perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


lundi 5 août 2013

Vacanze in tutta sicurezza ?



Con 83 milioni di turisti stranieri in 2012, la Francia si attesta come il primo paese nella classifica di quelli tra i più visitati.
Più visitato, ma non necessariamente il paese in cui si soggiorna più a lungo, a quanto risulta da statistiche che mettono in evidenza l’alto numero di presenze ma anche il ruolo di “passaggio” per poi continuare in altri paesi limitrofi come Spagna e Italia nei quali rimanere più a lungo.
Il caratteraccio dei francesi, la cattiva reputazione della loro accoglienza ( la critica non è mia ma tutta franco-francese, ascoltata a un telegiornale su TF1)sembrano essere considerati una delle cause di soggiorni ridotti in questo paese, ma forse tutto non è ascrivibile alla mancanza di senso dell’ospitalità che viene loro attribuito.
Indiscutibilmente Parigi, la ville lumière, cerca di mostrarsi sotto la luce migliore dopo tante diatribe e polemiche.
 Parigi una delle capitali più ambite come meta dei turisti, con i suoi musei, monumenti, spettacoli, le fragranze tutte francesi che si parli di baguette o di parfums, è anche una meta delle più ambite dai borseggiatori, i pickpockets, contro i quali continui annunci nei metro mettono in guardia.
Pickpockets che agiscono non solo sui mezzi di trasporto cittadini o in provenienza dagli aeroporti dove si possono trovare un numero concentrato di “clienti da depredare”, ma ovviamente anche intorno ai siti turistici più visitati e nell’area di musei, soprattutto al Louvre, veri paesi della cuccagna per rapinatori, imbroglioni e truffatori.
Qualche dubbio sul fatto che i borsaioli siano amanti della cultura, appassionati d’arte e disposti a sovvenzionarla attraverso l’acquisto di biglietti di entrata…. onestamente ce l’ho. Chissà però che, a forza di frequentare il luogo, non diventino capaci di distinguere la Gioconda dalla Vittoria di Samotracia, (attenzione alle mani!) perché è fuori dubbio che la loro presenza non è solo all’esterno sulla spianata della Piramide ma anche all’interno del museo, dove gli svuota-tasche possono accedere per lo più gratuitamente.
Sembra, infatti, che buona parte dei pickpockets siano giovani dell’est, spesso minorenni, che beneficiano d’ingresso gratuito al museo, come tutti i giovani europei di età inferiore ai 26 anni, e che si mescolano ai turisti e agiscono in banda.
Questo è quanto sostengono gli agenti di sorveglianza del Louvre che hanno denunciato violenze, sputi, aggressioni anche nei loro confronti e hanno finito per fare sciopero e bloccare l’accesso al Museo in aprile.
Un giorno di chiusura…..
Come risultato un aumento della sicurezza.davanti alla piramide, potenziata da un maggior numero di agenti di polizia dissuasivi e pronti a intervenire, e all’interno poliziotti della brigata anti criminale in alcune delle sale più frequentate del Louvre.
Come risultato finale poi, una diminuzione notevole delle denunce di furti, conseguenza diretta delle misure di protezione.
“ Sicurezza ” … parola del ministro degli Interni
È di ieri, venerdì 2 agosto, un comunicato del ministro degli interni Manuel Valls per cercare di tranquillizzare i turisti stranieri riguardo alla sicurezza. “Parigi è una città sicura”.
Tutti uniti!... per rendere il soggiorno dei turisti più sicuro possibile.
Venez ici, l’Etat, le gouvernement, la Ville de Paris sont totalement engagés pour que le séjour à Paris soit le plus sûr possible", ha dichiarato ieri il ministro, in visita ai piedi della Tour Eiffel.
Non solo rinforzi di polizia alla Tour, a Notre-Dame, al Sacré-Cœur, al Louvre, al Centre Pompidou, o sugli Champs-Elysées, le zone più turistiche, ma collaborazione anche con i professionisti del turismo, sensibilizzazione con messaggi nelle maggiori lingue straniere e un vademecum “Paris en toute sécurité”, Parigi in tutta sicurezza, creato per i visitatori della ville lumière e a disposizione all’ufficio del Turismo.

