perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 11 décembre 2011

UN ALBERELLO DI RICORDI....

Faccio un po’ fatica a lasciar partire questo pezzo, iniziato il primo dicembre, che é finito per diventare quel che è diventato…mi sento un po’ come se avessi il filo di un palloncino stretto nel pugno e fossi combattuta tra il desiderio di dischiudere le dita per dargli la libertà di volare e tenerlo con me, lasciandolo invecchiare e sgonfiarsi….

Lungo mese appena iniziato, mese di sfavillanti luminarie che compensano il buiore di giornate cortissime. Mese di luci e di ombre, di ricorrenze festose e di feste che non festeggeremo più, di arrivi e di partenze.
Un piede nel presente e uno nel passato da dove volteggiano souvenir, persone in qualche modo legate a questo mese, che mi voglio sentire vicina in un ricordo solo gioioso.
Se la casa non fosse quella specie di campo di battaglia, di copia conforme e deforme di Beirut, ovvero un cumulo di macerie, detriti di una ex cucina e di una veranda in cerca d integrazione, forse mi sarei già data agli addobbi natalizi e avrei adornato un alberello con una decorazione speciale ad memoriam, considerando che la memoria, il ricordo non hanno dimensione e albergano fuori di spazio e tempo.
Avrei potuto preparare un mix di palline o oggettini vari.

La prima pallina, color clorofilla, per Pixie, indiscusso pollice verde che oggi 2 dicembre, (mentre scrivo) avrebbe avuto diritto a soffiare su novantun candeline.
Ha lasciato invece il freddo del Canada, a fine ottobre prima che l’inverno si insediasse,  per una destinazione siderale sicuramente ben riscaldata, dove sono certa che continuerà a far nascere virgulti rigogliosi, sbocciare fiori multicolori e crescere a dismisura piante e piantine, compresi i dittami, senza barbatrucchi alla Giamburrasca.

Una pallina madreperlacea per la nonna Bianca che se n’è andata un anno fa, tra il turbinio della neve nelle prime ore del mattino di un altro otto dicembre.
Il colore, una scelta che le si addice per il nome, per le splendide perle che mi aveva offerto come benvenuto all’interno della famiglia trentadue e mezzo anni fa, in ricordo del filo che anche lei portava intorno al collo, un filo più corto e più leggero del mio che la mia primogenita, allora bebè agguantò e succhiò con devozione religiosa, la prima volta che la nonna arrivò a casa nostra e la prese in collo, lasciandosi infine conquistare da una “bambina”.
Perché la nonna, così almeno professava lei, non aveva un debole che  per i maschietti .

Un candy-cane rigorosamente bianco e rosso per la zia Lisa, l’ultima sorella di babbo ad andarsene nell’autunno di un anno fa, una zia dicembrina come me, che festeggiava il compleanno qualche giorno prima di Natale. Per lei ho scelto una forma a bastoncino di zucchero non perché fosse una zia melassosa, ( era soprattutto una zia piena di vitalità, tanta inventiva e allegria) ma perché a lei è legato un ricordo natalizio e zuccheroso.
È con lei che ho fatto la scoperta del carbone dolce: un dolcetto grigio e bucherellato che assomigliava a un pezzetto di coke, ma che a differenza di quello vero era fatto per essere bruciato nello stomaco piuttosto che ne camino.
Ricordo ancora lo stupore di me bimbetta dodicenne di fronte a tanta scoperta, tanta meraviglia.
Venivo da un paesetto delle campagne toscane, dove queste ghiottonerie non erano ancora arrivate.
Lontani a venire, i tempi della globalizzazione!
Ero dovuta andare fin nella prima capitale dell’ex-regno italico per scoprire simili leccornie e per contestare da quel giorno in avanti la mia Befana, arretrata e antiquata che non si era ancora aperta a simili raffinate novità, propinandomi il solito carbone nero e assolutamente immangiabile.

 Una pallina multicolore e fluorescente per la mia amica Maria nata alla fine dell’autunno, poco prima che il segno del Sagittario fosse (e continua) a essere rimpiazzato dall’austero Capricorno, che ben poco le sarebbe  andato a genio e si sarebbe confatto al suo spirito, ragion per cui si era ben data da fare per non sorpassare la data limite, presentandosi il 20 dicembre.
Maria che amava vita e colori.
Era un’esplosione di Allegria, Buonumore, Cordialità, Dinamismo, Estrosità … potrei continuare con tutta una successione interminabile di aggettivi che purtroppo finirebbero pour  se solder par un…Vide, Zut  il Vuoto della sua partenza, la Zavorra che le è pesata implacabilmente addosso.
Ma lasciandola riaffiorare nei miei ricordi, come un delfino che riappare dagli abissi, mi rendo conto che la scelta di un colore non definito, mal si conforma a lei ,donna sognatrice ma anche molto, molto concreta.
 Delfini, mare, sole …
Come non averci pensato subito? Certo ! stacco subito la pallina multicolore e fluorescente e ne appendo una nuova, dorata, calda, solare, come lei e come la stagione estiva, solatia che tanto amava.

