perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


samedi 13 juillet 2013

ROYAL B...




Leggo di scommesse sul sesso, sul nome, sulla data di nascita del « Royal Baby ».
Leggo il titolo e passo ad altro senza scoprire i nomi favoriti, il sesso prescelto, la data....
A parte le considerazioni personali di come “…certa gente non abbia proprio altro da fare nella vita…”, questi giocatori incalliti, potrebbero anche puntare su un bel cavallo, in ogni caso sempre molto, molto british come soggetto!
Nella famiglia reale c’è ben chi, nella fisionomia, evoca la razza equina…e onestamente non so a chi questo paragone arrechi maggior torto.
Seguo con un occhio distratto le ultime news, che oggi parlano alternativamente di un parto preventivato per sabato 13 e di un incontro, un match di polo, cui il “prince Williams” dovrebbe partecipare il 14 (présence obligée per una raccolta di fondi a scopo caritativo). Sembra, infatti, che William abbia infine confermato la sua presenza, annuncio questo che farebbe allora pensare che la nascita sia posposta alla settimana successiva.
L’amletico dubbio rimane inalterato:  Questa settimana? La prossima?



Eravamo incinte allo stesso tempo ….lady D ed io, la mamma di Miss J.
Lei al primo parto, io già esperta!
Istruita, provetta anche se di provette non vi è mai stato bisogno…bastava solo, guardarmi negli occhi. 
Da lì, l’uso di occhiali, mai più dismessi. Una volta appoggiati…. ma volutamente!
Dopo Miss J, a strips & stars, in un lindo e asettico ospedale della Pennsylvania, mi preparavo a una nuova esperienza in una piccola clinica della città natale di CV, dal nome molto incoraggiante Clinica San Gaudenzio.
Qui, seppur senza grandi godimenti, neppure enormi sofferenze mi furono inflitte al momento del parto.
Il mio ginecologo, grande appassionato di donne riteneva inutile farci soffrire!
Il peggio che come spesso “deve sempre arrivare” giunse al mio ritorno in camera, con il blocco del sistema di climatizzazione e la canicola esplosiva, potenziata dall’umido delle risaie (c’è chi capirà infine il mio riserbo verso il riso, quello in chicchi) e continuò con altri dolori post partum.
Tragico venerdì 18 giugno: lo scandalo dell’Ambrosiano con il “suicidio”di Roberto Calvi, ritrovato al mattino sotto il ponte dei Blackfriars a Londra, e un quasi omicidio preterintenzionale di una madre e un neonato in una clinica di provincia.
I danni sono rimasti impressi nel DNA del mio secondogenito, termo-sregolato da allora per il resto della sua vita.
Quindici giorni più tardi nell’appartamento di Cardano al Campo, paesucolo, ricaduto nell’anonimato dopo la nostra partenza, ma che nei decenni ritrovò la notorietà per il rinvenimento del cadavere di Mia Martini (quanto mi piaceva!) e recentemente grazie a un vigile dall’arma facile( attentatore alla vita del sindaco) il nostro “royal” baby ebbe il suo primo attacco febbrile: 39 e passa di temperatura corporea.
 In un esserino così piccolo e tenero (benché il pediatra che lo aveva dimesso dall’ospedale lo avesse definito “un torello”).
Al pediatra poco astrologo avrei voluto dire che non era un “torello”, ma un “gemello” e se avessi atteso ancora un po’ad aprire i rubinetti, sarebbe stato un cancretto (su questo potrebbero esprimersi comunque, meglio di me, i suoi professori o le sorelle!) ma mi trattenni e tacqui. Una tantum!
E quando, lui febbricitante, con il pediatra “di famiglia” che non riuscì a trovarci perché da poco avevamo cambiato indirizzo, io in preda allo sconforto mi attaccai all’idea che un torello lo fosse davvero, sperai che vedesse rosso oltre ad esserlo, e con tutte le mie forze mi augurai che il bebè reagisse.
Un lungo week end di angoscia, cui mise fine il nostro “dottore” il vero pediatra casalingo, il mitico nonno, che si sciroppò un viaggio di tante ore, lo visitò e con la solita calma olimpica ingiunse di alleggerirlo, contenere la temperatura, mantenerlo fresco e non rompergli gli scatole!
Un colpo di calore per lui, da reidratare!
Cinque anni di vita per me, cui non sarebbero bastate casse di champagne per rimettere a posto i miei liquidi!
