Duro il mestiere di premiere dame!
Continuamente sotto i riflettori, bersagliata per quello
che fa o che non fa, che si suppone abbia fatto, che farebbe, che fa, dice, che
ha fatto o detto.
Duro destino di chi si ritrova in prima pagina tra le
celebrità, sia che celebre lo fosse già o che lo sia diventata in ragione delle
proprie relazioni e frequentazioni…
Ne sa qualcosa l’ex premiere dame francese, che al
palcoscenico, passerelle e riflettori era ben abituata ancor prima di salire la
scalinata dell’Eliseo e che di vip, universalmente noti e ancora in auge, ne
aveva bazzicati non pochi prima di farsi fotografare accanto all’ex presidente
francese, frequentare con lui Eurodisney, sposarlo, dividere con lui il palazzo "reale",
dargli la prima erede femmina…
Di nuovo alla ribalta “presidenziale” dopo più di un anno
da quando ha disceso la scalinata del palazzo parigino ed è tornata a indossare
nuovamente “abiti civili”, per una storia che riguarda il sito internet della
sua fondazione.
Un sito costato uno sproposito afferma Rue 89, basandosi
sulle dichiarazioni della Corte dei Conti di Parigi in un comunicato del 15
luglio, all’indomani della celebrazione della festa nazionale.
Una data scelta in souvenir della presa della Bastiglia, di
Madame Guillottine e delle teste che
rotolavano nel paniere, alla ricerca di nuove teste più o meno coronate??
La Corte dei Conti di Parigi ha realizzato un rapporto sulle
somme spese a “palazzo” e rilevato tutte le spese internet dell'Eliseo, incluso
il sito della carlabrunisarkozy.org costato
330.000 euro nel 2011 e 80.000 euro nel 2012.
410mila euro interamente a carico dello Stato e dunque
dei contribuenti, per i quali circola attualmente una petizione perché Madame
Sarkozy li faccia “rientrare” sotto forma di donazione ad associazioni
caritative, visto che la sua org si vuole in aiuto ai più sfavoriti dalla sorte.
La fondazione Carla Bruni Sarkozy, contattata dal
quotidiano Le Figaro sostiene di aver provveduto con le proprie risorse al
costo del sito internet creato in 2009 e che alla base di tutto c’è una grande
confusione.
Il sito internet avrebbe subito delle profonde
modificazioni dal 2011 e 2012, il periodo preso in esame dalla corte dei conti
per il suo rapporto.
Durante la presidenza Sarkozy l’indirizzo web di
carlabrunisarkozy.org rinviava verso tre diverse entità: la fondazione, le
informazioni sulle azioni della première dame e il suo investimento umanitario
contro l’AIDS. Le due ultime parti oggi non esistono più e ora carlabrunisarkozy.org
dirige solo sulla pagina della fondazione per cui l’analisi che è stata fatta
del sito internet, considerato “alquanto semplice” da un punto di vista
tecnologico, corrisponde solo a questa parte e non all’originale di quando
Madame Sarkozy era première dame.
La fondazione precisa peraltro che i 410 non sono serviti
al finanziamento dei propri contenuti web ma a quelli in rapporto con le
attività della première dame.
Non entro in merito della diatriba
sito-non-sito-dispendioso-in quanto tale, certo però, che considerata la spesa
di 410mila euro su un periodo di neppure 18 mesi mi viene da chiedere quanto e
perché una première dame debba costare allo stato?
…e continui a costargli da ex-première dame?
Questo rimanda alla polemica dei primi di luglio del volo
Air France a NY in prima classe, volo gratuito di cui ha beneficiato l’ex Carlà à l’Elysée e che tanto ha
fatto protestare i sindacati della compagnia di bandiera, in un momento di
ristrutturazione aziendale, riduzione di personale, ristagno dei salari,
economie generali…
Mancanza di decenza ad approfittare del biglietto
gratuito “lei che ha i soldi per pagarselo” ….e privilegi “di amici di amici”sostengono i
sindacati in rivolta.
Madame Sarkozy ha in ogni caso beneficiato del “privilegio”
di essere la consorte di un ex-presidente della Repubblica e quindi ad aver
diritto come lui e i familiari a treni e aerei in prima classe…. tasse
aeroportuali incluse?
Madame Sarkozy che invece di aver la decenza di rifiutare
la gratuità e pagarsi il biglietto, come avrebbe dovuto fare per buon gusto e savoir vivre, in un momento di tante
rinunce per il popolo, mi fa pensare a Marie Antoinette, alle sue brioche e a
tutto il resto e al fatto che in fondo, monarchia, impero o repubblica, ci sia
sempre bisogno di una testa da far cadere.
Certo che almeno le tasse avrebbe potuto pagarle di tasca
sua…ma quando si è reali o regali (poco importa), non si bada a spese, proprio
non si vedono neppure!
La Francia repubblicana ha, in ogni caso, un problema con
i privilegi, ma dovrebbe ricordarsi che è lei che li ha creati offrendo a ex
presidenti e famiglia, e non solo a loro, prerogative varie…
Upgrade per ex-presidenti, ex-ministri dei Trasporti in
una semplice “economica”. Per deputati in servizio una carta ferroviaria con
tetto di 3000 euro annui e fino a 40 voli tra Parigi e la propria
circoscrizione sulla compagnia di bandiera che nel frattempo offre miles che il
deputato metterà da parte per utilizzarle al momento opportuno (per lui) ….e
così via
A voler ben fare i pignoli si può continuare e analizzare
i benefit che Air France offre ai suoi dipendenti ed ex, con biglietti a
tariffe di favore al limite dell’assurdo a direttori e ex direttori della
Compagnia, ma condizioni agevolate e sconti anche per hostess, steward e
lavoratori del gruppo di cui continueranno a beneficiare una volta in pensione…
Ma questi forse non rientrano tra i “privilegi” o almeno non tutti, facendo
piuttosto parte delle contrattazioni interne e come tutti i benefit costituendo
parte integrante dello stipendio.
Da distinguere benefit e privilegi, da capire dove si
situi la linea di demarcazione …
Se si vuol chiedere di abolire quelli che sono
considerati privilegi e che costano allo Stato, gravano sulle sue finanze anche
e soprattutto per un doveroso senso di giustizia mi pare più che legittimo, ma
evitiamo le ipocrisie e il ridicolo di imputare colpe a “colpevoli eccellenti”.
Non prendiamo a pretesto la testa di Carla Bruni Sarkozy,
il cui capo cadrebbe con regalità nel paniere della Ghigliottina, facciamolo in
nome di una giustizia sociale e di Legalità.
Allo Stato di dibattere e decidere sullo statuto di ex
– presidente della Repubblica e già che ci siamo di quello di première dame, in
servizio.
A chi spetti il titolo e a cosa abbiano diritto l’uno e
l’altra.
…e niente canti, gorgheggi o cinguettii !
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