O almeno, per me lo é.
Nuova acclimatazione e ricerca dei miei puntelli, mes repères,insomma.
Cerco di non deprimermi davanti alla tonnellata di biancheria da lavare e che poi dovrò pure stirare, in aggiunta a quella che é rimasta in stand by, prima della partenza e che già mi fa l’occhiolino sull’asse da stiro..
C'é il sole, un magnifico sole splendente che mi da il buongiorno e il giardino esplode di colori, i verdi variegati degli alberi, il giallo della forsizya e il rosa del pruno.
Devo godermeli, perché effimeri, tra breve il giallo si tramuterà in verde, annegando così tra le tante tonalità già presenti e il rosa in un rosso scuro.
Mi siedo in veranda e lascio correre lo sguardo proprio per bearmene.
Vorrei accendere il computer, ma ho tanto da fare.
Mi potrei concedere un’occhiatina alla posta, rapidissima magari.
Ho proprio tanto da fare…
Mi dovrei concedere un’occhiatina rapidissima, giusto per corroborarmi.
Sguardo rapido che corre tra le mail spazzatura che cestino subito, una o due sole, degne di lettura.
E un’occhiatina al blog?
Mi ci vorrebbe proprio!
Sono combattuta tra l’idea di dedicargli tempo e attenzione come merita, al mio piccolo Glob, e allora chissà quanto mi toccherà attendere ancora, e dargli un salutino svelto, svelto, per la serie… meglio che niente,in attesa di tempi migliori.
Per accedere devo aprire la pagina di Free.
Clicco.
L’avessi mai fatto!!!
Il mio occhio cade sull’ultima notiziola, in ordine di tempo, di questa pagina e inorridisco.
“La peggior canzone del mondo vista trentaduemilioni di volte”
Devo ammettere che come notizia non è delle più angoscianti. In questo momento c’è ben di peggio. Dalla nube radioattiva che dal Giappone avanza e non si ferma , come ai tempi di Chernobyl, alla frontiera, (ma si sa ai tempi esistevano ancora controlli efficienti ai confini) e soprattutto quel povero Giappone, martoriato… alla Libia con tutto l’orrore che si è visto sul suo suolo e i flussi migratori a Lampedusa .
Di fronte a notizie che per giorni ho seguito in diretta e differita su France 24, perennemente accesa là dove internet non mi cullava,mi chiedo come posso sobbalzare per una notizia tanto idiota?
Prima di tutto sono colpita dal fatto che una canzone ritenuta orribile sia visionata e ascoltata trentaduemilioni di volte.
Lo ammetto, la mia è tutta invidia. Trentaduemilioni di clic sono una cifra da capogiro.
Un MILLESIMO di tale cifra,trentaduemila, trentaduemila clic sul mio blog, mi basterebbe per toccare l’estasi; sorvoliamo .
Una canzone, leggo, brutta, di una banalità senza limiti e per giunta cantata male che attira visionatori e ascoltatori a milioni. Che assurdità!
Quello che mi irrita di più è il nome della pseudo cantante:Rebecca Black.
No, questo è troppo. Come fa una persona che porta un nome così sublime a infangarlo con tutte le critiche impietose che si tira addosso?
Vero, non ho il copy writer, e neppure il brevetto per questo nome, ma ,ahimè, lo confesso, come lo sento pronunziare o lo leggo penso immediatamente a me stessa.
Non è egocentrismo, niente di tutto ciò. La reazione purtroppo mi deriva da un’infanzia, adolescenza, giovane maturità vissuta da unica detentrice di questo nome. Nel mio natio borgo selvaggio, e in un raggio di chilometri non indifferente ero l’unica proprietaria di Rebecca, e se qualcuno lo pronunciava ad alta voce, non poteva che indirizzarsi a me. In realtà fino a ventiquattro anni non ho mai conosciuto nessuno che si chiamasse come me, solo una ragazza ben più giovane che lo aveva come secondo nome, e quindi non contava, perché nessuno la interpellava così. Poi è nata infine una piccola Rebecca, ma i ventiquattro anni che ci separavano non hanno mai creato conflitti di interessi.
Poi sono partita lontano, e anche in paesi anglosassoni, laddove il nome era più utilizzato, non ho mai conosciuto direttamente un’altra Rebecca e ho sempre continuato a voltarmi se sentivo pronunziare il nome, certa di essere io la persona interpellata.
La prima volta che ho dovuto ricredermi, è accaduta un po’ meno di una ventina di anni fa, qua in Francia, sul parcheggio di scuola dei ragazzi. Il nome è risuonato, ma non era a me che si rivolgevano. Una mamma stava chiamando la figlia.
Molto sorpresa e incuriosita che un ‘omonima incrociasse il mio cammino, l’ho guardata,a lungo, giusto per concludere che il nome non le si addiceva affatto.
Questo nome per me ha solo due riferimenti, che riconosco come validi e legittimi.
La Rebecca della Bibbia,madre di Esaù e Giacobbe, che non mi ha minimamente condizionato nella scelta del nome per il mio maschietto, lo ha fatto solo nell’amore per le lenticchie. Di lei e della sua storia ho ricevuto libri e libretti illustrati fin dalla mia più tenera infanzia. Donna di gran buon senso!
La Rebecca di Hitchcock, raccontata da Daphne du Maurier quella in genere più conosciuta dalla massa, quella che inevitabilmente, quando declinavo il mio nome, a sconosciuti, mi valeva un …”la prima moglie ?” No comment!
Dopo di loro, entrambe passate a miglior vita prima della mia nascita,il numero delle elette esaurisce.
Poiché non c’è due senza tre…sono arrivata io e qui mi fermo.
Con gli anni sono diventata più tollerante e ho virtualmente benedetto la piccola Rebecca, arrivata in famiglia un anno fa….oramai decenni ci separano.
Questa povera R… Black,(oramai non posso neppure più scrivere il nome per intero) e il suo venerdì mi fanno rimpiangere i bei tempi in cui si imparavano a memoria le poesie…e penso al mio bel Sabato del Villaggio. Allora sì che dei giorni della settimana se ne faceva buon uso. Questo venerdì è più triste di un venerdì santo.
Come lo so???
Ovvio avendo fatto il trentaduemilionesimo e un clic.
Un clic di più, e spero l’ultimo se vi fidate della mia parola.
Volevo vedere e udire con i miei occhi e orecchi per poter dare un giudizio e soprattutto continuare a pensare..di Rebecca ce n’è una et apres moi le deluge!
Ps
mi é venuta un'idea.......e se cambiassi tutto sul mio blog?
potrei mettere una prima pagina in musica...riciclarmi cantante: Rebecca Grey, in onore alla cera della mia gioventù e dal colore dei miei capelli e cantare "un fantastico giovedi'"con buona pace del J.S. autore.
Lascio perdere?
Forse é meglio!
resto con i miei milleecinquecentocinquanta passaggi sul blog e mi accontento.
IF, veramente If
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