Il nostro “royal baby” che, secondo i calcoli del ginecologo sarebbe dovuto nascere verso il 25, ma secondo i miei( che ricordavo esattamente la data dello sguardo che fulmina) sicuramente prima di tale scadenza, avvisò con ritmo preciso e cadenzato che stava per giungere.
Una delle rare cose precise della sua vita!
Sbalzata dal letto con l’impressione che il vasetto dei cetrioli si fosse rovesciato tra le lenzuola, misi in un primo momento l’asciugamano nel letto, poi mi rassegnai a svegliare CV, vestire Miss J, salire in auto, augurarmi che il ritmo non diventasse troppo serrato nei 40 e passa minuti di strada in auto, depositare Miss J dalla nonna, rassicurarla che poteva darle da mangiare quello che voleva, quello che abitualmente la vedeva ingurgitare con appetito: semolino e prosciutto cotto.
…Che la Miss era ancora troppo giovane per farle causa, e sua madre, dato il momento, le circostanze e la premura non avrebbe protestato, né contestato nessuna sua azione.
Alle 11 arrivavo finalmente a sdraiarmi su un letto della clinica e alle 13, l’arcano fu sciolto.
Era un maschietto!
Il nostro amico radiologo, unico a conoscenza della sorpresa rinchiusa in quest’ovetto pasquale tardivo, assieme a sua moglie che teneva la contabilità dei prognostici del marito, avevano gelosamente conservato il segreto. Baby più o meno royal, il segreto doveva essere mantenuto sino alla fine, per me e per tutti.
Volevo, volevamo, goderci il piacere della sorpresa!
E sorpresa fuit!
In ogni caso il nome era pronto!
Se fosse stato maschio, sarebbe stato quello di suo padre, o giù di lì, variazione sul tema nella forma burocratica per evitare confusioni, che regnarono invece nella vita di tutti i giorni perché entrambi furono poi chiamati con lo stesso short name: un diminutivo che suonava benissimo, anche per la reclame da felini (pur se i nostri casalinghi hanno sempre risposto a nomignoli meno augusti).
Peccato per la data, e non mi riferisco tanto ai fattacci del tragico venerdì, quanto all’occasione mancata di nascere tre giorni più tardi nel dì del genetliaco paterno.
Con una torta e tante candeline, avrei acchiappato i due picci-oni!
Chi invece nacque quel lunedì 21 giugno 1982, in occasione della 1° fête de la musique in Francia fu il rampollo reale.
Lady D, cui non so quanto importasse di partorire in simile data, dette alla luce il baby William, nel giorno del solstizio d’estate, scippandomi il raddoppio doppio con il padre e con la festa musicale di questo paese, la Francia, che già flautava note incantatrici in direzione delle mie orecchie, tentando di adescarmi.
Nella mia generosità la perdonai di questa appropriazione indebita, e le concessi il suo 21, comprendendo che il 18 a Londra sarebbe stato per lei più indecoroso e l’accostamento indelicato con le troppo smosse acque del Thames River e dei suoi ponti.
…e quanto alla musica TANT PIS!
Musica! Musica!!....
 
Il nostro baby si cimentò i seguito, con il violoncello, ma questa è proprio un’altra storia… da lasciare tra altri strati di madri ragnatelose, più che pie e dure d’orecchi.
Senza musica, sole e solstizio e senza neppure un bel Santo patrono mentre le sorelle possono fregiarsi di un Martino con e senza cappa, o di un Francesco, patrono e nome molto in voga.
Il giorno della sua nascita, quel lontano venerdì non si commemorava nessun santo, ma si celebrava il Sacro Cuore di Gesù…
E noi di necessità facemmo virtù!
Gli ho sempre ricordato che se per lui non c’era Martino e se Francesco se lo portava solo come secondo nome ( Santo di Riserva…ma Riserva Speciale) in compenso aveva tutto lo splendore e la forza del Cristo…e meglio di così non poteva andargli.
Per il lato laico, ci pensò il nostro paese d’accoglienza, la Francia, che se non lo festeggia in musica, non suona melodie, fa squillare in compenso le trombe e tremare le onde di Radio Londra, nel di’ anniversario del celebre appello del Generale De Gaulle, e non ho dubbi che lo abbia fatto quando lui giunse tra i terrestri, 42 anni dopo lo storico appello.
Ereditò pure una facilitazione a impossessarsi di date storiche, amore e curiosità per la storia…sempre un’altra storia pero’….
Storie proprio di destini incrociati!

