perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


dimanche 11 août 2013

Il DURO MESTIERE di PREMIèRE DAME



Duro il mestiere di premiere dame!
Continuamente sotto i riflettori, bersagliata per quello che fa o che non fa, che si suppone abbia fatto, che farebbe, che fa, dice, che ha fatto o detto.
Duro destino di chi si ritrova in prima pagina tra le celebrità, sia che celebre lo fosse già o che lo sia diventata in ragione delle proprie relazioni e frequentazioni…
Ne sa qualcosa l’ex premiere dame francese, che al palcoscenico, passerelle e riflettori era ben abituata ancor prima di salire la scalinata dell’Eliseo e che di vip, universalmente noti e ancora in auge, ne aveva bazzicati non pochi prima di farsi fotografare accanto all’ex presidente francese, frequentare con lui Eurodisney, sposarlo, dividere con lui il palazzo "reale", dargli la prima erede femmina…
Di nuovo alla ribalta “presidenziale” dopo più di un anno da quando ha disceso la scalinata del palazzo parigino ed è tornata a indossare nuovamente “abiti civili”, per una storia che riguarda il sito internet della sua fondazione.
Un sito costato uno sproposito afferma Rue 89, basandosi sulle dichiarazioni della Corte dei Conti di Parigi in un comunicato del 15 luglio, all’indomani della celebrazione della festa nazionale.
Una data scelta in souvenir della presa della Bastiglia, di Madame Guillottine e delle teste che rotolavano nel paniere, alla ricerca di nuove teste più o meno coronate??
La Corte dei Conti di Parigi ha realizzato un rapporto sulle somme spese a “palazzo” e rilevato tutte le spese internet dell'Eliseo, incluso il sito della carlabrunisarkozy.org costato 330.000 euro nel 2011 e 80.000 euro nel 2012.
410mila euro interamente a carico dello Stato e dunque dei contribuenti, per i quali circola attualmente una petizione perché Madame Sarkozy li faccia “rientrare” sotto forma di donazione ad associazioni caritative, visto che la sua org si vuole in aiuto ai più sfavoriti dalla sorte.
La fondazione Carla Bruni Sarkozy, contattata dal quotidiano Le Figaro sostiene di aver provveduto con le proprie risorse al costo del sito internet creato in 2009 e che alla base di tutto c’è una grande confusione.
Il sito internet avrebbe subito delle profonde modificazioni dal 2011 e 2012, il periodo preso in esame dalla corte dei conti per il suo rapporto.
Durante la presidenza Sarkozy l’indirizzo web di carlabrunisarkozy.org rinviava verso tre diverse entità: la fondazione, le informazioni sulle azioni della première dame e il suo investimento umanitario contro l’AIDS. Le due ultime parti oggi non esistono più e ora carlabrunisarkozy.org dirige solo sulla pagina della fondazione per cui l’analisi che è stata fatta del sito internet, considerato “alquanto semplice” da un punto di vista tecnologico, corrisponde solo a questa parte e non all’originale di quando Madame Sarkozy era première dame.
La fondazione precisa peraltro che i 410 non sono serviti al finanziamento dei propri contenuti web ma a quelli in rapporto con le attività della première dame.
Non entro in merito della diatriba sito-non-sito-dispendioso-in quanto tale, certo però, che considerata la spesa di 410mila euro su un periodo di neppure 18 mesi mi viene da chiedere quanto e perché una première dame debba costare allo stato?
…e continui a costargli da ex-première dame?
Questo rimanda alla polemica dei primi di luglio del volo Air France a NY in prima classe, volo gratuito di cui ha beneficiato l’ex Carlà à l’Elysée e che tanto ha fatto protestare i sindacati della compagnia di bandiera, in un momento di ristrutturazione aziendale, riduzione di personale, ristagno dei salari, economie generali…
Mancanza di decenza ad approfittare del biglietto gratuito “lei che ha i soldi per pagarselo”  ….e privilegi “di amici di amici”sostengono i sindacati in rivolta.
Madame Sarkozy ha in ogni caso beneficiato del “privilegio” di essere la consorte di un ex-presidente della Repubblica e quindi ad aver diritto come lui e i familiari a treni e aerei in prima classe…. tasse aeroportuali incluse?
Madame Sarkozy che invece di aver la decenza di rifiutare la gratuità e pagarsi il biglietto, come avrebbe dovuto fare per buon gusto e savoir vivre, in un momento di tante rinunce per il popolo, mi fa pensare a Marie Antoinette, alle sue brioche e a tutto il resto e al fatto che in fondo, monarchia, impero o repubblica, ci sia sempre bisogno di una testa da far cadere.
Certo che almeno le tasse avrebbe potuto pagarle di tasca sua…ma quando si è reali o regali (poco importa), non si bada a spese, proprio non si vedono neppure!
La Francia repubblicana ha, in ogni caso, un problema con i privilegi, ma dovrebbe ricordarsi che è lei che li ha creati offrendo a ex presidenti e famiglia, e non solo a loro, prerogative varie…
Upgrade per ex-presidenti, ex-ministri dei Trasporti in una semplice “economica”. Per deputati in servizio una carta ferroviaria con tetto di 3000 euro annui e fino a 40 voli tra Parigi e la propria circoscrizione sulla compagnia di bandiera che nel frattempo offre miles che il deputato metterà da parte per utilizzarle al momento opportuno (per lui) ….e così via
A voler ben fare i pignoli si può continuare e analizzare i benefit che Air France offre ai suoi dipendenti ed ex, con biglietti a tariffe di favore al limite dell’assurdo a direttori e ex direttori della Compagnia, ma condizioni agevolate e sconti anche per hostess, steward e lavoratori del gruppo di cui continueranno a beneficiare una volta in pensione… Ma questi forse non rientrano tra i “privilegi” o almeno non tutti, facendo piuttosto parte delle contrattazioni interne e come tutti i benefit costituendo parte integrante dello stipendio.
Da distinguere benefit e privilegi, da capire dove si situi la linea di demarcazione …
Se si vuol chiedere di abolire quelli che sono considerati privilegi e che costano allo Stato, gravano sulle sue finanze anche e soprattutto per un doveroso senso di giustizia mi pare più che legittimo, ma evitiamo le ipocrisie e il ridicolo di imputare colpe a “colpevoli eccellenti”.
Non prendiamo a pretesto la testa di Carla Bruni Sarkozy, il cui capo cadrebbe con regalità nel paniere della Ghigliottina, facciamolo in nome di una giustizia sociale e di Legalità.
Allo Stato di dibattere e decidere sullo statuto di ex – presidente della Repubblica e già che ci siamo di quello di première dame, in servizio.
A chi spetti il titolo e a cosa abbiano diritto l’uno e l’altra.
…e niente canti, gorgheggi o cinguettii !

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