Meno male che forte del
mio « dubito ergo sum » nonché del mio dimenticare, mi rileggo.
Eviterò così:
1)Di ripetere le stesse storie, dimentica di
averle già narrate.
2)I rimproveri di Pamela,
la fille au chapeau, che si deprime ai
miei racconti nostalgici e reclama “something fun”.
e
Nessuno potrà
recriminare, tacciarmi di fedifraga.
Traditrice e spergiura
giammai!
Ho promesso che
quest’anno, a questo compleanno avrei fatto ridere e non mancherò alla promessa
data in risposta a un messaggino…
Queste le promesse e premesse di giorni e giorni fa
quando ho iniziato a preparare i miei auguri che quest’anno avevo deciso di
confezionare e formulare in maniera completamente diversa.
Un messaggino su Glob, però in ogni caso, non sarebbe
potuto mancare e per questo avevo iniziato a rileggermi negli auguri degli
ultimi tre anni, per evitare repliche.
Tre 18 giugno di ricordi similari.
Prima, durante e dopo l’avvenuto connubio.
Tre compleanni susseguenti, con sfondi e souvenir di
bandiere colorate, tricolori sventolanti, match di-rompenti.
Tra ricordi lontanissimi di una Coppa del mondo per la
terza stella nel 1982, i meno lontani di un comunque riesumato Euro 2008 (con la
cena da Lipp ma rien à voir avec Lippi),
i contemporanei di quello 2012, gli attualissimi (per me in questo momento che
scrivo)della appena iniziata Coppa del mondo brasilera, (mancherebbe giusto, per
far pendant, ricordare i mondiali 2006, il video urlante di un quasi incredulo
“andiamo a Berlinoooo”, il match France –Italie, la quarta star per l’Italia)….
ecco che mi sono rimessa all’opera.
E di nuovo la panne,
la pagina bianca….
Cosa racconto di divertente per fare gli auguri? cosa
racconto tout court ?
Forse è meglio se taccio e faccio l’impasse, meglio per
tutti.
Per chi non legge i miei auguri, chi li legge, chi lo fa
di straforo, chi si intristisce, per me che mi intristisco sempre e comunque, e
sogno anch’io un match con tanto di scontro finale, stufa di fare però da
materasso…
e se zinedinassi io pure?
L’idea perfida mi fa sorridere e mi mette ilarità.
Ma il black out continua ed eccoci giunti al fatidico 18
giugno a meno di cinque ore oramai da quella ufficiale di nascita di Desaparecido.
Triste giornatuccia marcata da una pioggerella, che fa il
bene solo dei miei germogli e del pratino, già sofferente nonostante
l’irrigazione meccanica notturna per le afosissime giornate di un inatteso e
improvviso caldo della scorsa settimana.
Scorro la pagina web di google news a caccia di notizie
che mi ispirino, ma né i progressi della
scienza che a partire di una macchiolina di sangue, grazie a strumenti
sofisticati, hanno permesso di ricostruire un DNA killer e con paralleli
prelievi a tappeto dargli un volto, né l’idea di “un premier di moda e alla
moda” per i 60 anni di moda a Pitti
mi scuotono dal torpore.
Benzinai: domani
sciopero e blocco delle carte bancomat dal 22 al 28 giugno.
Ecco ! dopo lo sciopero della SNCF (siamo già all’ottava
giornata) ora i miei spostamenti saranno perturbati oltre che dai ferrovieri
francesi, anche dai benzinai italiani. Transumo dopo il primo di’ di sciopero e
non so cosa mi aspetterà né a cosa servirà il mio rettangolino CB.
Laggiù in terra di Mondiali, lo sciopero della
metropolitana di São Paulo, megalopoli di venti milioni di abitanti, è stato
sospeso praticamente alla vigilia del colpo di fischietto di Brasile –Croazia,
match di un 3 a 1
Speriamo che non riprenda stamani dopo
Brasile Mexico 0 a 0.
Caccia al tema
di maturità, oggi la prova di italiano.
In Francia il BAC ha preso il via lunedì con la
dissertazione filosofica.
Già i primi tweet, sfidando il divieto di far trapelare i
titoli durante la prima ora di prova, cinguettavano:
Bac L
1er sujet : « Les
œuvres éduquent-elles notre perception ? »
2e sujet : « Doit-on
tout faire pour être heureux ? »
Bac ES
Bac ES
1er sujet « Suffit-il
d' avoir le choix pour être libre ? »
2e sujet : « Pourquoi chercher
à se connaitre soi-même ? ».
