perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


vendredi 13 avril 2012

EN SOUVENIR, LE SOUVENIR...IL RICORDO PER SEMPRE.

Modigliani cercasi!
A Parigi: Modigliani Soutine e l’avventura di Montparnasse una mostra da non perdere
Una delle tante mostre attualmente a Parigi, una mostra però veramente speciale quella che ha aperto le porte poco prima di Pasqua e che non le chiuderà prima del 9 settembre:
Modigliani Soutine e l’avventura di Montparnasse alla Pinacoteca di Parigi al numero 28 di Place de la Madeleine.
Una mostra da non mancare, dedicata essenzialmente a Amedeo  Modigliani e Chaïm Soutine due grandissimi pittori che a Parigi non sono nati ma vi hanno lasciato tracce notevoli.
Una mostra che vuole comunque rendere omaggio a Jonas Netter, il mercante d’arte, collezionista cui era appartenuta la raccolta delle opere esposte e grazie al quale possiamo contemplare la loro bellezza.
Netter uno dei primi a comprare le opere di Modigliani che aveva scoperto e di cui ne era rimasto affascinato è tra i più importanti collezionisti del XX secolo.
Vero talent-scout rimasto però sconosciuto al grande pubblico e senza il quale sarebbe stata forse difficile per  Modigliani, Soutine e Utrillo una grande facilità a farsi ammirare.
Opere di Modigliani finora mai esposte, di Soutine  insieme ad altre di Utrillo, di sua madre  Suzanne Valadon, di Derain e  Vlaminck che ricostituiscono la collezione di Netter così come era all’epoca, collezione di lavori degli artisti di Montparnasse dei primi decenni del ‘900.
Si realizza così  il desiderio dell’antico proprietario , quello cioè che questi splendidi quadri siano ammirati da un vastissimo pubblico.

Fin qui é quanto ho scritto, più o meno in forma più pubblica di questa qui del mio blog, continuando poi con quanto segue poco più sotto.
Del seguito se ne ritrovano tracce, ma non la totalità perché come sempre si tratta di ...un'altra storia, molto più privata, che interessa ancor meno pubblico, un ancor meno nutrito nucleolo di quello che non si interessi a quanto ho raccontato della mostra parigina.
Un po' di pubblicità al Père Lachaise ma nessuna ai cimiterini toscani di frequentazione familare e non.

