perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mercredi 11 décembre 2013

11...12..13

Accoccolato nel pozzetto, silenzioso, lo sguardo sperso lontano...
Tutti i sensi in realtà attenti; come un cane che fiuta, punta e attende la preda pronta a ghermirla...
La sua preda era il vento!
Lo attendeva, lo chiamava, lo sentiva arrivare anche quando risultava invisibile ad occhi profani e incapaci di sognare, non come i suoi.
Pronto per un balzo felino sulla scotta da regolare, lasciandola filare  o cazzandola, animato da un'eccitazione sempre nuova di fronte alla refola che si avvicina.
Oggi lo rivedo così in quella posizione da semicontorsionista, acciambellato, seduto sulle ginocchia, con l'occhio, già di suo piccolo e strizzato tanto da parere una fessura, reclamando silenzio: "zitti, zitti, il vento arriva!"
Paura che potessimo farlo fuggire, spaventare, come un animale selvatico che diffida, teme i rumori, i movimenti.
Vorrei come lui essere capace di prevedere il vento, capire da che direzione spira, sentirlo arrivare, afferrarlo e....volare, planare.....
L'augurio oggi non è per lui ma per tutti i suoi "ragazzi" ….che riescano a prenderlo questo vento, quello giusto, quello che fa avanzare e spinge lontano.
L'augurio é per loro, a lui di auguri non se ne possono fare più.
Questo 11-12-13, se fosse ancora qua, avrebbe dovuto spengere 102 candeline.
Ma gliene sembravano già tante le 99, le ultime sulle quali aveva soffiato.
“Non ve ne rendete conto -diceva- ma lo capite che ho quasi cento anni?”
È vero forse non riuscivamo a capirlo, perché lui per noi non aveva età, lui era puro spirito, immortale.
Centodue candeline che fatica!….neppure su cento ha voluto soffiare!
Già quelle, troppe! se ne è andato prima…
Paura? Chissà? Forse paura che il vento non arrivasse ad aiutarlo a spengerle tutte!

1 commentaire:

  1. Caro il nostro nonnino. Speriamo di prendere il vento giusto che ci ha indicato. Penso di parlare per noi tutti dicendo che rimarrà sempre nel nostro cuore e che illuminerà sempre la nostra strada. Love

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