Mi interrogo con le solite domande retoriche, cui grazie a Dio non sono obbligata a dare risposte…. O almeno non le devo dare in quattro ore e su un foglio da riconsegnare.
Mi interrogo con le solite domande retoriche, cui grazie a Dio non sono obbligata a dare risposte…. O almeno non le devo dare in quattro ore e su un foglio da riconsegnare.
Dovrei magari darle a me stessa, ma grazie a una forma di
condiscendenza e di pietismo mi offro i tempi supplementari.
Ricerco per una visione completa i soggetti del Bac S,
solo per costatare che la solfa cambia ben poco:
“L’artiste
est il maître de son œuvre?” oppure « Vivons nous pour être
heureux ? »
Con dei titoli così ho l’impressione che l’unica via di
scampo sia il suicidio !
Unica alternativa, rimanere, non dico analfabeti, ma
anabacchici.
Rien à voir con
l’anarchia o con il dio Bacco, solo un misero diploma in meno , in tasca!
Desaparecido il suo Bac lo ha “empoché” nel senso letterale di messo in tasca oramai 14 anni fa, mentre sullo sfondo o forse in primo piano si giocava l’undicesima edizione dell’Euro 2000 e lui dribblava sul campo di calcio di IBS.
Desaparecido il suo Bac lo ha “empoché” nel senso letterale di messo in tasca oramai 14 anni fa, mentre sullo sfondo o forse in primo piano si giocava l’undicesima edizione dell’Euro 2000 e lui dribblava sul campo di calcio di IBS.
Vuoi mettere uno scontro tra titani europei(o di semplici compagni di scuola) contro un
diploma di maturità?
Appunto la maturità, chissà dove stava quella dell’allora
quasi diciottenne che un 14 giugno aveva iniziato gli esami con la terribile
prova filosofica, e risposto a una delle diaboliche domande poste dai tre
titoli:
-L'art modifie-t-il notre rapport à la réalité?
-Les sciences humaines pensent-elles l'homme comme un être prévisible?
-Dégagez l'intérêt philosophique d'un texte de Rousseau sur l'amour et sur la différence entre le simple penchant instinctif et le véritable amour qui vient du cœur et de la raison.
-L'art modifie-t-il notre rapport à la réalité?
-Les sciences humaines pensent-elles l'homme comme un être prévisible?
-Dégagez l'intérêt philosophique d'un texte de Rousseau sur l'amour et sur la différence entre le simple penchant instinctif et le véritable amour qui vient du cœur et de la raison.
Chissà quale aveva scelto ?
Chissà se, se ne ricorda ?
Chi sa?
Non io!
Io però del mio tema di maturità me ne ricordo eccome, mi
ha hanté , perseguitandomi per
decenni, mi ha persino ispirato un testo che è finito a riempire una pagina di
Glob, un testo rivelatore del mio rapporto con la scrittura.
Sempre a quell’estate del lontano 1972 risale la mia
abitudine di seguire i match di calcio a scala internazionale.
Del calcio non me ne importava assolutamente nulla ai
tempi, come in fondo tutt’ora, e le partite di foot mi davano allergia. Una
noia senza pari. Ora però mi appassionano già di più.
Mi spacciavo per interista solo per darmi un contegno,
nella famiglia della mia amica dove ognuno tifava per una squadra,
accalorandosi le domeniche durante il campionato invernale e correndo con lo
sguardo dietro a uno stupido pallone mentre in contemporanea noi giocavamo a
tre-sette (molto più divertente).
Avevo prescelto a caso l’Inter di Sandro Mazzola, chissà
se per una preferenza cromatica, all’epoca giuravo solo sul colore blu, oppure
affascinata dai baffetti, un must
della mia vita (tanto che ora mi mancano quelli di CV, anche se tutti dicono
che la rasatura gli giovi e lo ringiovanisca, mentre io devo contentarmi
unicamente dei miei di cui farei, invece, volentieri a meno!)…
…oppure tertium
datur, premonizione di una mia vita futura in cui l’Internazionale (non di
Lenin) avrebbe giocato un ruolo non indifferente?
