Tosca:
un nome di cui mi sono appropriata semi-indebitamente.
“Stonata come una campana”, espressione di cui ricerco l’origine e non il senso che mi è chiarissimo (…- il riferimento alla campana nasce perché il suo suono soprattutto se vicino risulta fastidioso e poco melodioso, perché prolungato e forte- mi illumina internet, ignorandone il lato festoso, squillante, argentino…senza ulteriori aggiunte che rendano l’espressione meno piatta e più avvincente, interessante, intrigante), riprendo dunque:
“Stonata come una campana”, lo pseudo di Tosca, di pucciniana memoria, mi suona come un’usurpazione.
Ma, “un po’per celia un po’ per non morire (di vergogna) al primo…”scontro con il pubblico di lettori, questo pseudo trovo mi calzi a meraviglia.
Ecco germogliare Tosca (non di nome ma di fatto o ancor meglio di misfatto).
Un bel clin d’œil alla Tosca-Callas diretta da Victor de Sabata alla scala di Milano, tanto per cominciare.
Anno mitico!
Nel significato dell’aggettivo, il “tosca” mi suona invece assolutamente pertinente (tanto quanto il precedente era impertinente) e assolutamente legittimo.
“Siede la terra dove nata fui, sulla marina dove il Cecina discende”, illegittima è solo l’appropriazione rivista e corretta della frase del canto quinto dell’inferno.
Spero che il conterraneo Alighieri non me ne vorrà di questo plagio, che difficilmente potrei vendere come farina del mio sacco, neppure se fosse farina di Ceci.
Certo Alighieri, Puccini, cosi come Malvaldi o Gatti Mezzi (di cui parlavo e scrivevo in tempi passati o Vichi (di cui non ho ancora scritto ma leggo attualmente) … cosa posso farci se provengono tutti dalla mia tosca terra?
Spero che nessuno si offuscherà dell’accostamento sacro-profano di questi autori e compositori che in ogni caso mi garbano molto, aldilà dai loro generi letterali o musicali e dalla loro provenienza.
Sono una “open mind” e spazio a largo raggio, viaggio in rete e ci soggiorno ma non mi lascio imprigionare dal net, soprattutto con il mio vero nome, rischierei una sorta di mise en abyme, una rete irretita, Tosca, rischia molto meno.
La mia prof bienaimée lo ha adottato, rendendomelo ancor più caro e familiare.
Lei ci aggiunge spesso aggettivi valorizzanti e, a mio dire, esagerati e immeritati, ma la lascio fare o per essere più precisi dire.
Non sta bene contraddire una prof!
Per anni ho sperato di assistere ad una rappresentazione di Tosca pregustandola e canticchiando (rigorosamente stonatamente) “E lucean le stelle”, una delle mie arie predilette.
(Le stelle mi affascinano e fanno parte delle mie “magie”, le dispenso sotto forma di star dust oppure in occasione di grande necessità invio “la Stellina”, la mia magic star, che in caso di successo si prende tutti i meriti; in caso di fiasco la colpa ricade invece ovviamente sul destinatario che non ne ha fatto buon uso, non le ha dato troppo credito, non la ha ben attaccata dietro l’orecchio. Lei è infallibile: è una emanazione dell’amor materno. Digressione per sostenere la mia tesi di legittimità)
Finalmente l’arena di Verona mi attende.
Di ritorno da una vacanza in Austria ci fermiamo a Verona dalla mia amica di matita-biro-tastiera (nell’evoluzione temporale) che mi attende con due biglietti per una soirée Tosca.
C.V. beneficia del secondo biglietto e non smette di sbuffare per tutto il tempo della rappresentazione.
D’accordo che lui non ama particolarmente le opere, a parte quelle firmate Mozart, e che la sua considerazione di Puccini non è il massimo; sapendo però quanto a me piaccia e come godessi della rappresentazione, speravo si contenesse.
E finalmente Le stelle “brillano” e la terra “profuma”.
Mi lascio cullare dalla romanza, mentre C.V. al limite della sopportazione tende l’orecchio per identificare il rombo del tuono che si avvicina, speranzoso, molto speranzoso.
Grande delusione (per lui) perché il temporale tarda a scoppiare e soprattutto perché l’auditorio reclama il bis e le Stelle tornano a risplendere.
Quante stelle brillano nel firmamento!
Quante stelle anche sotto il sole o le nuvole.
La nostra Star casalinga, l’atleta mezza-maratoneta ha brillato a Roma e la sua prestazione che ho raccontato sui miei blog in forma ufficiale e anche in forma più ufficiosa mi ha dato l’idea di allargarne la diffusione, e ospitata sul net da Altritaliani, Tosca è ritornata ad apparire.
Tosca non di nome, ma di fatto e soprattutto di misfatto.
Parole stupende come sempre
RépondreSupprimer...e non ho amato mai...tanto la vita...!
RépondreSupprimer……tanto la vita!
RépondreSupprimerBrillante come le tue stelle 🌟
RépondreSupprimerL'anonyme vauclusiana è di ritorno per la Grande Tosca che si merita ampiamente quest'aggettivo come lo dimostra ancora una volta il suo billet toscopucciniano, luccocecinese!! Arene di Verona... che bel ricordo con Babbo e Mamma... Non vidi Tosca ma Aida pero' non fino alla fine dato che Mamma era preoccupatissima per la sua Miette lasciata in macchina.... E poi e poi, nelle Arene hanno suonato i miei Romani adorati....
RépondreSupprimerE ora con la mia prof bien-aimée la boucle est bouclée.
RépondreSupprimerAnche se tu non avessi dispensato tanti indizi avrei saputo che l’ennesima Anonyme eri tu. Who else?
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