Lady D! … All’epoca del mio ritorno dagli States avevo un taglio corto di capelli e c’era chi diceva che lei mi somigliasse. Non l’ho mai preso come un gran complimento perché la trovavo abbastanza sciapita mentre io mi trovavo ben più interessante…e in ogni caso l’esser paragonata a lei o meglio lei a me non mi faceva vibrare.
Preferisco di gran lunga chi ritrova in me Meryl Streep, (e in questo caso anche me in lei) e faccio la ruota come un tacchino! Gran donna la Meryl, forse anche meglio di me, almeno come attrice!
Anche se del mio talento potrebbe testimoniare la mia prof bienaimée, nei fulgidi anni in cui calcavo le scene alla Fac.
Poliedrica, buona per ogni ruolo: dalla professoressa terribile a un Don Abbondio da far fremere le tonache, gelatinoso, pavido, mellifluo, passando per altri ruoli persi nell’oblio o volutamente dimenticati. Un successo senza pari, sotto la regia di una lunare e di una fiammeggiante insegnante. Due grandi prof!
Ah che bei tempi di pura e sana goliardia, in cui il crimine regnava perfetto!
Per curiosità sono andata a rispulciare su internet la pagina di Lady D e devo riconoscere che in una delle foto in un gruppetto di suoi primi piani che appaiono sul net, lei di tre/quarti con gli occhi leggermente a mandorla, il naso lungo e diritto, il sorriso che gonfia le guance sollevando gli zigomi e il ciuffo della frangia, biondo di lato…lei mi fa pensare a me. O meglio a quella che ero in quel periodo.
Fine delle somiglianze.
C’è solo da aggiungere che lei se ne è andata tre mesi dopo che se ne era andato, in un certo senso un pezzo di me, della mia storia del mio passato.
Ecco perché non ho mai scordato certe date, certi personaggi che si sono mischiati ai miei passi e hanno attrigato i fili della mia squinternata matassa.

