Leggo di scommesse sul sesso, sul nome, sulla data di
nascita del « Royal Baby ».
Leggo il titolo e passo ad altro senza scoprire i nomi favoriti, il sesso prescelto, la data....
Leggo il titolo e passo ad altro senza scoprire i nomi favoriti, il sesso prescelto, la data....
A parte le considerazioni personali di come “…certa gente non abbia proprio altro da
fare nella vita…”, questi giocatori incalliti, potrebbero anche puntare su
un bel cavallo, in ogni caso sempre molto, molto british come soggetto!
Nella famiglia reale c’è ben chi, nella fisionomia, evoca
la razza equina…e onestamente non so a chi questo paragone arrechi maggior
torto.
Seguo con un occhio distratto le ultime news, che oggi
parlano alternativamente di un parto preventivato per sabato 13 e di un
incontro, un match di polo, cui il “prince Williams” dovrebbe partecipare il 14
(présence obligée per una raccolta di
fondi a scopo caritativo). Sembra, infatti, che William abbia infine confermato
la sua presenza, annuncio questo che farebbe allora pensare che la nascita sia
posposta alla settimana successiva.
L’amletico dubbio rimane inalterato: Questa settimana? La prossima?
Eravamo incinte allo stesso tempo ….lady D ed io, la mamma di Miss J.
Lei al primo parto, io già esperta!
Istruita, provetta anche se di provette non vi è mai
stato bisogno…bastava solo, guardarmi negli occhi.
Da lì, l’uso di occhiali, mai più dismessi. Una volta appoggiati…. ma volutamente!
Da lì, l’uso di occhiali, mai più dismessi. Una volta appoggiati…. ma volutamente!
Dopo Miss J, a strips & stars, in un lindo e
asettico ospedale della Pennsylvania, mi preparavo a una nuova esperienza in
una piccola clinica della città natale di CV, dal nome molto incoraggiante
Clinica San Gaudenzio.
Qui, seppur senza grandi godimenti, neppure enormi
sofferenze mi furono inflitte al momento del parto.
Il mio ginecologo, grande appassionato di donne riteneva
inutile farci soffrire!
Il peggio che come spesso “deve sempre arrivare” giunse
al mio ritorno in camera, con il blocco del sistema di climatizzazione e la
canicola esplosiva, potenziata dall’umido delle risaie (c’è chi capirà infine
il mio riserbo verso il riso, quello in chicchi) e continuò con altri dolori
post partum.
Tragico venerdì 18 giugno: lo scandalo dell’Ambrosiano con
il “suicidio”di Roberto Calvi, ritrovato al mattino sotto il ponte dei Blackfriars
a Londra, e un quasi omicidio preterintenzionale di una madre e un neonato in
una clinica di provincia.
I danni sono rimasti impressi nel DNA del mio
secondogenito, termo-sregolato da allora per il resto della sua vita.
Quindici giorni più tardi nell’appartamento di Cardano al
Campo, paesucolo, ricaduto nell’anonimato dopo la nostra partenza, ma che nei
decenni ritrovò la notorietà per il rinvenimento del cadavere di Mia Martini
(quanto mi piaceva!) e recentemente grazie a un vigile dall’arma facile(
attentatore alla vita del sindaco) il nostro “royal” baby ebbe il suo primo
attacco febbrile: 39 e passa di temperatura corporea.
In un esserino così
piccolo e tenero (benché il pediatra che lo aveva dimesso dall’ospedale lo
avesse definito “un torello”).
Al pediatra poco astrologo avrei voluto dire che non era
un “torello”, ma un “gemello” e se avessi atteso ancora un po’ad aprire i
rubinetti, sarebbe stato un cancretto (su questo potrebbero esprimersi comunque,
meglio di me, i suoi professori o le sorelle!) ma mi trattenni e tacqui. Una
tantum!
E quando, lui febbricitante, con il pediatra “di
famiglia” che non riuscì a trovarci perché da poco avevamo cambiato indirizzo,
io in preda allo sconforto mi attaccai all’idea che un torello lo fosse
davvero, sperai che vedesse rosso oltre ad esserlo, e con tutte le mie forze mi
augurai che il bebè reagisse.
Un lungo week end di angoscia, cui mise fine il nostro “dottore”
il vero pediatra casalingo, il mitico nonno, che si sciroppò un viaggio di
tante ore, lo visitò e con la solita calma olimpica ingiunse di alleggerirlo, contenere
la temperatura, mantenerlo fresco e non rompergli gli scatole!