Un ultimo addobbo sul mio alberello, la pallina finale per babbo che si è defilato giusto in tempo per evitare festeggiamenti alla grande, pubblici, privati, discorsi ufficiali e non, in onore del centenario della sua nascita, questo 11 dicembre.
Una pallina argentata?
Il colore mi parrebbe indicato; petit clin d’oeil  allo scafo del suo ultimo Sara.
L’idea però della piccola sfera, per lui mi sembra riduttiva.
Ci vorrebbe ben altro ornamento.
Qualcosa di più pertinente, di più illuminante, che gli calzi a pennello, che gli si addica ad  hoc.
Ecco! Ora lo so perché l’ho lasciato per ultimo, non conferendogli la posizione mediana, che gli spettava cronologicamente, non solo perché dulcis in fundo, ma perché l’ultimo dettaglio di un albero di natale è sempre la punta, la stella, la stella cometa che guidò i pastori.
Una stella argentata a ricordo di babbo, creatura illuminata e illuminante, vero figlio dei Lumi che per anni ci ha guidato: noi figlie, nipoti, nipotini, familiari, amici e i suoi tanti pazienti affezionati.
La Stella dei pastori, simbolo che rimbalza, rimandandomi con il pensiero alla mia mamma che non ha legato la sua presenza a questo mese invernale, pur se, non posso dimenticare che mi ci ha fatta nascere.
Ancora una volta riprendo il filo, logico, illogico delle coincidenze, delle concomitanze, delle circostanze,  delle conseguenze, riunisco il tutto legandolo con un bel nastrino lucente che ben si addica all’albero, riflettendo sull’idea  che babbo a ogni sua barca da un certo periodo in avanti ha sempre dato il nome della mamma, perché, come diceva lui, -non ci fossero gelosie-lui non faceva preferenze. Il suo primo e ultimo pensiero era “la Sara”.
La barca? La moglie? Dipendeva dalle occasioni…sempre la Sara comunque e se questa decorazione ha l’argento dello scafo, è tuttavia il simbolo particolarmente legato alla mamma  che l’ha lungamente studiato e a lei era tanto caro.
La solita boucle che si è bouclée  tra luccichii, sfavillii e suon di zampogne e campanelle.
L’avvento è iniziato, con il nostro bagaglio di passato  rimaniamo nell’attesa di un futuro…
Buon Avvento! Buon Vento !

 
Minuscolo puzzle di souvenir, fatto di cinque tasselli che si incastrano.
Cinque punte e la coda luminosa della cometa.
Il simbolismo è tanto....
Non mi rimane che alzare il mio bicchiere vero o virtuale e brindare a questo Uomo meraviglioso che solo per farmi felice mi scompiglierà il capelli soffiando sulle cento candeline per farmi sapere che mi è accanto.
Auguri Babbo, ovunque tu sia!

6 commentaires:

  1. buon compleanno, undicino like me babbo di rebecca...per salutare il mio salvatore di tanti anni fa, il mio babbo che a lui si rivolse e che gli fa ora compagnia, mio nipote che oggi compie 1 anno e un mese ( 1 e 1 ancora), e tutti quelli che aspettano natale in questa o nell'altra dimensione; accumulandosi i compleanni si comincia ad accettare che gli stati d'essere forse sono intercambiabili oltreche intersecabili
    la realtà supera o affianca la fantasia e il colloquio che si credeva d'improvviso interrotto invece continua con te stesso, e tu sei l'altro, che era te..addolcisce, consola, ti accompagna, "è ".......

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  2. oh la mia Amica ex matita, ex piuma, ora di tastiera...ma PIUMA ritrovata, mi lascio carezzare dalla delicatezza del tuo tocco...
    Grazie di seguire i fili, rotti, annodati, svoltolati, riaggomitolati,spezzati e ammatassati di nuovo..

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  3. nonno ti avrebbe detto che sei proprio brava a scrivere... un bacino

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  4. Cara Cinderj grazie per quanto mi scrivi, sappi comunque che quanto tu immagini mi avrebbe detto, lui me lo ha trasmesso con i sussurri, le brezze e gli spifferi che aveva a disposizione.
    Ieri nell'aria quieta e rarefatta, in cui non volava foglia, all’improvviso si è smossa una brezzetta che mi ha accarezzato i capelli, per poi ripiombare l’immobilismo.
    Il segno che attendevo con salda fermezza? Un incoraggiamento a continuare tutto ciò che faccio? Unica piccola nota meno intonata, per non dire stonata (ma è noto che il nonno non fosse un superbo cantante)…in quel momento stavo pulendo i vetri della veranda.
    Opera titanica e non molto gratificante …
    Forse però in sintonia con una vecchissima mattinata alla fonda alla plage d’argent della mia amatissima Porquerolles.
    Sole splendido caldo, acqua cristallina, invitante…
    Pronta al tuffo e a un ruolo di sirena..e invece mi toccò lustrare i candelieri e quando alla fine terminai e mi approntai al salto in mare….troppo tardi…salpammo l’ancora!

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  5. Aveva un'occhio di vetro... e una gamba di gesso... ma lui l'amava lo stesso, anzi l'amava di PIU!

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  6. NO...Cara Piccina NO...Cosi' non va.....

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