perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


samedi 18 septembre 2021

Oliva Oliva


Queste nozze tanto attese or mi mettono lo stress

Tutti attendono il poema, se fallisco son depress…

Nella saga dei Cantoni non mi serve fantasia

loro ispiran facilmente sia Cantoni che Messia.

 

Ma il buon Claudio e la Sonia, non mi danno troppi appigli

Non son tipi da gran sciambola e in testa, han pochi grilli

Sarà dunque un’impresa e una sfida senza pari

ché di spunti e di idee francamente sono avari.

 

E’ oramai trascorso un lustro da quel dì a Martinafranca

ma riecco gli invitati: nuova chiesa, nuova panca.

Per assistere alle nozze del più giovane Cantoni

sono giunti tutti in schiera, i più seri e i più burloni.

 

Mary è ancor in pole position con il cuore che le sbatte,

mentre Alberto per un giorno accantona pure l’arte,

variazioni in “do”di bianco le mettiamo in sordina

oggi il bianco è riservato, solo a Sonia, la sposina

 

Niente quadri surreali e pur’anche aste in berna

per l’entrata degli sposi lasciam stare il buon Maderna.

“Cosa dite di Wolfango?  Si potrebbe utilizzare?”

Mary scalpita e bofonchia meglio Gino sale e mare!

 

……...

 

Mesi e mesi che mi alleno e la rima è ormai stantia

“Forza dai devi comporre!”non dà tregua la Maria.

Canton family è adusa a sentirsi raccontare

sia per nozze, compleanni o viaggi oltremare.

Non accetta dunque Mary che quest’ultimo evento

sia lasciato nel silenzio…..e io dunque ci ritento.

 

Oltre un lustro è ormai passato da quel dì a Martinafranca

quando Claudio svettava lì, davanti alla mia panca

e faceva il testimone per l’Annuccia sua sorella:

Eran tempi più festosi e la vita cool e bella,

senza il virus deflagrante che tante nozze ha rovinato

o nel caso qui presente intralciato e rimandato.

Ci si mette pure il tempo che minaccia acquazzoni

inclemente come il virus, per ben rompere i …..ai Cantoni.

 

Bello lungo il cammino che conduce all’altare

“Certo un loco più vicino lo potevano trovare”.

Ma nell’anno del buon Dante, con Arrigo e lo sgomento

han pensato ch’era il caso di finire a Buonconvento.

 

 

Claudio è aduso alla Toscana che frequenta da bambino

anche se nell’entroterra a dir vero va pochino.

Ma alla costa del Tirreno con la spiaggia superbianca

preferisce il monastero con il chiostro che c’incanta.

Con gli affreschi poi del Sodoma che iniziò il Signorelli

non importa ch’io vi dica quanto loro siano belli.

Ed il nome di Oliveto cade proprio a ciliegina

in omaggio all’Oliva, la futura sua sposina.

 

Ben lontani sono i tempi in cui i giovin fidanzati

sui banchi della scuola, un bel dì s’eran trovati

frequentando poi la Civica, in maniera assai simpatica

lei gli dava un contributo a digerir la matematica.

 

Passa il tempo come un razzo, e la vita vola in fretta

dopo un po’ la Lombardia al nostro Claudio va stretta.

Trova un corso che lo ispira al di là del “manicotto”

questo master fa per lui…. e a studiar si mette sotto.

Nella terra della Queen lui incomincia a radicare

Sonia intanto, sempre italica, in piscina va a nuotare.

Quattro anni sono lunghi a giocare al pendolare

quindi Sonia si decide pure lei ad emigrare.

Studia inglese, pressa il capo, lei non molla un sol momento

ed infine ecco arriva il suo bel trasferimento.

 

Di confronti lei non teme, e neppur la concorrenza

le altre donne Claudio ignora, sol però non sa far senza

della sua rossa duchessa, di cui lui molto si vanta

ma la Deborah è innocua, la sua Duke sette e novanta.

Se con lei parte on the road, Sonia certo non scoraggia:

“Vada pure a farsi i giri, è con me che poi viaggia!”

E tra i fiori del bel loto, ad oriente nel Giappone

dopo tutto questo tempo, lui fa la sua dichiarazione

per procedere alle nozze perché ormai è giunta l’ora

di decidersi a impalmare Olivella, la sua mora.

 

E per darle un bel segnale, in attesa poi del rito

Incomincia ad infilarle un brillante, degno, al dito.

 

 

Tutti in gran preparativi, vai e vieni in Toscana 

per location, test di pranzi in cui Mary assaggia e sgrana

in allegra compagnia con il Guido e con l’Aurelia

provan primi, piatti e dolci, e non certo fan per celia.

Son sfiniti dalle prove questi tre genitori

dopo i pranzi, largo ai trucchi, agli addobbi e ai fiori.

 

In rinforzo è venuta anche Silvia la sorella.

Prende spunto, fa lo schizzo che ripone poi in cartella.

È l’artista di famiglia, lei realizza il tatuaggio

ma per Sonia, sua sorella, crea invece sin da maggio

una grafica sfiziosa ed alquanto inattesa

che potremo rimirare sul libretto della chiesa.

 

A Milano di ritorno si continuano i lavori

e il buon Claudio trascina, mamma Mary ancora fuori.

Lei consiglia su richiesta il suo maschio da abbigliare 

torna a casa sfatta e sfranta, sogna spiagge, sole e mare.

Dalla fida amica Amelia per tre giorni va a sguazzare

Si dimentica le nozze, fa bisboccia  a tutto andare.

 

C’è Martino che l’aspetta, pur se messo in quarantena

dalla nonna stia lontano, scongiuriamo l’anatema.

Sia mai che il nipotino porti a casa l’infezione

e fuori uso metta i nonni dalla gran celebrazione.

 Anche Alberto è in attesa che ritorni la sua sposa

Il ginocchio non lo regge e a casa si riposa.

Il collirio non funziona per la sua congiuntivite,

il suo amico gli consiglia di provare l’acquavite

o di bersi un buon Barolo per stuzzicare l’allegria

e cercar di far l’impasse su ogni nuova malattia.

 

 

Ecco alfin tutti riuniti qui insieme all’abbazia.

Odo tra le tante voci pure quella di Maria.

Lei esperta è  di gorgheggi dopo anni in mezzo al coro

ma stavolta non è il caso di lanciarsi in un assolo.

 

Un fermento, un turbinio, grande festa di famiglia

per gli Oliva è un gran giorno: SPOSA la, lor PRIMA FIGLIA.

Guido e Aurelia emozionati non san su che piede stare

delle danze son provetti ma è ancor presto per ballare.

 

Ed Alberto che le arti sa soltanto ammirare

lui non balla e neppur canta, ma chissà se pensa a un male,

un disturbo, un acciacco o magari un dolorino…..

No Alberto lascia stare le tue gocce e il bugiardino!

 

Oramai è cosa fatta, largo a i festeggiamenti

circondati dagli amici e uno stuolo di parenti

che muniti di green pass sono giunti al monastero

Questa volta il matrimonio celebrato è per davvero!




Stretta e’la foglia lunga la via

Viva gli Oliva, Cantoni e Abbazia

Lunga e’ la via stretta la foglia

di cantar le nozze mi son tolta la voglia

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