Faccio pulizia di una tonnellata di ricevute Visa e Amex
che avevo gettato alla rinfusa in una borsa, al cambio di stagione.
Scopro che quel gennaio avevo acquistato non so quale
lotto di tre sacchi a Castorama e, a febbraio, a Carrefour, choucroute e
gamberoni, ananas e formaggi.
Mentre avevo varcato poco prima la frontiera per andare a
asa e poi
rivarcata per fare ritorno.
Il 12 marzo mi ero approvvigionata di capsule nespresso
in rue Paradis a Marsiglia e a fine mese avevo rinnovato gli occhiali da Bouvet
per 632 euro.
Pensavo di averli cambiati l’estate precedente, ma in
realtà non sono sicura di nulla.
Certa solo di quest’acquisto che immagino fatto per me e
che non può che corrispondere dunque che agli occhiali rossi di Mikli (non so
più se in collaborazione con Starck).
Non ho più cambiato occhiali, solo acquistato un paio da
sole, ma con montatura low cost di Ray ban e lenti basic solo per visione da
lontano.
Pochi giorni dopo un acquisto per un bebè da Gap. Baby
boy mi racconta lo scontrino.
Sicuramente non per Bebezinho ancora da nascere, da comporre, da ideare.
Visita radiologica l’8 aprile a Gardanne, ma il 19 uno
scontrino della coop mi conferma che ero di nuovo a
asa.
A fine maggio una moltitudine di scontrini dell’IDLA, ortopedia Bindi (chissà mai cosa avevo comprato per babbo) , una spesa light alla Conad il 2 giugno, pomodori, mozzarella e basilico per omaggiare la res publica (?) e un mezzo-pieno di benzina il 3…no doubts di dove mi trovassi…a
Cestino tutto, ma non i ricordi e faccio un double check consultando Glob.
Trovo conferme di tutte le mie transumanze
asalinghe
e trans-altrove e trovo un riferimento al 3 giugno.
Non certo al mezzo-pieno di benzina che mi aveva fatto ipotizzare
una partenza. La sera del 3 eravamo a Le Gorette e pochi giorni dopo ero ancora
in Toscana e scoprivo cosa si celasse dietro a “ALLELUIA alleluia questo cielo
si rabbuia”.
Gli scontrini si sono fermati a questa data. Glob ha continuato
con compleanni uno in fila all’altro di giovani futuri trentenni e infine “l’ultima
transumanza”.
Ricordi che riaffiorano, attimi che rivivo, che attendo,
pavento. Destino che non posso cambiare, modificare, solo accettare impotente.
Tutto è gia avvenuto e concluso.
Voglia di andar oltre a questa via crucis dolorosa.
Uno scontrino bianco, sbiadito, decolorato, caduto per
terra lascia la mia fantasia libera di creare e allora lo immagino un biglietto
trans-fluttuante per un viaggio in spazi siderali dove la stella polare mi
indica il nord e mi spinge ad avanzare.
Isso le vele e mollo gli ormeggi, ma tengo i piedi
ancorati a terra.
Buon vento! Un soffio, una brezza, uno spiffero che mi
scompiglia i capelli.
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