perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mercredi 11 novembre 2020

November 11

I colori dell’autunno iniziano a smorzarsi man mano che le foglie cadono; tra i verdi degli aghiformi, si infiammano le ultime foglie del ciliegio e spiccano i gialli aranciati delle querce.

Immagini che rimandano ad altri autunni ad altri alberi ad altri paesi.

Esistono foto a testimonianza e a sostegno dei miei ricordi ma non ho bisogno di aprire l’album di famiglia per sovvenirmi di alcuni di loro, momenti Storici con la S e con la s.

Penso al grande albero sorridente dalla chioma gialla e foltissima in posa con accanto le nonne venute a trovarci ad Aston in Pennsylvania.

Entrambe già nonne di due nipotini (un maschietto e una femminuccia per ognuna di loro) ma non per merito nostro.

A quella data non avevamo ancora prodotto la nostra creazione. 

 

Era un mite novembre e mi sovvengo ancora del lungo periplo a Filadelfia in un solatio week end di inizio mese.

Ho solo il dubbio se il giorno preciso fosse il sabato 8 o la domenica 9.

La memoria mi parlerebbe di domenica, la passione per le cifre mi fa pensare ad un 8. La combinazione è impossibile e mi rimane dunque il dubbio circa la data esatta.

La bilancia propende però dalla parte della domenica.

Mi rivedo ancora in una foto che è sparita dall’album con indosso un paio di pantaloni color cammello e un pullover blu, camminare con un passo deciso.

Sugli abiti non ho dubbi: quelli color cammello erano gli unici pantaloni che possedevo, di un peso medio tanto da poterli utilizzare dalla primavera all’autunno, prima dell’arrivo dei rigori invernali. 

La pancia vi era cresciuta dentro, contenuta da una specie di rete estensibile che la avviluppava.

Anche il maglione era l’unico modello prémaman che possedessi, ma data la stagione centrale della mia gravidanza non me ne erano serviti molti.

Così abbigliata avevo camminato per diverse ore in un giro turistico a beneficio delle nonne sfidando la mia tenuta stagna, visto che eravamo già arrivati alla “due date” prevista per il giorno 8.

 

Pochi giorni prima, il martedì 4 avevano avuto luogo le 49esime elezioni presidenziali americane e il repubblicano Ronald aveva largamente battuto l’allora presidente in carica, il democratico Jimmy che si era ripresentato per un nuovo quadriennio.

Io ero là, sul suolo americano, in uno degli stati che considerato il numero dei grandi elettori, sono ritenuti chiave per la vittoria.

Ero là “sur place”e non ho il minimo souvenir di tale evento.

Non ho il più pallido ricordo che il martedì 4 gli Americani erano andati alle urne.

Quelle elezioni le ho ricostruite dopo a posteriori e le ho inserite nel mio microcosmo e ora ne fanno parte integrante.

In compenso mi ricordo benissimo la passeggiata della domenica (più ci penso e più mi convinco che fosse avvenuta di domenica), la stanchezza dell’indomani lunedì, dei primi doloretti nel pomeriggio, divenuti più forti, più frequenti, più cadenzati verso sera.

L’ammissione in tarda serata al Riddle Memorial Hospital tra le risate (di breve durata) perché mi avevano obbligata ad entrare non con le mie gambe, che funzionavano benissimo, ma sulle ruote di una carrozzina.

Fosse mai che scivolassi sulla buccia di banana e chiedessi i danni!

Una vera première

(la sedia a rotelle ovviamente, bucce di banane non hanno mai incrociato il mio cammino.)

…9, 10 e poi il fantastico martedì 11 novembre quando prima delle 3 del mattino, dopo aver protestato, sacramentato e quant’altro avevo infine scoperto cosa racchiudeva il mio uovo, poco pasquale.

Ero diventata mamma di una little girl e le nonne erano entrambe passate da quota 2 a quota 3, sempre in pareggio.

 

Le elezioni di quest’anno penso che le ricorderò.

Martedì 3 novembre hanno avuto luogo le 59esime elezioni presidenziali americane.

Difficile dimenticare un Donald versus Joe, un Donald che non molla e non accetta di essere considerato perdente, un Donald …tout court.

E come potrò dimenticare lunedì 9?

L’annuncio di Pfizer per il vaccino anti Covid e due dei miei figli che traslocano in questa data: la primogenita, a ben meno di un chilometro, stocca le sue masserizie in una casa cantiere, il secondogenito, a undicimila chilometri, le stocca in un deposito in attesa di farle arrivare alla sua destinazione finale.

La terzogenita per non essere da meno o per essere in sintonia con i fratelli fa realizzare preventivi per il suo prossimo trasloco ma non credo che per lei questo 9 novembre sia una data decisiva. 

Se ne riparlerà più o meno tra un mese.

 

Il mio biglietto di auguri è arrivato a Versailles, già da qualche giorno in un plico contente una lettera pre-compleanno e un

biglietto home made che racchiude a sua volta una busta contenente il regalo virtuale, in tono con l’air du temps.

La destinataria vedendo il francobollo di tipo augurale non ha osato aprire, finché non le ho spiegato che avevo preso tutte le precauzioni del caso e che poteva rompere i sigilli e seguire le istruzioni.

Il 10 ha così rotto gli indugi e letto la lettera che temo abbia ottenuto un risultato diverso dal mio intento mentre i fratelli hanno spedito indizi per il loro augurio dell’indomani.

Eccoci a un nuovo 11, tiepido e solatio, degna giornata da estate di “San Martino” o per una più laica “indian summer”.

Per me in ogni caso prima di tutto il compleanno di mia figlia.

Quest’anno cade il suo quarantesimo che mi guarderò ben di commentare con un “Cento di questi giorni!”.
Di 100 bastano già gli scatoloni da svuotare.

Happy Birth-day my Girl!

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