perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


lundi 13 juillet 2015

SORDI -NA

Una famigliola ci precede sul sentiero che conduce alla chiesetta del mio monastero.
All'occhio di falco di "Erode" non sono sfuggite le gambette di due bambini.
Paventando già la perturbazione della funzione religiosa pensa con nostalgia alla strage degli innocenti.
Schivando le fronde dei lecci, del fico carico di frutti immangiabili, di ginestre sfiorite arriviamo a varcare la soglia e ci sediamo nell'ultima fila tra la porta e la finestra spalancata.
I due bambini sono seduti in file separate, uno nella prima, l'altra nella seconda, davanti ai genitori, in terza fila.
I due si guardano intorno, volgono lo sguardo da martire, incerti sul come procedere .
Le monache inginocchiate attendono il "la" per rialzarsi.
Regna un silenzio irreale e totale.
In nomine Patris".....
la messa non é in latino, ma neppure in italiano e per salvarne l'universalità ripristino vecchi messali virtuali.
Sono ancora in fase "contemplativa" e adocchio una bimbettina, che avrà a fatica due anni incastrata tra le sedie dei suoi genitori, seduti accanto agli altri genitori già avvistati.
L'occhio incendiario di "Erode" é pronto a rodere, erodere, corrodere i tre incauti fanciulli che ancora tacciono.
Per poco.....
La piccolina non so cosa borbotti. Messa a tacere dalla madre, che la spedisce fuori sul sagrato campestre si mette a contare sassolini, formiche e fili d'erba ...
Pax nobiscum???
Macché!
E il coro inizia, si innalza in un crescendo e per tutta la durata delle letture, vangelo, omelia non ci da requie.
Non capisco nulla e fatico a seguire.
Mi perdo nel brusio e nella predica monotona di un prete ospite in visita che ha il privilegio del sermone.
Credo, Consacrazione, Eucarestia ....
" Seigneur je ne suis pas digne de te recevoir, mais dis seulement une parole et....."
...lei sarà zittita!
E il miracolo avviene....
…per tutta la durata della Comunione, la cicala malefica infine tace.
Rimane in sordina, in lontananza il frinire di altre compagne, ma quella che per tutto il periodo della celebrazione ha impazzato prende un attimo di riposo e da pace alle mie povere orecchie ipersollecitate.
I tre “angioletti”, in fila con i genitori si avvicinano ai sacerdoti per comunicare o a seconda dell’età per una semplice benedizione.
Finalmente anche i due più grandi possono raggiungere sul sagrato la piccolina che è di nuovo uscita, sempre silenziosi, senza proferir parola, mentre la cicala riprende il suo concertino.
Nonostante il fragore non riesce a coprire le due stecche del flauto del fraticello e delle suorine, che non sfuggono all’orecchio di Alberto, che come sordo e malato d’orecchi, da prova di miracolato….
Ite Missa est…..
Andiamo.
Ripercorriamo a ritroso il sentiero e penso con nostalgia alla mia fionda di bambina.
La consiglierò a Erode o meglio a Sansone, per una prossima domenica, in caso la Cicala Golia sia ancora presente...



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