasse il suo candore…lo stesso di quella neve, lassù candida come un giglio.
perché...
... racconto spinta da una brezza leggera
... spiffero in tutto le accezioni del termine
... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum
... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi
... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente
e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me
... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!
... "if" Kipling
... "if" allora "dubito ergo sum"
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