L’italiano Amedeo e il russo Chaïm, sono due artisti che mi piacciono enormemente e mi inteneriscono.
Il primo conosciuto, per tanti motivi, fin dall’infanzia, il secondo scoperto recentemente, alcuni anni fa in questa stessa Pinacoteca di Place de la Madeleine, in una mostra dedicata al solo Soutine .
Abbastanza scontata la conoscenza di Modigliani, originario di Livorno, ma non è solo per questa sua provenienza che mi è così familiare.
Una delle sue teste di donna, una di quelle veramente appartenenti a lui, dipinta e riprodotta in un’affiche, era appesa nello studio della mamma, allora nella “casina”.
A tempi della mia infanzia era lì che lei dipingeva mentre io seduta su un vecchio letto? divano?  pagliericcio ? imbottito di crine, la guardavo lavorare, sfogliavo un librone sugli impressionisti, pieno di immagini colorate e se alzavo gli occhi incontravo sul muro quelli di una ragazza dal lungo collo.
Quanta compagnia ci siamo fatte. Come dimenticarla? E come dimenticarle?
Impossibile!
La ragazza-cigno aveva oltretutto una valenza doppia,.
Doppiamente familiare perché, almeno ai miei occhi, allora ricordava la mitica cugina Daniela, già a quella epoca sempre molto attesa. In quegli anni per raggiungere noi al mare doveva varcare l’Appennino, ora deve trasvolare un continente e sorvolare un oceano. La distanza però mi pare più o meno la stessa o meglio,é il tempo necessario a colmare lo spazio che ci separa che non mi pare molto diverso allora come ora.
Potere della tecnologia… e dell’immaginazione!
Soutine invece, per me illustre sconosciuto o quasi, ha catturato il mio sguardo da un’altra affiche, mentre risalivo rue Claude Bernard, durante una visita parigina, e  cercavo di raggiungerei miei giardini del Lussemburgo.
Le aringhe allungate in un piatto color senape, le forchette in metallo, contorte e quella ciotola bianca di una materia che mi ricordava altri dipinti veramente familiari, sono scolpite nella mia memoria.
Quel giorno i giardini del Lussemburgo, non notarono forse la mia assenza, io scoprii invece la l’esistenza e la presenza di Soutine.
Amedeo e Chaîm legati da amicizia nella Parigi dei primissimi decenni dello scorso secolo, città in cui moriranno, il livornese nel 1920 e il russo nel 1943 e rimarranno per sempre.
 Soutine è sepolto al cimitero di Montparnasse, Modigliani in quello  del Pere Lachaise.
In quest’ultimo cimitero che è uno dei luoghi più visitati di Parigi, altrettanto celebre che musei e monumenti parigini ben più gai, riposano tra migliaia di defunti “sconosciuti” grandi celebrità del passato ma anche artisti e personalità molto più recenti
Ci sono finita anch’io più di una volta, sperdendomi in questo enorme spazio aperto diviso in zone caratterizzate e distinte da numeri e coordinate per poter localizzare la tomba della persona ricercata.
Una volta ho tentato senza grande successo di aiutare un ragazzo americano che aveva qualche difficoltà a comprendere leggere e esprimersi nella lingua di Brassens ( Brassens però non è sepolto qui ma nella natia Sete)e che voleva andare in pellegrinaggio sulla tomba di Jim Morrison.
Il risultato della ricerca, nonostante lo studio accurato della piantina rimase infruttuoso  forse anche per la mancanza di tempo necessario, il cimitero si preparava alla chiusura.
Ci sono ritornata anche per un saluto a Modigliani, con maggiore successo, anche se  ritrovarlo non era stato per nulla facile nonostante le coordinate più che precise.
Ero in compagnia di Alberto, non il cugino, ma il musicomane, esperto d’arte, quello cui la primogenita fa riferimento ogni qualvolta deve prenotare un biglietto per opera e concerti, per sapere se lo spettacolo e l’interpretazione sono validi.
In realtà il promotore del tour cimiteriale era stato lui, per un omaggio al pittore delle mie terre e a qualche musicista peraltro subito ritrovato
La  tomba  di Modigliani invece era una tomba un po’ nascosta e finanche un po’ dimenticata..
Eravamo passati accanto a mausolei di divi e artisti, personalmente poco interessanti , che ostentavano tombe molto glamour  e scovare infine il “mio” Modigliani così seminascosto, difficilmente visibile e circondato da erbacce mi aveva stretto il cuore.
Ben altre considerazioni mi avevano ancor più intristita, la sua morte,  a 35 anni seguita dal suicidio di Jeanne Hebuterne, la sua compagna , 22 anni non ancora compiuti, in condizioni e circostanze veramente toccanti.
Incinta di quasi nove mesi, si era buttata dalla finestra due giorni dopo la morte del suo compagno, lasciando una figlia di neppure due anni.
Ho lasciato il cimitero con pensieri decisamente lugubri e per farmeli passare, o almeno cercare un po’ di leggerezza ho dovuto fare un vero sforzo…. riesumare la storia della famosa beffa legata a Modi’ alle sue false sculture ripescate nei fossi di Livorno.
Certo –mi ero detta- che le famose teste piuttosto che ammuffire in fondo a un magazzino avrebbero potuto essere trasportate  al Père Lachaise e poste a mo’ di ornamento ai lati della tomba.
Avrebbero fatto una fine più simpatica e avrebbero portato un tocco non dico di colore, perché tonalità pietra su pietra variano poco la colorazione, ma sicuramente di “diverso” su questa tomba così trascurata.
Ma forse è bene che la tomba se ne rimanga così com’è un po’ indietro, un po’ nascosta, e appaia solo agli occhi di chi la cerca con insistenza  mentre  continua a proteggere l’intimità e infine la pace di Modi’ e di Jeanne.

Aspetto la prima buona occasione per un giro a Parigi,un’ occasione creata magari per sbaglio o per difetto da Turista-fai-da-te, e se con lui non si presenterà la creerò io da sola per andare a visionare la mostra della Pinacoteca.
 Non penso che tornerò al cimitero del Père Lachaise, troppo grande, troppo monumentale, diverso da quelli che piacciono a me come il Cimitero di Bolgheri della nonna Lucia di carducciana memoria o come quello vecchio di Bibbona della nonna Stenia di memoria casalinga, una memoria tramandata perché questa nonna che non ho mai conosciuto è morta prima che io nascessi e perfino prima che nascesse mia sorella.
E se non sbaglio è proprio in questo mese che ricorre l’anniversario della sua morte, ma non ne sono certa del tutto. Con certezza posso affermare invece che in questo mese, il 18 aprile era morto il nonno Tito, suo marito che in compenso ho conosciuto bene e a lungo.
Sono tutti là su quella collina,salvo due piccole eccezioni, trisnonni, bisnonni,i nonni, la zia Ester, la mamma della cugina mitica,…. i nonni dei miei ragazzi:  la nonna pittrice e il nonno velista.
Le due piccole eccezioni sono mia sorella in stand by in un cimitero a valle, in attesa di raggiungere anche lei la collina e io che su una collina ci sono già e per il momento non ho nessuna intenzione di abbandonarla per un’altra, sia pure nella mia toscana natia , il dolce paese onde portai conforme l’abito fiero e lo sdegnoso canto.
 
Per il momento continuo a cantare, a gorgheggiare, a……
A  esser sincera, a stonare, perché il canto che fuoriesce dopo aver incontrato le mie corde vocali non è molto melodioso, quello che mi esce dal cuore invece, non so, forse una certa soavità la possiede.
Non sta a me giudicarlo…ai posteri l’ardua sentenza
Di certo “non fu vera gloria!”
Sdegnatevi pure anche voi…io continuerò SDEGNOSA!


POSTILLA...POSTUMA di Luglio
Turista-fai-da-te ha creato l'occasione...."imperdibile". 
L'ho presa e sono riuscta avisitare tre volte l'expo. 
Una pura meraviglia! 
Un Modigliani che mi ha toccato nel fondo!

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