perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


mardi 3 septembre 2024

C.D. Player

Un vecchio CD riempito in maniera artigianale di ancor più vecchie canzoni, per farmi compagnia nei miei viaggi di transumanza, mi guarda dallo scaffale della veranda dove è finito quando ho svuotato la vecchia auto.

Un CD datato 22/12/2008, regalo di compleanno della mia ultimogenita, con tanto di dedica “per tenerti compagnia mentre viaggi senza di me oppure anche con me!....”

Oramai non transumo praticamente più, soprattutto da sola, certamente non con lei, e oltretutto l’attuale auto non ha un lettore CD.

Approfitto di un’oretta di casa vuota e rispolvero il CD che inserisco in un ordigno del secolo scorso, ma quantomai efficace.

Musica a tutto volume senza che nessuno protesti e i pensieri volteggiano sulle note.

La voce della Carla bi-nazionale, rauca e suadente mi fa pensare a Max figlio che se ne lasciava incantare…ensorcelé par le tréma de Raphael.

La Mireille, francese DOC, mi fa vibrare sulle note della Marsellaise che canta con fervore e sacro furore.

Caruso…e “la bianca scia dell’elica” aprono un mare di ricordi, compreso quello di un testo dell’orale del BAC di italien-LV2 della figlia primogenita.

Gracidii vari e note irriconoscibili. Si vede che il CD ha sofferto.

E tutt’a un tratto le note indimenticabili di quel capolavoro di Riccardo-Richard (a seconda dei paesi) Cocciante.

Margherita-Marguerite.

Margherita ha compiuto 48 anni.

Io “qualcuno” di più, ma ad ascoltarla ritorno indietro nel tempo…

 

Margherita- Marguerite.

Per me esiste solo la versione originale, quella che ascoltavo nel mese di luglio di un’estate di tanti anni fa quando, ancora poco nota, era trasmessa dalle onde di RMC e già mi faceva sognare.

Gli accordi invadono il verde che mi circonda atterrando sul prato, così come decenni fa risuonavano sottocoperta, salivano nel pozzetto della barca e si allargavano creando cerchi concentrici nelle acque del porto della Maddalena.

In quelle stesse acque in cui, senza pensarci due volte, mi ero tuffata per cercare di liberare l’ancora che una barca belga ci aveva salpata e si era poi incastrata.

Gesto inconsulto e non riflettuto, date le mie scarse capacità di sub, ma a poco più di 20 anni si segue facilmente l’impulso senza porsi troppe domande sull’effettiva validità dell’azione.

Non ricordo più come fu risolto il problema, certo non grazie al mio intervento inutile, che in ogni caso mi fruttò la riconoscenza dei belgi che per scusarsi e ringraziarmi vennero poi ad omaggiarmi con una scatola di bonbon Quality Street.

Mi ci è voluta una ricerca su internet per ritrovare il nome della marca di quella scatola che vedevo ancora davanti ai miei occhi senza riuscire a leggerne il nome.

Un tuffo nell’acqua melmosa e torbida, grigiastra come quella giornata senza sole, di cui ne rivedo spezzoni, attimi, e soprattutto risento emozioni lontane da cui mi lascio invadere

Flash back colorati, soprattutto quelli della scatola di Quality street, che si insinuano tra i ricordi.

Margherita non è appassita, ed io mi riscopro piena di linfa vitale, forse ancor più di quanta ne avessi allora.

Potere di una canzone, di lasciarsi cullare dai ricordi.

 

 

 

 

 

 

 

 

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