Nella moda il colore fa tendenza, ma anche in politica lascia il suo segno.
Camicie rosse, brune, nere, verdi perfino gialle hanno attraversato la Storia.
Dalle prime camice rosse di garibaldina memoria, nate in Uruguay alla metà dell’800 e che si avvicinano a passi da gigante ai due secoli di vita, passando attraverso quelle brune e nere, oramai quasi centenarie, di triste e lugubre memoria, a camicie verdi quelle della Lega Nord dei tempi di Umberto Bossi, al grido di “Padania Libera”, fino alle più recenti gialle in contrapposizione a ultime camicie rosse nate ad oriente, in Tailandia in questo ultimo inizio di secolo.
Piccolo dettaglio sul modello; le orientali, più che camicie erano magliette: girocollo, con il collo a V, polo (da quello che sono riuscita a distinguere guardando le foto delle manifestazioni), le camicie rosse garibaldine invece ben a forma di camicia più o meno ampia o di blusa, il camiciotto degli operai e artigiani (se ne trovano esemplari nel Museo di Mentana)
Queste nate a occidente sono tutte munite di collo, tra cui non manca pure, per la legge degli opposti, quello rialzato, tipico degli indumenti da lavoro, definito “collo alla coreana”.
Coreano d’occidente!
Tempi di ristrettezze economiche, tutto si accorcia e si riduce dal potere d’acquisto alla tenuta vestimentaria utilizzata per ribellarsi, contestare, farsi sentire.
Con le mezze maniche della loro uniforme di lavoro di infermieri e soprattutto infermiere, ecco le Blouses Blanches che rivendicano il “riconoscimento” della loro professione, uno stipendio più consistente ed effettivi più adeguati nelle strutture mediche.
Con le mezze maniche della loro uniforme di lavoro di infermieri e soprattutto infermiere, ecco le Blouses Blanches che rivendicano il “riconoscimento” della loro professione, uno stipendio più consistente ed effettivi più adeguati nelle strutture mediche.
Smanicati arrivano i gilè: Gilets Jaunes per primi, con le loro richieste.
Da quelle iniziali contro l’aumento della tassa sui carburanti e contro l’abbassamento del limite di velocita di 10 km all’ora sulle strade non a doppia corsia, fino ad una lista senza fine di cui è difficile tenere il conto completo.
Di gruppi di Gilets Jaunes ce ne sono a decine di vari ordini e tendenze, tanto che recentemente transitando nei pressi del Tribunale di Grande Istanza e vedendo un corteo di piccoli individui rivestiti di un gilè giallo, per una frazione di secondo ho pensato si trattasse di un corteo di nani che manifestava, prima di rendermi conto dell’assurdità del mio pensiero fuorviato e condizionato dall’attualità e distinguessi anche gli insegnanti accompagnatori di una scolaresca.
Con una punta di rosso i gilè diventano arancioni, i Gilets Orange.
Sono lavoratori indipendenti del settore Lavori Pubblici, che hanno protestato per la prevista fine della detassazione del gasolio destinato a veicoli agricoli e macchine operatrici.
La marcia indietro del governo per i prossimi sei mesi ha fatto ripiegare il gilè.
In stand-by in attesa di un passo falso governativo pronto ad essere ritirato fuori.
In stand-by in attesa di un passo falso governativo pronto ad essere ritirato fuori.
Con tanto rosso ecco i Gilets Rouges, sulla stessa linea dei Gialli, ma legati a un sindacato.
I gilè rossi sono iscritti o simpatizzanti della CGT (Confederazione Generale del Lavoro).
Si aggiungono i Gilets Roses delle assistenti materne che temono per la possibile diminuzione della loro indennità di disoccupazione.
Hanno recentemente manifestato, sabato scorso, la loro preoccupazione.
Gilets Verts su Face Book: facilmente intuibile le idee veicolate.
Per lo più sono militanti ecologisti e cittadini preoccupati per la protezione dell’ambiente.
“Giallo è bello” dicono “Verde è più rinfrescante” aggiungono.
Gilets Bleus sempre su Face Book che rifiutano ogni forma di violenza e di odio, da non confondere con i "Gilets Bleus (Police)"che di odio e di violenza, di straordinari, di straodinarissimi non pagati ne hanno fin sopra i capelli, fin sopra i caschi.
Ma STOP!
Altrimenti si finisce sui caschi blu dell’ONU.
E perché no invece! Caschi Blu della Cultura potrebbero cadere a puntino!
Non mancano i non-colore Gilets Blancs, la loro pagina su Face Book riconoscibile da un logo raffigurante un pugno chiuso e la scritta revolution , precisa che “se ne fregano del colore», quello che chiedono è che la polizia non utilizzi più i flash ball.
Attenzione vanno cercati come Gilets Blancs senza articolo determinativo, perché sotto il nome Les Gilets Blancs (preceduto dunque da articolo) si trovano altri aderenti con propositi più pacifisti.
Dagli indumenti si passa agli accessori, con i Foulards e le Stylos Rouges.
Fazzoletti rossi in sintonia con i Gilets Bleus per il corteo di fine gennaio a Parigi contro le derive dei Gilets Jaunes, per un ritorno alla calma e un rispetto dei valori repubblicani.
Fazzoletti rossi in sintonia con i Gilets Bleus per il corteo di fine gennaio a Parigi contro le derive dei Gilets Jaunes, per un ritorno alla calma e un rispetto dei valori repubblicani.
Penne rosse, quelle dei professori, un collettivo di insegnanti in collera che hanno manifestato davanti al ministero dell’Educazione, richiedendo un ridotto numero di alunni per classe, (se ne ritrovano infatti talora anche 31/32 alle medie e fino a 36/37 al liceo), la fine della soppressione di cattedre, nonché aumenti di stipendio per compensare la perdita del loro potere di acquisto.
I loro stipendi sono tra i più bassi d’Europa, si lamentano.
Certo in confronto a quelli di un insegnante in Germania per non parlare nel Liechtenstein, il paragone fa rabbrividire ….ma in un match Francia-Italia, è ancora l’Italia che vince, distinguendosi per stipendi più bassi specialmente a fine carriera.
Non sono certa se alla succitata lista si sia aggiunto il gruppo delle Guêpières Noires (se si sia realmente costituito in movimento sotto questo nome e con tanto di uniforme in pizzo) per protestare contro il riconoscimento, da parte del Consiglio Costituzionale, della conformità alla Costituzione della legge che stabilisce la penalizzazione dei clienti delle prostitute.
Questa penalizzazione dei loro clienti rende il loro lavoro più precario e rischioso e non solo a detta delle lavoratrici del sesso.
Accessorio anche per loro piuttosto che indumento?
Perché non optare per Jarretières Noires, magari di minor effetto rispetto a un bustino fru-fru e sexy, ma sicuramente più pratiche da infilare anche direttamente sopra un jeans per scendere in piazza a protestare.
Attenzione dunque al colore che si sceglie e cura particolare al dettaglio e all’accessorio!
Grazie per questo bello arcobaleno! Evviva Benetton!
RépondreSupprimerMolto piacevole e mi ha chiarito le idee e fatto scoprire cose che non sapevo ricordavo. Uno sguardo molto attento e concordo con June. Grazie per il bel arcbaleno!☺
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