I due royal babies, trentenni nel 2012, hanno rischiato di convolare a nozze lo stesso anno. 
Prince William lo ha annunciato nel novembre 2010 e fatto l’anno successivo.
Il mio royal baby me lo ha comunicato non meno solennemente e molto patriotticamente il 2 giugno 2010, mentre sulla magnifica terrazza romana a pochi metri sulla nostra testa sfrecciava la pattuglia acrobatica, programmandolo per l’anno seguente.
Si vede che deve aver dimenticato di cliccare su “conferma” o “invia” perché il 2011 è arrivato, trascorso, finito senza che nessuno dicesse una parola sull’argomento. Sembra che i due promessi sposi non trovassero mai il buon momento.
Quello adatto è finalmente giunto, con la futura sposa trasferita intanto a Montevideo, lui, a non so quante migliaia di chilometri di distanza, a Roma.
Per semplificare il tutto ( e in effetti semplificava la vita almeno a loro) il matrimonio celebrato vicino Parigi con la sposa in corto e senza dentelle di Calais, il pizzo che adornava l’abito di Kate e che è finito in compenso su quello di Miss J!
E mentre le campane romane suonavano per festeggiare San Pietro e Paolo i due promessi infine ritrovati pronunziavano un soddisfatto “SI” a Rueil Malmaison!
Mi è sempre rimasto il sospetto che avendo il giovane William fissato (pur se dopo il “nostro eroe dei due mondi”) le nozze per il 2011, il mio giovane prince casalingo avesse, con molta delicatezza deciso di non fargli ombra e posticipato la data al 2012, senza beninteso sentirsi peraltro indelicato di scippare invece la vedette alla sorella maggiore.
In due mesi fu deciso il matrimonio parigino, mentre la sorella preparava il suo, tre mesi e mezzo più dardi da oltre un anno.
Anzi crediamo tutti che fosse molto fiero di averla battuta sul rush finale… con il sorriso malizioso del fratello dispettoso e il complesso del secondogenito maltrattato.
W gli sposi! Tutti !! Tutti splendidi e radiosi !!!
Il resto è storia dei nostri giorni, il Royal Baby del St Mary Hospital di Paddington sta per diventare babbo...il 13? Il 14 ? il 15? Prima? dopo?
Chissà?
Mah ! in fondo fa poca differenza!
Certo che non so se per un royal baby junior sia proprio indicato nascere un 14 luglio, festa nazionale francese, presa della Bastiglia, Morte al re e tutto il suo seguito!
Poco corretto!…una ° fête de la musique, passi, una ° fête nationale repubblicana sarebbe di troppo!
Per conto mio preferisco riservare la data a un altro Prince, e festeggiare solo lui.
Questa volta mi riferisco al nostro Prince acquisito BB, il prince Pastiglia-Pastille-Bastiglia-Bastille-Bastogne, che vuol piantare boschetti di alberi di bastogne nel feudo della sua consorte la principessa Fata libellula, vera mano di fata, che ti tocca e ti stende…ti addormenta.
Grandi feste a corte, nel reame dove il Prince ha fatto ritorno venerdì sera, giusto in tempo per assistere ai preparativi delle grandi celebrazioni, accolto dalla fedele sposa e la meno fedele progenie pelosa che gozzoviglia e scorrazza a destra e a manca.
Auguro al Prince Nypote una buona riflessologia plantare, che lo rilassi, alleggerisca e lo sollevi dopo i chilometri al galoppo dal lago al mare…e un buon, ottimo, unico compleanno!

Anche stasera posso coricarmi senza novità e aggiornamenti dal St Mary Hospital...l’attesa continua e royal baby perdura ad essere atteso.
Ma un altro royal baby continua ad essere covato e atteso con vero maggiore interesse
Nonostante le perduranti lontananze, il royal baby “gaudente” ha ridotto comunque le distanze.
Nato tre giorni prima, sposatosi 1 anno e 2 mesi esatti dopo il suo coscritto, lo seguirà di soli 2 mesi nella paternità…
Un  nuovo royal baby junior è atteso anche nel nostro universo e anche se il nostro “reale” bambino non calcherà le orme e non nascerà alla San Gaudenzio e certamente non al St Mary,troverà sempre e comunque magari un “Sam-ba”pronto ad accoglierlo.
Scommesse, scommesse, scommesse…mi lascio prendere la mano e scommetto pure io che Prince William e Prince Gaudente hanno iniziato già a stressare e a strapparsi i capelli all’idea che i loro royal babies non abbiano ereditato le loro doti. 
Scommettiamo???
 Forse meglio occuparsi di altro, prenotazioni, acquisti e una dose di ansiolitici per il viaggio.
Una grande performance nei cieli mi attende rivisitando tutto Battisti…dal “Si viaggiare” a “Il  mio canto libero fino al “Vagito brasileiro
 
PS
Dalla mano mi lascio prendere pure il braccio e dopo una notte di grandi ripensamenti e cogitazioni, studio approfondito  dei miei segni premonitori per niente scientifici, neppure astrologici e cabalistici non plus, ho avuto una grande intuizione.
Scommetto anch'io e scommetto doppio: data e sesso:
Ovvio che non nascerà il 14 per le motivazioni, politically incorrect sopra menzionate.
Ho la visione che nascerà il 15, di lunedi' come 31 anni fa suo padre e che sarà femmina in onore della friend Cecilia,suddita della Queen,  che in tale data festeggia un bel compleanno....omaggiata cosi' dal royal Baby e che con questa occasione colgo l'opportunità di omaggiare anch'io...
Auguri Cecilia...Have a nice Ve-nice !

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