Seduta sul divanetto giallino senape definito così per
nobilitarlo(l’alternativa cromatica sarebbe meno decorosa) nel corridoio al
primo piano davanti alla televisione, anzi là stravaccata, cercavo distrazione
in tempo di esami.
Ogni occasione era buona per sfuggire la scrivania, ma
impedendomi di uscire di casa per potermi presentare davanti alla commissione della
maturità, cadaverica, a riprova delle ore trascorse sui libri, le distrazioni purtroppo
non erano molte.
Di leggere neppure a parlarne: i libri mi uscivano dagli
occhi!
A parte qualche solitario con le carte e non virtuale, i
giochi dell’epoca e la tecnologia di allora non offrivano grande scelta.
Un po’ di radio, Radio Montecarlo, ma quella mi faceva
già compagnia tutto il giorno.
Rimaneva solo la televisione.
Disgraziatamente i programmi non erano molto ricchi e
vari e spesso la RAI TV, nel pomeriggio, più che partite di calcio non sapeva offrire
altro.
Fu così che mi iniziai al pallone, non per passione, né
per scelta, ma solo ed unicamente per eliminazione!
La coppa la vinse la Germania dell’Ovest di Beckenbauer
contro l’URSS di non so chi.
In eredità di quella lontana estate 1972 mi è rimasto un
diploma di maturità e l’abitudine di seguire la Nazionale più qualche altra
squadretta nelle competizioni internazionali e il tertium non datur, perché il divanetto color cacchina, non esiste
più, passato a miglio vita dopo esser stato declassato al piano basso
nell’ingressino dello studio seguendo il televisore messo lì dopo rimaneggiamenti
della nonna Sara.
Estate 2000, quattro giorni prima della prova di philo, il fischio di inizio dell’Euro
con Belgio - Svezia, prima partita che i padroni di casa si aggiudicano così
come fa il Brasile in questa occasione contro la Croazia.
E come avrebbe potuto essere diversamente? Avesse perso
il primo match, il Brasile, come minimo gli scioperi dei trasporti sarebbero
immediatamente ricominciati!
Ma la sera dello stesso giorno, in cui Desaparecido, allora molto apparente,
aveva dissertato su “arte, prevedibilità
dell’uomo, o vero Amore che viene da cuore e ragione”, il Belgio perde
sempre più speranze di passare ai quarti (sarà poi eliminato dalla Turchia)
mentre l’Italia che ha battuto i francofoni mette una seria opzione sui quarti che si
avvicinano vieppiù.
Con i bagordi di domenica 18 per un nuovo diciottenne, si
conclude la prima settimana degli esami scritti.
Entrambi sono fiduciosi lo studente e gli Azzurri.
Questi ultimi il 19 battendo la Svezia accedono alla
tappa successiva, mentre il brillante studente si prepara per i suoi esami
orali di lingua.
La fête de la
musique della prima notte d’estate risuona di una Marsigliese, con un là in
meno, les Bleus hanno l’accesso ai quarti ma sono secondi dietro all’Olanda che
vince il match 3 a 2.
Mi ricordo ancora un mio passaggio a IBS in questo
mercoledì e il tentativo di convincere uno degli studenti a fare il tifo per la
Francia, non riuscendo a capire il perché della sua ostilità. Difficile a volte
con le tante nazionalità presenti, le tante lingue parlate, ma sotto un comune
denominatore anglofono, capire da dove uno provenisse.
Il giovincello era originario dei Paesi Bassi, poverino,
e aveva tutto il diritto di supportare i suoi Arancioni.
Avrei dovuto incitarlo di più, ma sarebbe servito a ben
poco in ogni caso!
La seconda settimana vede l’Italia accedere alle
semifinali assieme a (in ordine rigorosamente antialfabetico) Portogallo,
Olanda e Francia.
Il nostro studente in contemporanea passa l’orale di
lingua straniera specialità (l’italiano) in cui si distingue non solo per la
pronuncia, la ricchezza di vocabolario, ma anche per la scelta dei testi
presentati. Tutti diversi da quelli dei suoi compagni ad eccezione di uno,
quello tratto da Colazione da Hanselmann di Rosetta Loy (che l’insegnante ha
voluto lasciare in programma) quello che oltretutto lui ama di meno e si
premura di ben sottolinearlo.
