perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


jeudi 10 avril 2014

SCATOLINA PARLANTE



Dieci centimetri per quattro? Forse anche meno, le dimensioni di questa mini scatolina zeppa di ricordi.

Ce ne sono così tanti che non ve n’entrano più. Alcuni li ho, via via, eliminati per far posto a nuovi, ma ora siamo arrivati veramente a saturazione e prima che tutto esploda lasciandomi un pugno di frasi ridotte al nulla, come una pagina bianca non salvata sul computer, o cenere tra ceneri, ho deciso di deporli su una pagina del mio diario virtuale e non.

Certo sono oramai pochi, pochissimi perché la scatolina è proprio mini e di memoria corta.

Tanti tra loro li conosco a memoria in virtù dell’averli letti e riletti facendo una cernita per decidere chi eliminare. Altri irrimediabilmente distrutti li ricordo comunque e a volte li cerco convinta che siano rimasti tra gli eletti, i sopravvissuti.

Ah questo desiderio di immortalità perpetrato tra e da : le parole, lo scritto, la memoria, l’eco di una voce che si affievolisce sempre più. Desiderio di conservare imperituri avvenimenti, attimi, persone.

Non esistono trasferimenti automatici, non potrò scannerizzare un bel nulla, solo trascrivere una parola dopo l’altra, la data, il mittente.

Chissà se proverò le stesse sensazioni?

Chissà se sullo schermo udirò le voci di chi aveva scritto, nel momento del mio clic e delle parole che rimbalzano nel cervello avvolto tra tante madri che lo proteggono?

Comprata una quindicina di anni fa’, da allora la mia scatolina mi ha sempre accompagnato in tutte le mie transumanze, attivandosi a tutti gli effetti una volta varcata la frontiera.

Prezioso ricettacolo di una scheda regalatami dalla Nyp, che aveva deciso di passare ad altro. Ereditavo così oltre al pregiato (per me) tesserino anche sveglie notturne da parte di chi non conosce orari per comunicare e crede che le 24 ore della giornata siano tutte fruibili per manifestarsi.

Non tutti avevano avuto diritto al nuovo numero della Nyp…ahimé  per me e per loro.

La scatolina è proprio consunta, lisa, sporca. Vorrei pulirla ma temo che a contatto con un po’ di alcool possa sciogliersi e non mi resti in mano più nulla.

 I tasti sono completamente consumati. Di tutte le cifre solo una parte del numero 4 è riconoscibile. SI e NO divenuti invisibili. Rosso e verde di un ipotetico tricolore in pratica non identificabili se non fosse che, conoscendo la posizione del rosso, a destra, riesco a intravedere una linguetta di questo colore. Quanto all’OK del tasto centrale che dovrebbe far sfilare la rubrica, è un puro ricordo di questa specie di castone oramai senza pietra.

Da che parte inizio? E come inizio?

Riproduco i messaggi in ordine cronologico, uno per uno, inanellando le storie che si incrociano?

Li divido per autore?Per famiglia? Per argomento? Per storia?

Inizio intanto a contarli e scopro che sono quasi settanta.

Stento a credere ai miei occhi e ai miei conti. Così tanti? E passandoli in rivista mi convinco che inizierò a raggruppare quelli dell’aprile 2010.

Il mese è il medesimo, il capodanno tailandese si avvicina, le camice rosse sono tornate a far parlare di loro e un anniversario si profila all’orizzonte della settimana.

Mi rituffo nel vortice, nel post caos dei festeggiamenti, nella quiete dopo l’esplosione dei tappi. Dopo un sabato radioso caldo e avviluppante, una domenica in cui volteggiavano fiocchi di neve, sedevamo in sala, Turista fai da te si lasciava contagiare e parlava di anelli di fidanzamento e piano piano tutto rientrava nell’ordine scomposto della vita….

10 aprile 2014: il sole splende radioso come allora ed io inizio con banali auguri, caldi avvolgenti e avviluppanti…e prendo ancora un po’ di tempo prima di scoperchiare la scatola di Pandora dei ricordi e cancellare gli sms ricevuti.


Felice felicissimo anniversario Nyp miei, tra musiche di foglie fruscianti, ghiri squittenti e alberi cadenti nell’oasi di pace del vostro regno verdeggiante.....

....e con tanta dolcezza!!!!

 
 

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