Quante primavere: di tanti colori, profumi e suoni.
Fiori e germogli si mescolano a città e paesi.
Primavera! Il pensiero corre lontano: la primavera di Praga, la primavera araba, gli Uffizi con la Primavera "per eccellenza". Primavere rosa, rosso vermiglio, multicolori, primavere danzanti, primavere graffianti, primavere cupe.
Il giardino si è risvegliato e animato con il giallo della forsizia, della maonia, della ginestrella, con il bianco del pruno selvatico e del viburno. Eserciti di margheritine hanno invaso il prato davanti a casa; milioni di piccole corolle che si schiudono al mattino e si ripiegano al tramonto. Nelle retrovie ciocche di violette ammiccano per segnalare la loro presenza. I primi germogli fanno capolino sui rami della vecchia quercia, spoglia, ma ancora per poco. Dai toni di un rosa pallido si passerà a un verdolino tenero fino a che il verde più intenso si imporrà con la maestosità della sua chioma. I raggi del sole di prima mattina illuminano i rami alti del ciliegio rigonfi di gemme affamate di vita: è primavera!
Oggi 21 marzo è arrivata.
Inutile dirmi che l'equinozio si è prodotto ieri sabato 20 marzo alle 9:37 e che quindi da ieri siamo in primavera; per me la primavera arriva sempre e comunque il 21 marzo, come mi aveva insegnato la mia maestra alle elementari, tanti decenni fa, anche se forse quest'anno sarei pronta a fare un'eccezione.
Ammiro l'esplosione della natura con una sensazione di déjà vu, anzi con la certezza di ritrovare tappe conosciute di un cammino noto.
i rami della vecchia quercia sono una costante rassicurante di anni di frequentazione, come vecchi amici che si danno appuntamento: "arrivederci alla prossima primavera!” e da lontano si sorridono quando si scorgono.
Le gemme del ciliegio illuminate da un raggio solare hanno una valenza diversa. Anche loro le conosco da sempre, ma è solo dallo scorso anno che le ho scoperte sotto questa luce del raggio proiettore, apprezzabile solo presto al mattino.
La prospettiva cambia con il passare dei minuti; giochi di luce e giochi d'ombra grazie al sole che filtra tra gli aghi degli alti pini, si insinua tra i rami finché si innalza, li sormonta e invade della sua luminosità senza più distinzione, dilaga, incendia e tutta la natura sale sul palcoscenico.
Tutta la natura è diventata prima donna, secondo ruolo e comparsa di un film che ho visionato una mattina dopo l'altra più di un anno fa, per giorni e giorni.
Il giardino e la collina che lo domina sono diventati il mio regno, il mio mondo incantato, lontano da virus e brutture dell'universo. Una grande riscoperta con una percezione diversa, con l'importanza per ogni piccola cosa per ogni dettaglio.
Contemplazione, attenzione, studio e poi azione per dare vita, per sentirsi in vita: la nuova terrazza ripulita, diserbata a mano, con la terra setacciata sgretolandola tra le dita; il nuovo orto in altezza con il muretto in pietra a contornarlo, le semine e le piantine a dimora; i vasi svuotati e riempiti con tutto quanto trovavo intorno, rinato dopo l'inverno, in attesa di poter fare acquisti floreali. Nuovi spazi ideati e creati e la casetta in cima all'albero per accogliere i nipotini il giorno che avrebbero fatto ritorno a correre nel prato. Il nonno ha come sempre superato se stesso con le sue doti creative e manuali, arrivando pure a creare una scaletta necessaria ai più piccoli per salirvi. Sorrido ricordando che io mi arrampicavo sul mio albero casalingo, un alloro dalle forme contorte che parevano nate apposta per accogliere me e mia sorella come in una poltrona.
La vita da vita, porta vita, "Sempre bella è la vita, ricordatelo" è uno degli ultimi messaggi sms della mia Amica che sapeva che la sua invece stava sfuggendo a passi veloci. Mi era giunto nell’agosto di anni fa.
La piena estate e l’agosto dello scorso anno ha portato invece i due gemellini, più vita di così!
Gemelli sotto il segno del leone e ascendente ariete a quanto pare. Due esserini minuscoli e così diversi: brunetta abbronzata e cicciottella lei, biondino, con gli occhi e la pelle chiara e magrolino lui ed entrambi uniti da un fluido e un sorriso radioso.
Grazie a loro ho superato l’autunno, iniziato il 22 settembre (unica data su cui sono più soft e cool insomma più condiscendente ad accettare che vari anche se di getto direi che l’equinozio è il 23) quando ancora li cullavo nelle mie braccia, dormivo poco e mi beavo perfino delle loro annaffiature naturali al cambio del pannolino.
L’inverno che è poi la mia stagione, entrambi ci festeggiamo il 22 dicembre, (poco importa se il solstizio ha tendenza ad anticipare) ha iniziato a vedermi stanca, stanca della solitudine, della mancanza di vita. Stavo radicando anch’io tra le piante del mio giardino e con la sgradevole sensazione di rinsecchirmi, di sentire la linfa sfuggire. Non ho osato staccare un rametto per verificare che la mia sensazione corrispondesse a realtà.
Le giornate hanno iniziato ad allungare e i vaccini a fare la loro comparsa con uno spiraglio che si apriva pur se lontano.
C.V. tra i primi beneficiari della campagna vaccinale aperta al pubblico non ha cambiato in nulla il suo stile di vita parco di contatti, ma dopo la seconda dose di Comirnaty è diventato meno rigido, tanto da non opporre nessun veto alla venuta dei nipotini versagliesi con la loro mamma, sia pure dopo rigoroso test molecolare, ovviamente negativo.
Una botta di vita di cui non ho preso coscienza immediatamente, ma solo l’indomani della loro partenza dopo una settimana di permanenza con noi.
Ho invitato la mia copine marsigliese che non vedevo da un anno a una passeggiata con pic-nic in collina.
La vita riprendeva il suo corso!
L’indomani mal di testa, dolori muscolari e febbre mi hanno convinta che il Virus per eccellenza aveva finito per venire a rompermi. Ben due test negativi uno rapido e uno molecolare sono stati necessari per cercar di persuadermi che doveva trattarsi di un altro virus o di un batterio entrambi desiderosi di vivere e replicarsi, mostrare che esistevano a loro volta.
Dopo due settimane dalla guarigione sabato 20 marzo ho beneficiato della prima dose del vaccino, in una caserma dei pompieri un po’ decentrata dove tutto dall’inizio alla fine si è svolto con una precisione e una organizzazione rimarchevoli.
L’equinozio di primavera aveva da poco fatto la sua entrata ufficiale ed io rimontavo la manica per offrire il mio braccio alla siringa.
Ho atteso l’indomani per celebrare la primavera, il 21 come sempre, ma per una volta oserei dire che la concomitanza degli eventi potevano farmi fare un’eccezione e riconoscere il 20 come data sostitutiva.
Era arrivata di nuovo la primavera, con la conferma della data della seconda dose a metà aprile, la previsione di una immunità che mi permetteva di proiettarmi nonna in presenza e non più nonna virtuale.
Domani é sempre un'altro giorno ....e dato che ho tardato a pubblicare, il domani 22 é in effetti oggi e la mia Copine avrà diritto agli auguri su questa pagina....faremo un nuovo pic-nic insieme, spero il prima possibile, con tanto di tortina per festeggiare la sua nuova Primavera.
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Che bello 😍 leggo finalmente, fidèle à l’ouest
RépondreSupprimerFidèle à l’Ouest ....ma all’est rispetto a me!😜
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