perché...

... racconto spinta da una brezza leggera

... spiffero in tutto le accezioni del termine

... un castello d'idee e di pensieri che prendono aria, che gonfiano le vele del vascello fantasma in questo Mare Nostrum

... Per riannodare la matassa srotolata, arruffata, ingarbugliata dei miei ricordi

... Per seguire questo filo di Arianna che mi fa fuoriuscire dal labirinto, illumina la mia mente

e... soprattutto per ridere del mondo del mio microcosmo di me

... perché il riso è terapeutico, fa bene alle coronarie e alle viscere e dev'essere rivalutato anche se nonostante tutto preferisco la pasta!

... "if" Kipling

... "if" allora "dubito ergo sum"


samedi 4 août 2012

Ciao Marilyn....

Ci siamo! La data anniversario di quel lontano 5 agosto 1962 in cui la vita di Marilyn Monroe si spense è oramai  arrivata, lasciandocela intatta nel ricordo nello splendore dei suoi 36 anni.
Mezzo secolo da quella calda giornata in cui la bella Marilyn, ritrovata morta nella sua casa di Los Angeles in circostanze che rimangono tuttora misteriose, lasciò attonito il mondo intero.
Il tempo è passato senza togliere il velo del mistero della sua fine, senza togliere quell’aurea di fascino di questa leggendaria creatura.
2012 è stato l’anno di Marilyn Monroe con revival, foto, film, libri, per ricordarla, ravvivare il mito, un mito che sfida spazio e tempo e ce la restituisce immutata nella sua ingenuità, nella sua prorompente e sexy vitalità che ammicca da locandine e cartelloni.

Occasione per scoprire anche una Marilyn  poetessa, amante della letteratura e della scrittura, quella di “Fragments”, una sua raccolta di poesie, pagine di diario, lettere, pubblicato nel 2010 da Feltrinelli, con la prefazione di Antonio Tabucchi, che ha ispirato il film di Liz Garbus, “Love, Marilyn”, in anteprima mondiale al prossimo Festival di Toronto a settembre.
Ma c’è chi ha avuto l’idea di ripercorrere i passi di Marilyn offrendo un tour che ripercorre sentieri battuti dalla diva.
La guida per l’occasione è Elisa Jordan, un’esperta di Marilyn di cui ne è ammiratrice da quando era una bambina di cinque anni, che offre il tour per 60 dollari.
La partenza si fa al museo Hollywood dove collezionisti di oggetti legati a Marilyn espongono i loro cimeli fino a settembre.
Tuffo subito nella sua fanciullezza: davanti alla scuola dove le compagne si prendevano gioco di lei, il Teatro Egiziano, cinema storico su Hollywood Boulevard che le piaceva particolarmente per le scimmie in gabbia e uno dei vari orfanatrofi dove aveva trascorso parte dell’infanzia.
Qui la guida racconta che quando Norma Jeane ( questo il vero nome di Marilyn) aveva visto per la prima volta la placca con la scritta “orfanatrofio”si era disperata e piangendo gridava “Non sono un’orfana, ho una mamma non lasciatemi qui”.
Marilyn é cresciuta a Los Angeles, città che all’epoca si sta costruendo intorno al cinema e dove arrivano in molti per lavorare nell’industria della “settima arte”, sottolinea la guida, insistendo sul legame che univa intimamente la città alla diva e viceversa.
Durante il tour è compresa una sosta davanti a quello che era il parrucchiere che per primo aveva trasformato la chioma di Marilyn dal castano al biondo platino: “Gli uomini preferiscono le bionde”non avrebbe mai potuto giralo diversamente!!!.
Un tuffo nel quotidiano della diva che necessita un po’ di immaginazione, perché del salone di un tempo non è rimasto più nulla e l’attuale negozio vende cianfrusaglie-souvenir, pura paccottiglia.
Il tour di Ms Jordan si conclude davanti al portone ricoperto d’edera della casa di Marilyn nel quartiere di Brentwood, dove l’attrice trovò, quel lontano 5 agosto, la morte per una dose massiva di barbiturici.

50 anni da quel giorno, un salto nel passato, un vero tuffo, una full immersion
Un percorso a ritroso nel tempo per ritrovare tracce di passi e scia di profumo.
Un profumo reale e virtuale che impregna la nostra memoria e che aleggia con il suo ricordo.
N°5, un numero fatale, quello della fragranza Chanel di Marilyn con le due famose gocce che l’attrice dichiarava di “indossare” per andare a letto.

Credo che non rimanga più che uscire in punta di piedi e chiudere la porta della sua camera dove la lasciamo che riposi in pace ….Bella addormentata !
…perché il mito ... non muore mai!

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