Un colpo di calore per lui, da reidratare!
Cinque anni di vita per me, cui non sarebbero bastate casse
di champagne per rimettere a posto i miei liquidi!
Il nostro “royal baby” che, secondo i calcoli del
ginecologo sarebbe dovuto nascere verso il 25, ma secondo i miei( che ricordavo
esattamente la data dello sguardo che fulmina) sicuramente prima di tale
scadenza, avvisò con ritmo preciso e cadenzato che stava per giungere.
Una delle rare cose precise della sua vita!
Una delle rare cose precise della sua vita!
Sbalzata dal letto con l’impressione che il vasetto dei
cetrioli si fosse rovesciato tra le lenzuola, misi in un primo momento
l’asciugamano nel letto, poi mi rassegnai a svegliare CV, vestire Miss J, salire in auto, augurarmi che il
ritmo non diventasse troppo serrato nei 40 e passa minuti di strada in auto,
depositare Miss J dalla nonna,
rassicurarla che poteva darle da mangiare quello che voleva, quello che
abitualmente la vedeva ingurgitare con appetito: semolino e prosciutto cotto.
…Che la Miss era
ancora troppo giovane per farle causa, e sua madre, dato il momento, le
circostanze e la premura non avrebbe protestato, né contestato nessuna sua
azione.
Alle 11 arrivavo finalmente a sdraiarmi su un letto della
clinica e alle 13, l’arcano fu sciolto.
Era un maschietto!
Il nostro amico radiologo, unico a conoscenza della
sorpresa rinchiusa in quest’ovetto pasquale tardivo, assieme a sua moglie che
teneva la contabilità dei prognostici del marito, avevano gelosamente
conservato il segreto. Baby più o meno royal, il segreto doveva essere
mantenuto sino alla fine, per me e per tutti.
Volevo, volevamo, goderci il piacere della sorpresa!
E sorpresa fuit!
In ogni caso il nome era pronto!
Se fosse stato maschio, sarebbe stato quello di suo
padre, o giù di lì, variazione sul tema nella forma burocratica per evitare
confusioni, che regnarono invece nella vita di tutti i giorni perché entrambi
furono poi chiamati con lo stesso short
name: un diminutivo che suonava benissimo, anche per la reclame da felini
(pur se i nostri casalinghi hanno sempre risposto a nomignoli meno augusti).
Peccato per la data, e non mi riferisco tanto ai fattacci
del tragico venerdì, quanto all’occasione mancata di nascere tre giorni più
tardi nel dì del genetliaco paterno.
Con una torta e tante candeline, avrei acchiappato i due
picci-oni!
Chi invece nacque quel lunedì 21 giugno 1982, in
occasione della 1° fête de la musique
in Francia fu il rampollo reale.
Lady D, cui non so quanto importasse di partorire in
simile data, dette alla luce il baby William, nel giorno del solstizio d’estate,
scippandomi il raddoppio doppio con il padre e con la festa musicale di questo
paese, la Francia, che già flautava
note incantatrici in direzione delle mie orecchie, tentando di adescarmi.
Nella mia generosità la perdonai di questa appropriazione
indebita, e le concessi il suo 21, comprendendo che il 18 a Londra sarebbe
stato per lei più indecoroso e l’accostamento indelicato con le troppo smosse
acque del Thames River e dei suoi ponti.
…e quanto alla musica TANT PIS!
Musica! Musica!!....
Il nostro baby si cimentò i seguito, con il violoncello,
ma questa è proprio un’altra storia… da lasciare tra altri strati di madri
ragnatelose, più che pie e dure d’orecchi.
Senza musica, sole e solstizio e senza neppure un bel
Santo patrono mentre le sorelle possono fregiarsi di un Martino con e senza
cappa, o di un Francesco, patrono e nome molto in voga.
Il giorno della sua nascita, quel lontano venerdì non si
commemorava nessun santo, ma si celebrava il Sacro Cuore di Gesù…
E noi di necessità facemmo virtù!
Gli ho sempre ricordato che se per lui non c’era Martino
e se Francesco se lo portava solo come secondo nome ( Santo di Riserva…ma
Riserva Speciale) in compenso aveva tutto lo splendore e la forza del Cristo…e
meglio di così non poteva andargli.
Per il lato laico, ci pensò il nostro paese
d’accoglienza, la Francia, che se non lo festeggia in musica, non suona
melodie, fa squillare in compenso le trombe e tremare le onde di Radio Londra,
nel di’ anniversario del celebre appello del Generale De Gaulle, e non ho dubbi
che lo abbia fatto quando lui giunse tra i terrestri, 42 anni dopo lo storico
appello.
