perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


samedi 18 juin 2016

....un nuovo "appel du 18 juin"

Ennesimo 18 giugno da festeggiare.
Rien a voir con l'appello di radio Londra di 76 anni fa.
Neppure il nome è lo stesso; la voce era quella di un Charles, io parlo invece di un Max.
Un Max che 34 anni fa stava per nascere.
34 anni fa, minuto più, minuto meno, traversava le acque del Ticino (mentre le mie si erano rotte) per raggiungere la clinica novarese, dove il mio ginecologo non ci aspettava: era partito infatti per un lungo fine settimana di congresso dopo aver decretato che questa nuova nascita non sarebbe giunta prima della settimana seguente.
Ipse dixit e l'altro Ipse smentivit.....
Il bagnaticcio delle 7e 40 mi aveva svegliato insieme a dolori riconoscibili e pressata in auto con futuro nuovo padre e primogenita di 19 mesi, che si sarebbe goduta un week end dai nonni con supporto paterno.
Ricordo il ponte sul fiume, i sobbalzi in auto, la maniglia a cui mi attaccavo mentre prendevo il tempo e contavo durata, pause e mi auguravo di non trovar traffico, intoppi, passaggi a livello chiusi ....
Cadenza di 15, 10, 5 minuti.....
La nonna che chiedeva cosa dare da mangiare alla nipotina affidata alle sue cure fu l'ultimo ritardo.
Che le desse cosa voleva, onestamente avevo altre premure che dettagliare un menù che naturalmente articolai declinando..... "semolino e prosciutto cotto".
La clinica, il letto, la poca attesa e meno di due ore dopo essere entrata questo nuovo figlio.
L'uovo di pasqua tardiva di era schiuso svelando la sua sorpresa.
Avevamo ingiunto il silenzio stampa al nostro amico radiologo che si era tenuto ben stretto per sé il risultato dell'ecografia. Non ci interessava sapere in anticipo, se sarebbe nata una nuova femminuccia o un maschietto, in ogni caso non a me che amo le sorprese e prendere il tempo di scartare con cura i regali.....e i nomi tanto erano già pronti.
Il suo in ogni caso era già pronto fin dai tempi della gravidanza precedente: sarebbe stato un Max come il padre.
....et Max fuit et est ( anche se est molto ad ovest)
Il resto è cronaca già raccontata, le giornate bollenti e canicolari, il sistema di climatizzazione della clinica fuori uso ( cui attribuisco il sistema di regolazione della temperatura del mio neonato andato in tilt), il caldo assassino che continuava ad imperversare una volta tornati a casa (tanto che finimmo per istallare un sistema rudimentale di aria condizionata in camera, dove vivevo praticamente confinata con i due bimbetti) e beninteso i mondiali di calcio.
Gloriosi e maledetti mondiali del 1982, con le sarabande notturne ad ogni partita vinta.
Souvenir che mi interpellano....un buon auspicio per questo Euro?
Sarebbe carino vincerlo e ancor più quest'anno in suolo francese....
Chissà però se Charles ne sarebbe contento!
Resisteranno i french?

Io intanto invio il mio appello materno al mio secondogenito:
Gli auguri più....solari, teneri, unici, vivificanti, zen per questo nuovo anno che inizia per lui!
Un anno al MAX!



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