perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


jeudi 1 mai 2014

Scatolina parlante...silenziosa



La scatolina parlante é rimasta lì ancora piena, pronta a bloccarsi ogni volta che arriva un messaggio di troppo. Dovrei agire ma oramai non ho più tempo a disposizione. Mi preparo a una nuova transumanza. Scatolina verrà con me e laggiù a quattrocento chilometri oltre la frontiera avrò ben altro da sgombrare che svuotare lei.

Mi sento piena di sacro ardore e furore. Speriamo che il livello di vigore rimanga tale.

Il compito è immane!

Svuotare, liberare e riorganizzare non è un’impresa facile per qualcuno che come me conservava perfino le stagnole dei pacchetti di sigarette…

Ardore, furore e leggerezza, complice una dieta cui mi sottopongo con allegria, disciplina e soddisfazione.

Ho eliminato pane e vino.

Cattolica come sono nelle mie viscere, (e tutto questo sia detto senza nessuna volontà di mancanza di rispetto) è quasi inconcepibile l’idea che io mi sia privata di questi due elementi simbolici e vitali.

Stento a riconoscermi…

Io che mangio pane in antipasto, con la pasta, con il risotto, con la polenta, (solo con la pizza ne faccio a meno) e chiaramente con pesce, uova, verdure….non parliamo poi con le insalate o ancor meglio con i miei adorati ripieni da panino e per finire un ultimo bocconcino a fine pasto…Cosa mai mi è capitato?

È vero però che ne faccio a meno pure con il caffè, li preferisco un cioccolatino nero; ma con il cappuccino che goduria le mie fette di pane ai cereali grigliato e spalmato di marmellata di arance amare che CV confeziona espressamente per i miei dolci risvegli..

Pane ai cereali, con i semi di lino, baguette croccante au levain, à l’ancienne, tradition, au pavot, au sesame,  meravigliosa e succulenta baguette dai mille semi della rue Mouffetard, pain au mais, pita, pain lavash, chapati, paratha, focacce, focaccine,schiacce e pane toscano da accompagnare a prosciutto salato,baccelli e pecorino per omaggiare secondo la tradizione la scampagnata del 1 maggio.

A tutto ciò ho rinunciato, in libera coscienza e ferma determinazione e non solo a questo, pure al vino che in genere bevo come e al posto dell’acqua.

Qualche risultato non stenta a manifestarsi e mi sento meglio, più leggera con i pantaloni che di nuovo si chiudono fino all’ultimo bottone.

Il perché e percome ha radici multiple e lontane, crisi di un passaggio come l’anno dei miei 39 anni in rotta verso i 40, crisi generale, salute, sindromi da pollaio e preoccupazioni varie, ma come diceva la mia Amica in uno dei famosi sms “Sempre bella è la vita. Ricorda!”

Pronta a continuare in allegria, rinunciando con piacere e assumendo qualche minuscolo sgarro con lucida serenità.
 Pronta a transumare.

 Pronta!

Pronta a alleggerirmi ancor più!

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