Ereditò pure una facilitazione a impossessarsi di date
storiche, amore e curiosità per la storia…sempre un’altra storia pero’….
Storie proprio di destini incrociati!
Lady D! … All’epoca
del mio ritorno dagli States avevo un taglio corto di capelli e c’era chi diceva
che lei mi somigliasse. Non l’ho mai preso come un gran complimento perché la
trovavo abbastanza sciapita mentre io mi trovavo ben più interessante…e in ogni
caso l’esser paragonata a lei o meglio lei a me non mi faceva vibrare.
Preferisco di gran lunga chi ritrova in me Meryl Streep, (e in questo caso anche me in lei) e faccio la ruota come un tacchino! Gran donna la Meryl, forse anche meglio di me, almeno come attrice!
Preferisco di gran lunga chi ritrova in me Meryl Streep, (e in questo caso anche me in lei) e faccio la ruota come un tacchino! Gran donna la Meryl, forse anche meglio di me, almeno come attrice!
Anche se del mio talento potrebbe testimoniare la mia prof bienaimée, nei fulgidi anni in cui
calcavo le scene alla Fac.
Poliedrica, buona per ogni ruolo: dalla professoressa
terribile a un Don Abbondio da far fremere le tonache, gelatinoso, pavido,
mellifluo, passando per altri ruoli persi nell’oblio o volutamente dimenticati.
Un successo senza pari, sotto la regia di una lunare e di una fiammeggiante
insegnante. Due grandi prof!
Ah che bei tempi di pura e sana goliardia, in cui il
crimine regnava perfetto!
Per curiosità sono andata a rispulciare su internet la
pagina di Lady D e devo riconoscere
che in una delle foto in un gruppetto di suoi primi piani che appaiono sul net,
lei di tre/quarti con gli occhi leggermente a mandorla, il naso lungo e
diritto, il sorriso che gonfia le guance sollevando gli zigomi e il ciuffo della
frangia, biondo di lato…lei mi fa pensare a me. O meglio a quella che ero in quel periodo.
Fine delle somiglianze.
C’è solo da aggiungere che lei se ne è andata tre mesi
dopo che se ne era andato, in un certo senso un pezzo di me, della mia storia
del mio passato.
Ecco perché non ho mai scordato certe date, certi personaggi
che si sono mischiati ai miei passi e hanno attrigato i fili della mia
squinternata matassa.
I due royal babies, trentenni nel 2012, hanno rischiato
di convolare a nozze lo stesso anno.
Prince William lo ha annunciato nel novembre 2010 e fatto l’anno successivo.
Il mio royal baby me lo ha comunicato non meno solennemente e molto patriotticamente il 2 giugno 2010, mentre sulla magnifica terrazza romana a pochi metri sulla nostra testa sfrecciava la pattuglia acrobatica, programmandolo per l’anno seguente.
Prince William lo ha annunciato nel novembre 2010 e fatto l’anno successivo.
Il mio royal baby me lo ha comunicato non meno solennemente e molto patriotticamente il 2 giugno 2010, mentre sulla magnifica terrazza romana a pochi metri sulla nostra testa sfrecciava la pattuglia acrobatica, programmandolo per l’anno seguente.
Si vede che deve aver dimenticato di cliccare su
“conferma” o “invia” perché il 2011 è arrivato, trascorso, finito senza che
nessuno dicesse una parola sull’argomento. Sembra che i due promessi sposi non
trovassero mai il buon momento.
Quello adatto è finalmente giunto, con la futura sposa
trasferita intanto a Montevideo, lui, a non so quante migliaia di chilometri di
distanza, a Roma.
Per semplificare il tutto ( e in effetti semplificava la
vita almeno a loro) il matrimonio celebrato vicino Parigi con la sposa in corto
e senza dentelle di Calais, il pizzo che adornava l’abito di Kate e che è
finito in compenso su quello di Miss J!
E mentre le campane romane suonavano per festeggiare San
Pietro e Paolo i due promessi infine ritrovati pronunziavano un soddisfatto “SI”
a Rueil Malmaison!
Mi è sempre rimasto il sospetto che avendo il giovane
William fissato (pur se dopo il “nostro eroe dei due mondi”) le nozze per il
2011, il mio giovane prince casalingo avesse, con molta delicatezza deciso di
non fargli ombra e posticipato la data al 2012, senza beninteso sentirsi peraltro
indelicato di scippare invece la vedette alla sorella maggiore.