Domenica 2 luglio il verdetto, ma non per lo studente che
dovrà attendere ancora qualche giorno
per i risultati finali.
L’Italia per la prima volta si scontra con la Francia in
una finale europea e ancora una volta si scorna. L’amaro sapore della sconfitta
contro i pollastri, già trangugiato con i rigori nei mondiali del ’98, proprio
alla fine, torna a impastare la bocca.
Il match finale di questo euro 2000 vede un’Italia stancuccia
comunque in vantaggio fino alla fine con un gol segnato al ’55 da Delvecchio.
Ma nei minuti di recupero concessi dall’arbitro,
l’inimmaginabile accade ed ecco il gol del pareggio.
Si va ai supplementari e Trezeguet regala il gol della
vittoria ai bianco rosso e blu.
Silenzio! Non parla più nessuno neppure Agnesi!
Velo pietoso su questo nuovo scorno, compensato solo sei
anni più tardi (dopo una cornata che segna la fine di un match per Zidane al 107
esimo minuto), quando la fine dell’incontro è marcata dai rigori.
Tutti e cinque gli italiani sono messi in rete, Trezeguet
in compenso sbaglia e “restituisce” il famoso gol del 2000 e la vittoria rubata
secondo i soliti conti da bottegai….
A quest’epoca Desaparecido,
era però già laureato, dopo une année
de cesure italo-americana e galeotta, e impiegato a Parigi.
Il Bac era arrivato sei anni prima, e la sua, allora,
indipendenza ideologica, non gli aveva portato pregiudizio. Ottimo esame di
lingua che gli aveva fruttato uno dei due 20/20 in italiano, sua lingua
materna, nonostante la critica alla Rosetta, l’altro lo aveva molto
onorevolmente ottenuto in inglese.
Presa dalle mie rimembranze l’ora del parto è arrivata, trascorsa e 32 anni fa all’ora in cui siamo, mi avevano probabilmente già riportata in camera, nella famosa cameretta in ebollizione della Clinica San Gaudenzio.
Presa dalle mie rimembranze l’ora del parto è arrivata, trascorsa e 32 anni fa all’ora in cui siamo, mi avevano probabilmente già riportata in camera, nella famosa cameretta in ebollizione della Clinica San Gaudenzio.
Gaudemus igitur!
Né Fratelli d’Italia, né Marsigliese, ma al suono dell’inno degli studenti per augurare a Desaparecido di godere della vita e ben festeggiare il suo compleanno…
….e cercare magari risposte alle questions philosophiques che non formulo né invento io ma
scriteriati professori che, matita rossa e blu alla mano, attendono di
correggere castronerie e varie e giudicare il livello di competenze.
Qualche risposta forse cercherò di darmela pure io.
Io che Dubito ergo sum.... perché dubitare è sano et humanum, autoreferenziarsi nelle certezze, diabolicum!
Io che Dubito ergo sum.... perché dubitare è sano et humanum, autoreferenziarsi nelle certezze, diabolicum!
Rispondersi poi non fa male a nessuno!
Rimango senza curiosità nel dubbio di quale question avesse scelto il 14 di14 anni
fa, ma sarei invece curiosa di sapere su quale sarebbe caduta la sua scelta se
avesse dovuto passare il BAC ES due giorni orsono
Bac ES
1er sujet « Suffit-il
d' avoir le choix pour être libre ? »
2e sujet : « Pourquoi chercher
à se connaitre soi-même ? ».
Questions très
intéressantes pour un champion !!!
Auguri
Desaparecido….guardati nello specchio, scopriti e riconosciti per quello che sei
veramente !
YOU DUNNO.. but I KNOW!
e per quando tornerai a scendere in campo, ti auguro match nul, senza vincitori né vinti, per divertirsi e andare avanti sereni con il piacere di confrontarsi sullo stesso piano!

YOU DUNNO.. but I KNOW!
e per quando tornerai a scendere in campo, ti auguro match nul, senza vincitori né vinti, per divertirsi e andare avanti sereni con il piacere di confrontarsi sullo stesso piano!
Che faccio?
RépondreSupprimerMi autoreferenzio???
NOOOOOOOOOOOOOOOO
Pamela un segno....
Fidèle una sbirciatina....
Tu quoque Brute pollastri mi!...(.times lascitum ovetti ?)