Prendo atto che esiste in versione francese per i “provinciali all’assalto della Capitale”, in inglese, in spagnolo, cinese, coreano, giapponese e prossimamente anche in russo e che non esiste né una versione in greco né in latino,  latinorum e neppure in lingua teutonica.
Le riflessioni su queste esclusioni mi fanno riflettere …lingue di turisti troppo poveri, troppo smart, troppo coriacei???
Io, comunque non mi preoccupo, o meglio, mi preoccupo il minimo indispensabile.
 Dopo una rapida occhiata all’opuscolo ho realizzato di aver risposto “giusto” a tutte le ipotetiche domande-consigli, su cosa fare o non fare: dal preferire borsa a tracolla o marsupio allo zainetto, non maneggiare denaro in mezzo alla strada, non lasciare portamonete incustoditi sul tavolo di un bar, infilare il portafoglio nella tasca posteriore dei pantaloni e se prendo un velib, non lasciare nel cestino portapacchi la borsa per tentare satanicamente lo scippatore di turno e … sono giunta alla conclusione di aver perso inutilmente tempo nella lettura.
Cresciuta in provincia e per natura sospettosa e guardinga, ho sempre diffidato della città e dei suoi mezzi di trasporto.
Secoli fa parcheggiavo alla stazione metropolitana di periferia la mia vecchissima Simca verde ramarro, mi avvicinavo alla metro con i soldi per il biglietto contati nella tasca esterna della giacca a vento mentre quelle interne erano già ripiene di documenti, carte di credito e pochi contanti.
Infagottata come un’emigrante, discesa dall’artico, i guanti di lana rigorosamente indossati per nascondere il mio anello, da cui mi riesce difficile separarmi (che comunque non mi sarei fidata a lasciare a casa) e che in ogni caso data la mia tenuta avrebbe finito per essere considerato un’imitazione di paccottiglia, mi lanciavo in quel viaggio tormentone che attraverso le viscere della terra mi faceva riaffiorare in piazza del Duomo…
Galleria, Via Montenapoleone, Via della Spiga …che depressione che mi assaliva! Mi sentivo completamente fuoriposto, decalée, e anche se mi toglievo i guanti non c’era luce che mi facesse rifulgere.
Il mio accattona-style per viaggiare in sicurezza rimbalzava tra pellicce, splendidi cappotti, borse Louis Vuitton, Chanel e vetrine scintillanti e rifletteva un’immagine da farmi fuggire a tutta velocità a ritroso per ritrovare la mia fedele “lucertolona” in attesa.
Con gli anni ho imparato a mitigare. 
Oramai salgo sul TGV per Parigi e viaggio con i bagagli a vista, continuamente sotto controllo...ma con la coda dell’occhio. Mi sposto per la città con il minimo indispensabile nella borsa che tengo ben stretta perché contiene la mia carta magica e l’agendina. I contanti ripiegati, avvolti in un fazzoletto e fatti scivolare sotto la biancheria mi si incollano alla pelle mentre continuo a calzare gli immancabili guanti non di ruvida lana ma di morbido capretto e in una tasca dell’impermeabile ultra light c’è sempre un biglietto pronto ad essere obliterato.
Sempre circospetta ma meno da tuta mimetica.
L’abito non fa la monaca, ma fa la turista, certo che potrei anche travestirmi da suora o più semplicemente drappeggiarmi sotto un burqa, al massimo rischierei un controllo di polizia, cui mi sottoporrei molto rispettosa e repubblicana in maniera ligia!

Il prossimo viaggio in ottobre mi preoccupa un po’ di più, tra favelas e megalopoli come districarsi?
Per una volta sono pronta a rinunciare ai guanti e a separarmi da “lustrino” che vive al mio dito da lunghissimi lustri per non tentare inutilmente i cari-oca o i paulista-ni che sicuramente non si svegliano al fischio di Carmencita o solleticati dall’aroma di Cacao Meravigliao.
Mi preparo a raggiungere il nord di Salvador de Bahia, a un viaggio tra spezie, aromi, cannella, chiodi garofano, profumi e manicaretti alla ricerca di Dona Flor che sono certa si materializzerà facendomi dimenticare di obliterare il biglietto rigorosamente pronto nella tasca del mio impermeabile ultralight.
E con la fantasia, se non altro, non c’è da preoccuparsi di sicurezza!

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