perché...
... racconto spinta da una brezza leggera
... spiffero in tutto le accezioni del termine
... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum
... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi
... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente
e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me
... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!
... "if" Kipling
... "if" allora "dubito ergo sum"
mardi 5 janvier 2021
AMEN and AWOMAN (atto terzo)
Il mio caffè mattutino in compagnia di Gramellini mi va di traverso e rischia di farmi soffocare…dalle risate.
Il caso del deputato democratico Emanuel Cleaver, che alla riapertura del Congresso degli Stati Uniti, chiude la sua preghiera pubblica invece che con il tradizionale AMEN, con “amen and awoman” è assurdamente ridicolo o troppo esilarante a seconda dell’interpretazione che vogliamo dare all’accaduto.
Gioco di parole per un provocatorio politically correct a sostegno della “par condicio” tra i due sessi?
Sia che il deputato parta dal presupposto che AMEN, derivi dall’inglese A-MEN e per fare pendant gli accosta A-WOMAN oppure che giochi unicamente con il suono prodotto e per questo unisca a un plurare Men un singolare Woman (pur riconoscendogli la sua vera origine aramaica, e conscio che “l’uomo” non ha nulla a che vedere con il significato della parola) le reazioni sono comunque di una risata.
Gialla per la grossolana ignoranza.
Grassa per la battuta buffa in sé e per la situazione in cui è usata…
A mio parere fuori posto!
In ogni caso gli Americani sono regolarmente capaci di sorprendermi e di stupirmi.
Che Emanuel Cleaver, sia poco “clever” come suppone Gramellini e che come pastore (poco importa se metodista) lasci a desiderare o che non sia comunque lo “smart” che il suddetto pastore pensa forse di essere con la sua “uscita progressista” la morale della storia mi pare sempre la stessa.
Il Congresso mi sembra diventato più che mai un palcoscenico.
SHABADABADA’….
….chissà forse il pastore voleva solo farci sorridere e aveva il desiderio di proiettarci l’ultimo atto della trilogia di Claude Lelouch che dopo “Un uomo una donna” del 1966, “Un uomo una donna oggi” del 1986, ha prodotto “I migliori anni della nostra vita” (presentato al festival di Cannes nel maggio 2019).
“I migliori anni della nostra vita” nel 2019. Certo! quando ancora non sapevamo cosa stesse per riservarci il futuro prossimo con il 2020 che ce ne ha fatte vedere di tutti i colori………… SHABADABADA’….
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