In due mesi fu deciso il matrimonio parigino, mentre la
sorella preparava il suo, tre mesi e mezzo più dardi da oltre un anno.
Anzi crediamo tutti che fosse molto fiero di averla battuta
sul rush finale… con il sorriso malizioso del fratello dispettoso e il complesso
del secondogenito maltrattato.
W gli sposi! Tutti !! Tutti splendidi e radiosi !!!
Il resto è storia dei nostri giorni, il Royal Baby del St
Mary Hospital di Paddington sta per diventare babbo...il 13? Il 14 ? il 15?
Prima? dopo?
Chissà?
Mah ! in fondo fa poca differenza!
Certo che non so se per un royal baby junior sia proprio
indicato nascere un 14 luglio, festa nazionale francese, presa della Bastiglia,
Morte al re e tutto il suo seguito!
Poco corretto!…una ° fête de la musique, passi, una ° fête
nationale repubblicana sarebbe di troppo!
Per conto mio preferisco riservare la data a un altro
Prince, e festeggiare solo lui.
Questa volta mi riferisco al nostro Prince acquisito BB,
il prince Pastiglia-Pastille-Bastiglia-Bastille-Bastogne, che vuol piantare
boschetti di alberi di bastogne nel feudo della sua consorte la principessa
Fata libellula, vera mano di fata, che
ti tocca e ti stende…ti addormenta.
Grandi feste a corte, nel reame dove il Prince ha fatto
ritorno venerdì sera, giusto in tempo per assistere ai preparativi delle grandi
celebrazioni, accolto dalla fedele sposa e la meno fedele progenie pelosa che gozzoviglia
e scorrazza a destra e a manca.
Auguro al Prince Nypote una buona riflessologia plantare,
che lo rilassi, alleggerisca e lo sollevi dopo i chilometri al galoppo dal lago
al mare…e un buon, ottimo, unico compleanno!
Anche stasera posso coricarmi senza novità e
aggiornamenti dal St Mary Hospital...l’attesa continua e royal baby perdura ad essere
atteso.
Ma un altro royal baby continua ad essere covato e atteso
con vero maggiore interesse
Nonostante le perduranti lontananze, il royal baby
“gaudente” ha ridotto comunque le distanze.
Nato tre giorni prima, sposatosi 1 anno e 2 mesi esatti
dopo il suo coscritto, lo seguirà di soli 2 mesi nella paternità…
Un nuovo royal
baby junior è atteso anche nel nostro universo e anche se il nostro “reale” bambino
non calcherà le orme e non nascerà alla San Gaudenzio e certamente non al St Mary,troverà
sempre e comunque magari un “Sam-ba”pronto ad accoglierlo.
Scommesse, scommesse, scommesse…mi lascio prendere la
mano e scommetto pure io che Prince William e Prince Gaudente hanno iniziato già
a stressare e a strapparsi i capelli all’idea che i loro royal babies non
abbiano ereditato le loro doti.
Scommettiamo???
Forse meglio occuparsi di altro, prenotazioni, acquisti e una dose di ansiolitici per il viaggio.
Una grande performance nei cieli mi attende rivisitando tutto Battisti…dal “Si viaggiare” a “Il mio canto libero fino al “Vagito brasileiro”
Scommettiamo???
Forse meglio occuparsi di altro, prenotazioni, acquisti e una dose di ansiolitici per il viaggio.
Una grande performance nei cieli mi attende rivisitando tutto Battisti…dal “Si viaggiare” a “Il mio canto libero fino al “Vagito brasileiro”
PS
Dalla mano mi lascio prendere pure il braccio e dopo una notte di grandi ripensamenti e cogitazioni, studio approfondito dei miei segni premonitori per niente scientifici, neppure astrologici e cabalistici non plus, ho avuto una grande intuizione.
Scommetto anch'io e scommetto doppio: data e sesso:
Ovvio che non nascerà il 14 per le motivazioni, politically incorrect sopra menzionate.
Ho la visione che nascerà il 15, di lunedi' come 31 anni fa suo padre e che sarà femmina in onore della friend Cecilia,suddita della Queen, che in tale data festeggia un bel compleanno....omaggiata cosi' dal royal Baby e che con questa occasione colgo l'opportunità di omaggiare anch'io...
Auguri Cecilia...Have a nice Ve-nice !
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